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Dammuso del Gallo o Torre Amari 

Torre Amari o Dammuso di Gallo è una torretta militare di avvistamento che ha funzionato per circa tre secoli a partire dal XV secolo, per il controllo delle navi pirata provenienti dall’area trapanese. Il mare Mediterraneo, già dalla seconda metà del XV secolo, per la caduta rovinosa di Costantinopoli in mano ai Turchi Ottomani, è dominato dalle potenze navali turche, algerine e tunisine che compiono frequenti incursioni lungo tutte le coste siciliane razziando uomini, donne e bambini e tutto ciò che potesse essere di valore. Le navi corsare partivano dalle munite basi della costa nord-africana di Algeri, Tunisi, Mahadia e Gerba e si muovevano velocemente nel Mediterraneo, creando il terrore per le loro scorrerie. Fu necessario quindi fortificare le città portuali e perfezionare un sistema di torri allineate sui punti più alti delle alture costiere, per potere avvisare in tempo le città e le campagne, permettere l’evacuazione della popolazione e predisporre le difese necessarie per fronteggiare eventuali sbarchi nemici. Tutti i monti limitrofi alla città di Palermo ed in posizione strategica, compresi i borghi marinari dell’ampio golfo tra Capo Gallo e Capo Zafferano ed anche i piccoli villaggi e le campagne extra moenia della Conca d’Oro, furono muniti di postazioni e torri di vedetta. In un primo tempo furono postazioni provvisorie, cioè senza alcun riparo per i guardiani e non presidiate costantemente. Nel secolo XVI, persistendo le incursioni piratesche che pregiudicavano tutte le attività economiche e commerciali dell’isola, nel volgere di pochi anni furono costruite lungo le coste siciliane centinaia di robuste e ben munite torri a pianta quadrata o circolare, che dovevano resistere oltre che ad eventuali arrembaggi, anche al cannoneggiamento delle nuove armi da fuoco. E’ in questo contesto storico che viene eretto il Dammuso di Gallo, intendendo proteggere così il fianco occidentale della città e l’ubertosa ed appetibile campagna dei Colli dalle incursioni dei pirati. Situato a breve distanza dalla borgata di Partanna, il Dammuso di Gallo è una torre di vedetta impiantata sin dal XV secolo, successivamente chiamata Amari poiché nel 1721 tutto il promontorio e parte del ricco territorio limitrofo, con annesse le borgate di Tommaso Natale e Sferracavallo, apparteneva al conte Amari. La torre era presidiata da due guardiani che avevano il compito di vegliare sul traffico navale e mandare tempestivamente messaggi di fumo e fuoco (giorno e notte). Il Dammuso di Gallo è posto a pochi metri dallo strapiombo di Malopasso, è a pianta pressoché quadrata di m 4,86 x m 4,58 con un unico ingresso rivolto a SO, con uno spessore di muri che variano da m. 0,60 a m. 0,80 che guarda la Piana dei Collie la città di Palermo, un tetto a volta ed una cisterna scavata nella roccia per la raccolta dell’acqua piovana. La torre è stata edificata utilizzando pietre locali, fissate con malta. E’ posizionata in un pianoro con un dolce declivio a ridosso di una cortina di rocce che la preservavano dai fastidiosi venti di tramontana, ma che aveva probabilmente anche lo scopo di nasconderla alla vista di eventuali navi nemiche in avvicinamento. La struttura si presenta armonica nelle sue linee essenziali, curata nella tecnica costruttiva, ricalcando lo schema tipico delle fabbriche a pianta quadrata coeve sparse lungo la costa palermitana. A poca distanza il linea d’aria in direzione NE si trova la solitaria torre Mazzone, costruita nel punto più estremo del monte, più aspro e difficile da raggiungere, ma che era al contempo uno dei più favorevoli e strategici punti di osservazione di tutto il comprensorio palermitano. (Fonte: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/capo-gallo-il-semaforo-e-leremita-57446968#wp-57446971) 

Documento di approfondimento: Pippo Lo Cascio – Il Dammuso di Gallo o Torre Amari in Sicilia Archeologica XXV n. 80 Anno 1992   

scarica documento: LO_CASCIO_Pippo_Una_torre_di_avvistament

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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