Insediamento neolitico in località Brucoli - Gisira
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Descrizione

Insediamento neolitico in località Brucoli – Gisira

Denominazione

Insediamento neolitico; necropoli di età tardoantica; insediamento rupestre di età bizantina. (A2.5). 

Descrizione 

La presenza di un villaggio neolitico sulla penisola è testimoniata da una serie di buchi per pali individuati sul pianoro ovest che dà sul canale. All’estremità NO del pianoro, in prossimità di una spiaggetta formata da un’ansa del fiume, sono ancora visibili due tombe a fossa di età tardo-antica scavate nella roccia. Sembra che altre tombe siano andate distrutte durante la costruzione degli edifici moderni. Sempre sul pianoro, nelle adiacenze della zona in cui sono ubicati i buchi per pali, si erge il castello quattrocentesco, con una torre a pianta rettangolare eretta fra il 1462 e 1467, alla quale si aggiunsero bastioni di contorno nel XVI sec. Numerose grotte di origine naturale, modificate strutturalmente e adattate ad uso funerario, abitativo e cultuale, sono presenti lungo il vallone Porcaria. Esplorazioni recenti hanno rilevato l’esistenza all’interno della maggior parte di esse, di nicchie, edicole votive, graffiti e con simboli cristiani. Alcune grotte presentano tracce evidenti di un uso abitativo: pareti divisorie dei vani, fori utilizzati per l’alloggiamento degli incassi del sistema di chiusura ligneo, canaletti di scolo dell’acqua, numerose mensole e nicchie quadrate.
Gli ipogei funerari esistenti sono tutti accomunati dalle tracce delle gallerie degli arcosoli monosomi e polisomi, da piccoli incavi per riporvi lucerne e da simboli cristiani, monogrammi e croci, graffiti sulle pareti. Al centro dell’insediamento rupestre vi è una grande grotta, luogo di culto dell’insediamento, come si evince dalle iscrizioni graffite in lingua greca in essa riscontrate, probabili ex-voto, numerosi graffiti presenti sulle pareti delle grotte, consentono di attribuire l’utilizzo delle stesse ad età bizantina. La fase più evidente è quella bizantina

Notizie storiche

Si apprende da Tucidide che un gruppo di Megaresi provenienti dalla Grecia vennero in Sicilia negli anni della colonizzazione greca. Essi sostarono dapprima nel luogo chiamato Trotilon che si ricerca lungo le sponde del fiume Pantakias, probabile fiume Porcaria; successivamente, scacciati dai Leontinoi, dopo varie peripezie, fondarono Megara Hyblaea. Dell’insediamento rupestre di età tardo-antica non si hanno notizie storiche. Nel IX sec. le incursioni arabe determinarono probabilmente uno spostamento della comunità di pescatori, che abitava in questo luogo, verso siti più sicuri e protetti quali Timpa Ddieri e Molinello. Molte delle grotte furono utilizzate come rifugio durante l’ultima guerra e talora sono ancora utilizzate quali depositi di attrezzi.  Nel XIV sec., Brucoli fu un importante caricatore che provvedeva all’esportazione del grano prodotto nei territori di Augusta e Lentini. Intorno al porto si sviluppò un modesto centro abitato la cui economia era legata alla commercializzazione marittima del grano, che fino al XVI secolo costituì la principale fonte di reddito. Tra il 1392 e il 1396 re Martino I il Giovane concesse in feudo a Gerardo di
Guimerano il reddito di venti onze sopra il porto di Brucoli, cinquecento a Ugo di Santa Pau e seicentoquarantasette a Pietro Sancio di Calataimbio (?). Nel Quattrocento Brucoli fu aggregata alla Camera reginale aragonese. Il governatore reginale Giovanni Cabastida, tra il 1462 ed il 1467 o più probabilmente tra il 1466 e il 1467, fece costruire il castello a guardia dell’emporio. Il castello passò successivamente alla famiglia Lullo e poi fu aggregato ad Augusta, nel secolo XVI, quando questa ritornò al demanio regio. Nella prima metà del XVI secolo furono costruite due linee quadrangolari di fortificazione intorno alla torre quattrocentesca

Fonti bibliografiche

Houel J., Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malta et de Lipari,1785, vol. III, pp.67-68; Amico V., Dizionario topografico della Sicilia, 1858, s.v. Bruca; idem s.v. Pantagia; Orsi P., “NSc” 1898, p.22; Periegesi archeologica, “NSc”, 1902b, pp.637-639; Bernabò Brea, Il crepuscolo del re  yblon, “PP”,CXX, 1968, pp.169,186; Messina A., Le chiese rupestri del Siracusano, 1979, p.81; Russo I-Gianino P., L’età della pietra nel territorio di Augusta, “Notiziario storico di Augusta”,15, 1987, pp.18- 19; Basile B., L’arco costiero siracusano, in  Lena G. – Basile B. – Di Stefano G., Approdi, porti, insediamenti costieri e linee di costa della Sicilia sud-orientale dalla Preistoria alla Tardo Antichità, “ArchStorSir”, s. III,II,1988, p.23; Russo-Gianino-Lanteri, Augusta e territori limitrofi, I, Preistoria, Dal paleolitico superiore alla precolonizzazione, “ArchStorSir”, suppl. n.5, 1996, pp.92-96; Lanteri R., Augusta e il suo territorio. Elementi per una carta archeologica, 1997, p.18-19; Lanteri, Nuove acquisizioni sulla prima età del bronzo nell’area iblea: la necropoli di Cava Baratta sul medio corso del Cantera, “ArchStorSir”,1996b, p.22. L. Di Giacomo, Un’espressione lito-culturale del territorio augustanese: le calcare del Granatello, in Archeologia dell’architettura VI, 2001, pp.14-15; Nicotra F., Insediamento rupestre di età bizantina del basso corso del Porcaria, tesi di laurea, Università degli studi di Catania, Facoltà di Lettere e Filosofia, 2004. Linee Guida 1999, Carta Siti archeol. n. 215.

Area di interesse archeologico, art. 142 lett.m) D.lgs. 42/04

(Fonte testo scheda di rilevazione n. 14 Piano Paesistico della Provincia di Siracusa  – Beni Archeologici)

Bibliografia e documenti di approfondimento:

100)  PRIMA SICILIA – ALLE ORIGINI DELLA SOCIETA’ SICILIANA – volume primo a cura di Sebastiano Tusa Palermo 1997.

Ignazio Caloggero: La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende. Vol. 1: Dalla Preistoria ai Fenici. Prima edizione 2018 – Edizione rivista e aggiornata del 2022

Storia di Sicilia – 1.3.1: Neolitico e nascita dell’Agricoltura in Sicilia

Storia di Sicilia – 1.3.2: Religiosità e Sepolture nel Periodo Neolitico

Storia di Sicilia – 1.3.3: L’Arte nel Neolitico

Storia di Sicilia – 1.3.4: Elenco Siti Neolitici

COMUNICATO: Bene catalogato ma geolocalizzato parzialmente. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Schede Beni Archeologici Piano Paesaggistico di Siracusa

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia 

Foto:  Scheda su indicata

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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