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Cava d’Ispica

Tipologia sito: ZSC – Zona Speciale di Conservazione

Codice: ITA080009 – Ettari: 947

Descrizione: 

Il sito ricade nei territori dei comuni di Modica, Ispica e Rosolini.I suoli sono mosaici di suoli bruni degradati e di terre rosse mediterranee. I substrati sono costituiti
da calcari compatti terziari della serie Plateau Ibleo.Il clima del sito è termomediterraneo secco secondo la terminologia di Rivas Martinez.Presenti aspetti
casmofiti (8210), aspetti dei prati effimeri afferenti ai Thero-Brachipodietea (6220), aspetti di vegetazione termo-mediterranea a Euphorbia dendroides e a
Chamaerops humilis (5330), quercete a Quercus ilex e loro aspetti degradati (9340). Formazioni degli stillicidi (7220).Sono presenti su rupi calcaree formazioni
casmofitiche afferenti ai Dianthion rupicolae Brullo & Marcenò. Sui pendii semirupestri inadatti alle colture agricole sono state da sempre e sono tuttora presenti
boschi di leccio afferenti ai Quercetea ilicis e loro forme degradate, anch’esse di grande interesse, inquadrabili nell’alleanza Oleo-Ceratonion o nelle formazioni ad
arbusti spinosi dei Crataego-Prunetea. Interessante anche il fondovalle, nel quale – benché tutte le sorgenti siano state captate – si mantiene un certo grado di
umidità anche nel periodo estivo secco, che è sufficiente a mantenere la presenza dell’associazione Balloto-Melissetum romanae, caratteristica, seppur non
esclusiva dei fondivalle iblei.

Interessante valle fluviale iblea di indubbio valore paesaggistico oltre che naturalistico. Conserva vari aspetti di vegetazione rupestre con elementi rari ed
endemici e boschi termofili di leccio. In un panorama molto antropizzato rappresenta un’area di rifugio e nidificazione per numerose specie di Vertebrati ed
invertebrati, svolgendo la funzione di strategico serbatoio di biodiversità e di area dalla quale potrebbero potenzialmente aver avvio eventuali processi di
ricolonizzazione di territori limitrofi.La flora annovera una elevata percentuale di endemismi, mentre la vegetazione è valorizzata dal Quercetum ilicis e da sue
forme degradate. Oltre alla presenza di formazioni dominate da Q. ilex (nell’ambiente semirupestre calcareo al massimo di espressività), le forme degradate qui
presenti – tutte degne di grande attenzione per il valore sia paesaggistico che naturalistico posseduto – sono le comunità afferenti all’Oleo-Euphorbetum
dendroidis, al Salvio-Phlomidaetum fruticosae con la endemica Salvia fruticosa e la rara Phlomis fruticosa e al Rubo-Aristolochietum altissimae con l’endemica
Aristolochia altissima.Le pareti rocciose ospitano l’associazione Putorio-Micromerietum microphyllae, anch’essa ricca di endemismi quali Putoria calabrica,
Micromeria microphylla, Trachelium lanceolatum, Antirrhinum siculum, Dianthus rupicola, Silene fruticosa, Calendula suffruticosa subsp. suffruticosa.

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Mappa Ministeriale  Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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