Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Risalente al XV secolo, è il luogo sacro più antico del circondario. Costruita con due forme regolari, un quadrato sovrastato da un triangolo, il corpo sinistro è collegato all’edificio con una larga arcata ed è stato aggiunto in seguito per aumentarne la capienza. Stranamente, l’edificio non ha l’altare orientato ad est, come la disposizione tradizionale est-ovest dell’abside e della soglia. All’ interno, sul lato destro si notano i segni di un’antica porta murata, mentre l’altare occupa una posizione inconsueta, sembra sia stato dislocato.
Queste ed altre stranezze materiali ed immateriali, confermano che originariamente intorno al 1300 questa Chiesa, era una piccola sinagoga dei nativi abitanti ebrei di provenienza toscana.
Il Borgo in seguito si sviluppò attorno a questo luogo Sacro. La presenza di autorità religiose nel territorio è confermata da una Bolla di Clemente VII del 1534 con cui la “grangia” di Rometta fu elevata ad abbazia. L’abate, già arciprete di Rometta, diventò priore dell’intera comunità ed ebbe concesso l’uso della mitra e del pontificale. Simboli che sono presenti nell’affresco (di scarso valore artistico, ma sovrapposto ad un altro affresco sicuramente di origine ebraica che è stato cancellato) posto sopra l’altare principale della chiesa di borgo storico Pantano.
Essa è un tipico esempio dell’architettura religiosa, molto semplice, del XV secolo nelle aree vallive. All’ interno una statua in gesso raffigurante la Madonna che in maniera evidente allatta il Bambino Gesù, la cosiddetta Madonna del latte. L’iconografia è risalente all’antico Egitto, epoca in cui erano diffusissime le immagini della dea Iside intenta ad allattare il figlio Horus e il cui culto durerà ancora a lungo intrecciandosi con il Cristianesimo. Addirittura molte statue di Iside furono ribattezzate o venerate come Madonne originali.
Tale tipologia di Madonne del Latte divenne molto popolare nella scuola pittorica toscana. (Particolare non di poco conto, viste le origini degli abitanti del luogo). In conclusione, possiamo lecitamente affermare che il culto della Madonna del Latte ha avuto una notevole fortuna poiché, traendo origine dalle reminiscenze di antichi culti sulla fecondità, li ha assorbiti nella femminilità della Madonna, ammantando di sacralità la quotidianità dei rapporti affettivi, sempre presenti concettualmente ma finora assenti iconograficamente.
Tutto questo, in contrapposizione allo spirito della Controriforma, ( Concilio di Trento 1543, decreto: “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus) l’immagine della Madonna che, con un seno nudo, allatta Gesù bambino non era “satis decens” ovvero sufficientemente decorosa e poteva indurre in pensieri sconvenienti.
Dunque, un’immagine carica di significati spirituali e teologici, ma al tempo stesso profondamente umana e teneramente quotidiana.
Purtroppo, la statua, nel corso degli anni ha perso a causa di ritocchi e restauri poco professionali, sia i tenui colori originali, che la decorazione del manto che era cosparso di stelle che richiamavano gli astri, un altro simbolismo andato perduto. Resta ancora da indagare perché il bambin Gesù allatta dal seno destro della statua, forse perché l’emisfero cerebrale destro è più orientato alle attività femminili, e il borgo da sempre ha avuto una conduzione matriarcale?
Un altro manufatto di rilievo presente nella Chiesa è il quadro di fine ’ 600, che è stato trafugato, ma di cui abbiamo una copia. Esso raffigura Mons. Giovanni Battista Cannuli, fondatore del collegio S. Maria De Pace, di Rometta, con dei libri in mano e dei pargoli attorno e altri simbolismi che ci riportano alle radici ebraiche del dipinto, il tutto in una visione bidimensionale che gli conferisce una sorta di prospettiva già utilizzata da maestranze toscane, inaugurate da Giotto e Simone Martini.
La Chiesa nasconde tanti misteri, principalmente sotto i due altari, contraddizioni che sembrano confermare la volontà della comunità di dissimulare le proprie radici ebraiche Questi misteri e per certi versi enigmi, appartengono alla storia del borgo e confermano l’alto livello culturale di questa comunità, capace di lasciare un grande traccia enigmistico-misterica in quei segni, quasi nascosti, di cui per secoli hanno mantenuto il segreto.
Segni che ancora oggi sono in fase di studio e di decodificazione per la creazione di una mappa.
La Chiesa ha rappresentato sin dalla sua nascita la meta dei pellegrinaggi dai paesi vicini che ogni anno, si rinnova il 2 luglio in occasione della celebrazione religiosa dedicata alla Madonna delle Grazie.
Fonte: Testo fornito da Orazio Bisazza
Inserimento scheda: Ignazio Caloggero
Contributi informativi: Web
Foto: Di Fotografandoversosud – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=108323593
Foto interni fornita da Orazio Bisazza (autore Nino Andaloro)
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