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Alicudi

Isola di Alicudi (ITA030023)

Tipologia sito:  ZSC Zona Speciale di Conservazione  

Codice: ITA030023- Ettari: 389

Complesso vulcanico alto circa 675 m, si presenta come una massa subsonica, con pareti ripide, che divengono spesso verticali verso il mare, nella parte occidentale dell’isola. Mentre la parte orientale presenta una morfologia più dolce. La costa dell’edificio vulcanico si presenta più o meno uniforme, priva di insenature e di scogli. Sotto il profilo climatico l’isola è interessata da un clima termomediterraneo sub-umido con precipitazioni medie annue di circa 600 mm e temperature medie annue che si aggirano intorno ai 18 ° C. Le superfici meno acclivi erano state in passato terrazzate e utilizzate per scopi agricoli. Attualmente molte di queste aree risultano abbandonate e sono state riconquistate dalla vegetazione arbustiva naturale. Infatti gran parte della superfice è in ricoperta da arbusteti bassi e da macchia alta. In alcune zone impervie si rinvengono piccoli lembi di boschi a Quercus ilex. Nel versante settendrionale e occidentale molto scosceso e spesso inaccessibile si rinvengono aspetti arbustivi misti a vegetazione rupicola-

Sull’isola sono presenti diverse specie rare, alcune rinvenute di recente sui versanti più impervi, come Cytisus aeolicus e Silene hicesiae, rari endemismi eolici. Inoltre è da segnalare la presenza di altre specie endemiche, quali Genista tyrrhena, Centaurea aeolica, Helichrysum litoreum, Ranunculus rupestris, ecc., che risultano ben rappresentate e spesso abbondanti. Fra gli aspetti di vegetazione naturale più diffusa sono da segnalare gli arbusteti a Genista tyrrhena e da garighe ad Helichrysum litoreum. In ambienti rocciosi si rinvengono frammenti di formazioni rupicole del Dianthion rupicolae. Nel territorio trovano spazio anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell’elenco riportato nella sezione 3.3 (D).L’isola si trova su un’importante rotta migratoria per rapaci e cicogne che interessa lo stesso flusso migratorio dello stretto di Messina. Significativo è inoltre il passaggio, in particolare in periodo autunnale, dei passeriformi; abbondanti sono Turdidi e Silvidi. Tra i nidificanti le presenze più rilevanti sono rappresentate dalle colonie di Falco della regina, allocate sulle falesie rocciose. Tra i passeriformi di rilievo la presenza della Magnanina. Lo stato di conservazione degli habitat può essere ritenuto buono e consente di ospitare una fauna relativamente ricca con alcune specie endemiche, talora del solo arcipelago eoliano, o della sola isola di Alicudi (Oxychilus (Hyalocornea) alicurensis (Benoit, 1857))

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

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