Antico Palmento

Antico Palmento

Filologicamente restaurato, risale al XIV secolo. Una architettura rurale utilizzata per il lavoro di pigiatura dell’uva. Il lavoro di pestaggio avveniva nella vasca, dove l’uva era raccolta e quindi pigiata da donne e bambini e diventava occasione di festa e socializzazione.

In questo palmento, si lavoravano, circa 150 carichi di uva, che dopo raccolta, veniva caricata in grossi panieri sui muli,  o sulle teste delle donne, che appoggiavano i cesti, su una speciale piattaforma circolare, detta” a’ curuna”, la corona.

La produzione annua era di circa 1000 litri di vino I vitigni più comuni erano “nirellu mascalisi”, “catarattu niuru, e jancu” “palummara ianca” “ nsolia ianca e nira”, “ducignola nira” minnedda

Attualmente il palmento è adibito a “Spezieria” bottega-laboratorio, dove sulla scorta delle antiche radici conventuali del luogo, si preparavano medicamenti a base di erbe medicinali secondo i principi spagirici.

La filosofia spagirica è una tecnica con cui si applica l’Alchimia, si tratta di una speciale filosofia, un tentativo linguistico per interpretare la natura, è la trasmutazione della natura secondo natura.

Nella Spagiria, la pianta è un’unità terapeutica che corrisponde all’individuo umano su cui agisce. La dialettica fondamentale dell’universo è energia e materia, da questo concetto parte tutta la filosofia alchemica che trova la sua applicazione nella filosofia spagirica.

Fonte testo: Orazio Bisazza

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web  

Foto: fornite da Orazio Bisazza

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