Descrizione

Convento Santissimo Crocifisso In Santa Anna

 

L’attuale Convento, il secondo di Castelvetrano, abitato dai cappuccini fu fondato nel 1623 il Convento molto grande, è noto per il culto al Santissimo crocifisso miracoloso, che il cappuccino Padre Pietro da Mazara portava con sé nell’assistenza ai soldati come cappellano nelle guerre d’Africa. Colpito da colera durante il rientro in patria, fu prodigiosamente salvato dal crocifisso che sarebbe morto prima di toccare terra. Pregò quindi il comandante della nave di non gettare la sua salma in mare, ma di farla seppellire in un Convento dell’ordine di far esporre alla venerazione dei fedeli il crocifisso. Le spoglie mortali di padre Pietro furono composte nel 1550 è il primo Convento dei Cappuccini di Castelvetrano, in quanto la nave approdò nel vicino porto di Trapani. I religiosi trasferitisi nella nuova sede nel 1629, vi trasportarono con una solenne processione il corpo del servo di Dio e il crocifisso miracoloso. Chiuso per la soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu riconsegnato ai cappuccini nel 1937. Nel 1873 vi è stata costituita la parrocchia. Nell’interno della Chiesa spiccano: l’altare del crocifisso e l’altare maggiore sormontato da un pregevole tabernacolo e da una grandiosa pala che racchiude un artistico reliquario di grandi dimensioni, spesso ricoperto da un quadro, delle stesse dimensioni, raffigurante l’Immacolata, che viene alzato e abbassato mediante un apposito congegno d’epoca. Nella sacrestia si trova un monumentale armadio del 18º secolo messe feriali alle 9.00 e festive alle 9.00-10,30 e 17,30. La veneranda immagine del crocifisso viene collocata su di una bara ed è portata in processione per le vie della città con un grande concorso di folla il 3 maggio e la domenica seguente. (Fonte: vaticanoweb.com)

All’interno delle catacombe si trovano i resti del principe Giovanni III Aragona e Tagliavia, morto nel 1624.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: WEB

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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