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Fornaci Romane

Le fornaci romane di Alcamo sono parte di un complesso archeologico che si trova ad Alcamo Marina (in contrada Foggia) scoperto nel 2000.

La zona degli scavi, di proprietà del Comune di Alcamo, si trova al km 43,800 della Strada Provinciale 187, vicino al fiume San Bartolomeo al confine fra Alcamo e Castellammare del Golfo e a monte della linea ferroviaria Trapani–Palermo, nella zona Magazzinazzi.

L’area ha un’estensione di 2500 metri quadrati; si sono scoperte tre fornaci, due locali per la produzione e 5 strutture murarie che delimitano la zona produttiva, fatte con grandi blocchi di calcarenite locale; questi muri servivamo al contenimento della dilatazione del terreno, causato dal calore delle fornaci e maggiormente nelle fasi di riscaldamento e raffreddamento.

Le fornaci, datate fra il I secolo d.C. e la metà del V secolo d.C., sono disposte a “schiera”, sull’asse nord-sud. La loro forma è circolare, con un diametro di circa 3 metri e presentano un insolito stato di conservazione.

La struttura della fornace “A” è del tipo “a muffola”, di cui esistono pochi esemplari nell’Italia e in Europa di età romana. Risulta ben distinguibile la struttura del praefurnium e parte del corridoio che serviva per l’inserimento della legna.

Considerata la vastità dell’area di lavoro, probabilmente c’erano dei fossi utili per la depurazione dell’argilla, e diverse linee di produzione, magazzini di deposito. Si ritiene probabile perfino l’esistenza di addirittura 15 fornaci; ognuna dava lavoro a 8 persone, quindi è probabile che in quest’area esistesse un nucleo abitato.

L’impianto forse apparteneva a una o più famiglie di nobili imprenditori romani. Nella fornace “A” è stato ritrovato un coppo con il bollo Maesi e un segno a forma di croce, del V secolo d.C., e vicino ad Alcamo (in contrada Sirignano) in un’antica villa è stata rinvenuta una tegola con il bollo Maesi Anae. I Maesi erano presenti nella Sicilia dell’età imperiale tardo antica, e ci sono numerose iscrizioni a Termini Imerese, Palermo e Marsala. (Fonte: Wikipedia)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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