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Imera

Quanto segue è estratto da: Culti, Miti e Leggende dell’Antica Sicilia (Autore: Ignazio Caloggero – ISBN: 9788894321913)

Imera era probabilmente una ninfa, personificazione del fiume Imera che legò il suo nome all’omonima città (l’odierna Termini Imerese). Il suo culto troverebbe conferma nel racconto di Cicerone[1], secondo cui il governatore Verre non riuscì a sottrarre alla cittadina di Imera un gruppo di statue, precedentemente saccheggiate dai Cartaginesi  in seguito alla distruzione di Imera del 409 a.C.. Le statue furono restituite agli Imeresi da Publio Scipione, dopo la distruzione di Cartagine del 146 a.C.. Tra queste statue, spiccava per la sua bellezza proprio quella di Imera. Alcune monete confermerebbero il culto di questa divinità. In una moneta d’argento di Imera compare la ninfa che effettua sacrifici in un santuario, in un’altra sono raffigurati: il santuario, il getto della sorgente, un satiro ed una ninfa sacrificante, molto probabilmente la stessa Imera[2]

[1] Cicerone: Verrine lib. II 87,88

[2] Biagio Pace: Arte e Civiltà della Sicilia Antica. Volume III pag.481.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

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