Informazioni Dettagliate

I Misi i l’Annu

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I misi ill’annu è una recita in dialetto agropastorale che si tiene a Rodì Milici in occasione del carnevale. La tradizione risale a circa un secolo fa ed è stata messa su carta dal poeta Giuseppe Trifilò. Pare che egli abbia composto tali versi sulla nave che dagli USA lo riportava in patria. Si tratta di una rappresentazione con 15 personaggi che ricoprono i ruoli di: i 12 mesi dell’anno, il re, il poeta e il viandante. Ciascuno dei mesi aspira alla corona di Re e getta in faccia (urlano proprio) al sovrano le ragioni per le quali meriterebbe tale incoronazione. Naturalmente non sveliamo il resto (guardate il video, vi assicuro è una mezz’ora spesa bene). Per finire due annotazioni: i cavalli hanno di recente sostituito gli asini, “i sciccareddi”, i quali sono stati da sempre le cavalcature degli aspiranti sovrani.

Ecco un video preso da Youtube

 

Inserimento scheda: Heritage Sicilia 

Nota : Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire fornendo informazioni e/o immagini anche attraverso il gruppo facebook “Heritage Sicilia

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Scheda tecnica elaborata da: Regione Sicilia – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – CRicd: Centro regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione e filmoteca regionale siciliana

N. Prog.
121
Bene
I Misi i l’Annu
Libro
REI – Libro delle celebrazioni
Data approvazione
20-10-2008
Categoria
Festa
Provincia
Messina
Località
 
Comune
Rodi’ Milici
Denominazione locale
I misi ill’annu
Notizie Cronologiche
L’origine di questa manifestazione si fa risalire al 1880 circa per merito del poeta-contadino Giuseppe Trifilò che la portò in scena intorno al 1905 interpretando lui stesso il Viandante, ruolo poi assunto da Vincenzo Calcagno che curava anche la regia. E’ una rappresentazione in un unico atto composta da 15 personaggi, tratto da un testo attribuito al poeta rodiese Giuseppe Trifilò.
Scenografica declamazione di un testo popolareggiante dovuto al poeta-contadino Giuseppe Trifilò, accompagnato da un variegato corteo di dodici cavalieri, su bardati asini o cavalli per magicamente rifondare al comando del Poeta/Re del Carnevale, l’ancestrale potere del ciclo agrario dell’anno ai fini della sopravvivenza della comunità/territorio.
Ricorrenza
Annuale
Data
La domenica e il martedì di Carnevale
Occasione
Carnevale
Funzione
Propiziatoria
Attori
15 personaggi: i dodici mesi dell’anno che si contendono la corona del re; il Poeta/magistrato che fa da paciere; il Viandante, (il narrante), il Re (Simbolo del tempo).
Partecipanti
Intera comunità locale, turisti
Descrizione
I misi ill’annu o la Disputa della Corona è una declamazione a più voci che vede protagonisti i dodici mesi dell’anno che si contengono attraverso duelli incalzanti a base di versi la corona del re, simbolo del Tempo. I dodici mesi, in groppa ad asini o cavalli, sono addobbati con nastri colorati, fiori, coperte riccamente ricamate e lustrini vari, ed espongono con in rima i motivi per i quali ognuno di loro merita il titolo di re.
In aiuto del re interviene il Poeta/magistrato che riesce a far superare i contrasti (“un solo dio regna”) e a riportare la pace ed esaltare i buoni rapporti con un ballo pacificatore. Alla fine del ballo sarà il Viandante, una sorta di “Io narrante”, che incoraggerà il re che riuscirà a salvare la propria corona.
I pretendenti della corona del Re sono i dodici mesi: Gennaio, “primo mese” che fornisce acqua ed alimenti; Febbraio, mese della gaiezza e di sciali; Marzo, che simboleggia la primavera ricca di piante;Aprile (che anticamente era rappresentato da un uomo vestito con abito da sposa e oggi da una ragazza con abbigliamento da primavera), il “mese della bellezza”; maggio, che porta abbondanza di franzisi(aratro a una sola ala) e tumunìa (grano marzuolo); giugno, il mese delle giornate di mietitura; luglio,che offre frumento e frutti di ogni specie; agosto, che porta il gran caldo e la ricchezza di frutti;settembre, che cantando porta alla vigna; ottobre, che offre vendemmia e salsicce; novembre, che porge vino pronto e neve per alimenti; dicembre, che da i natali a Cristo Onnipotente.
Bibliografia
Bonvegna, Carmelo. 2005. Usi e costumi di Rodì e Milici: indagine storico-etnologica in un comune dell’entroterra milazzese, Foggia: Bastogi.
 
Scardino, Angela. 1992. Feste a Rodì Milici, in Feste, fiere, mercati, a cura dell’Assessorato alla pubblica istruzione, Vol. 2. Messina: EDAS, pp. 279-284.
Sitografia
Filmografia
 
Discografia
 
Note
 
Autore Scheda
Chiara Dell’Utri
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Informazioni di contatto
7 Strada Provinciale 93, Rodi Milici, ME
Luogo
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