Das Heritage-Projekt 

Ziel: Contribuire alla valorizzazione e alla promozione del Patrimonio Culturale siciliano e maltese in tutte le sue forme da quello tangibile (beni culturali storico-artistico, beni paesaggistici e naturali) a quello intangibile (tradizione, folklore, arte, enogastronomia, artigianato tipico) 

I principali strumenti del progetto sono la realizzazione di questa piattaforma web “La Sicilia in Rete” e dell’Archivio Heritage.

Archivio Heritage nasce nel 1995 (Prima Generazione), nella sua attuale versione (Quinta Generazione), costituisce il primo Archivio Culturale “GeoSociale”, multitematico e territoriale, contenente i beni del Patrimonio Culturale Materiale  (beni culturali storico-artistico, beni paesaggistici e naturali) e Immateriale (tradizione, folklore, arte, enogastronomia, artigianato tipico)  di Sicilia e Malta. Per i dettagli: Come Funziona l’Archivio Culturale Heritage

Perchè nasce il Progetto Heritage Sicilia

“Nelle grandi cose anche l’aver voluto è sufficiente” Sesto Properzio

 La Sicilia è la nostra terra, ricca di sole e mare,  di migranti e di sogni infranti. Questa terra spesso offesa, stuprata, ripudiata, deve il suo Patrimonio Culturale storico artistico al contatto, non sempre armonioso, con molti popoli: Sicani, Siculi, Greci, Romani, Bizantini,  Arabi, Normanni, Svevi, Francesi e Spagnoli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le innumerevoli necropoli sparse in tutto il territorio siciliano, i grandiosi templi di Agrigento, Segesta e Selinunte, gli splendidi mosaici della Villa romana del Casale di Piazza Armerina, i superbi Duomi di Palermo, Cefalù e Monreale, il barocco siciliano e tanto altro ancora, a testimonianza di un passato di cui essere orgogliosi, ricco di fede e amore per le cose belle.

E’ noto a tutti che la Sicilia possiede un immenso Patrimonio Culturale, soprattutto se visto in tutte le sue forme da quello tangibile (beni culturali storico-artistici, paesaggistici e naturali) a quello intangibile (tradizione, folklore, arte, enogastronomia, artigianato tipico).

Senza parlare di percentuali, legate più a luoghi comuni che ad altro, è indubbio che la Sicilia sia la regione con un’altissima presenza di beni culturali; dei 55 siti italiani Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ben 7 sono in Sicilia, e nei prossimi anni potrebbero aumentare, se consideriamo che altri siti sono presenti nella lista dei siti candidati (Tentative list) per l’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Dei 10 siti italiani Unesco conosciuti come “Geoparchi Globali” 2 sono in Sicilia: Parco Naturale Rocca di Cerere e Parco Naturale Regionale delle Madonie.

La Sicilia contiene inoltre un ricchissimo Patrimonio Immateriale, ciò è evidente non solo dalla presenza di 3 siti Unesco di tipo immateriali (“Opera dei Pupi”, “La vite ad alberello di Pantelleria”, e, assieme ad altre regioni e nazioni, “La Dieta Mediterranea”) ma dalla presenza di circa 200 beni nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS) e di circa 700 luoghi  inseriti nel Registro “I Luoghi dell’Identità e della Memoria (LIM). Questi dati sono destinati a crescere notevolmente con i prossimi inserimenti.

Consideriamo inoltre che anche il nostro Patrimonio Enogastronomico va annoverato all’interno del Patrimonio Culturale, dobbiamo infatti tenere contro di oltre 300 prodotti tra ricette e prodotti agroalimentari (DOP, IGP, STG e PAT).

Sono molti gli aspetti interessati per una corretta promozione del territorio (tutela, informazione, infrastrutture, sicurezza, fruibilità, ecc), bisognerebbe inoltre applicare in modo significativo il concetto di filiera del turismo: il turista dovrebbe godere dei nostri beni storico-artistici e naturalistici e allo stesso tempo gustare i nostri prodotti tradizionali, conoscere il nostro folklore, la nostra storia, i nostri miti. Per valorizzare il nostro territorio sarebbe inoltre utile che alcuni attori, in particolare quelli che gestiscono la cosa pubblica, imparassero a guardare al di là del proprio naso, in attesa che ciò avvenga, ognuno di noi potrebbe comunque fare qualcosa. Parafrasando John F. Kennedy potremmo dire: Non chiediamoci cosa può fare lo Stato per la Sicilia, ma cosa possiamo fare noi per la Sicilia. Se ognuno di noi ci mettesse un po’ del proprio, se ci spogliassimo in parte dal nostro eccessivo individualismo e unissimo le nostre forze, scopriremmo che possiamo fare molto per la Sicilia. Possiamo ad esempio pensare di attivare iniziative che favoriscono il turismo nel nostro territorio, iniziative che, se ben condotte, potranno contribuire, non solo al risveglio economico della Sicilia (attraverso l’incremento del turismo culturale e come fattore moltiplicativo delle altre economie del territorio) ma che ci permetteranno di vivere con maggiore armonia e orgoglio la nostra sicilianità, e forse scoprire che possiamo arricchirci, almeno dentro.

Ho vissuto per circa 30 anni della mia vita fuori dalla Sicilia e ho sentito spesso giudizi poco lusinghieri sulla Sicilia e sui siciliani, ho sofferto molto per questo, perciò da anni sento forte in me il bisogno di raccontare la mia Sicilia. Se questo progetto sarà vincente, e se altri simili ne verranno, ci sarà sempre meno spazio per chi vede la nostra terra  attraverso monotoni stereotipi.

Su queste premesse nasce il Progetto Heritage Sicilia portato avanti da molti anni dal Centro Studi Helios in collaborazione con l’Associazione Culturale Heritage Sicilia a cui si è aggiunta a partire dal 2019 l’Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali (AIPTOC).

Credo fortemente in questo progetto al punto di mettere in gioco me stesso, non è la prima volta che faccio questo per le cose in cui credo, a testimonianza di ciò ho deciso di integrare il progetto in allegato con delle note di riflessioni in cui rendo pubblico il mio curriculum sia quello standard sia quello “non standard” fuori dai soliti schemi e formalismi ma reale come è reale il mio amore per la mia terra.

Ignazio Caloggero

Chi è Ignazio Caloggero (Curriculum Vitae “Non Standard”)

Erbe Sizilien

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