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Dal web 1.0 al web 3.0

Principi del Web 1.0:Pagine statiche, nessuna interazione;

Il Web 1.0 era caratterizzato dal fatto che l’utente poteva visitare il sito web navigando tra le pagine attraverso i link (collegamenti ipertestuali).  La ricerca di informazioni veniva effettuata tramite i motori di ricerca e non era possibile interagire con i contenuti dei siti. In sostanza l’utente è  semplicemente un lettore. 

Principi del Web 2.0: Pagina dinamiche, Interazione (Social Network, commenti, chat, ecc)

Con il WEB 2.0 si passa da un sito statico a uno di tipo dinamico e sociale:  l’utente non è più solo un lettore  passivo ma contribuisce a creare i contenuti e a condividerli sui Social

 

Principi del Web 3.0: 
Il web 3.0 rafforza alcuni concetti già presenti nel web 2.0 aggiungendone nuovi

  • SocialWeb (Integrazione con i Social),
  • DataBaseWeb,
  • SemanticWeb,
  • GeoWeb (Data Maps),
  • WikiWeb (creazione dei contenuti condivisa),
  • Multidispositivi (PC, Tablet, Smartphone, App),
  • Multilingue
  • Realtà potenziata (Web 3D, ologrammi, controllo remoto, ecc),

E’ possibile trovare siti con un o più delle caratteristiche suddette, la caratteristica “Realtà potenziata” è ancora non diffusa a causa dei sistemi operativi e degli accessori necessari. web 3.0

Il Circuito Hermes è un insieme di siti interconnessi tra di loro che accoglie i principi del web 2.0 e di molti di quelli che caratterizzeranno il web 3.0. Vediamo perché:   

WikiWeb

wikiweb

Il circuito Hermes è costituito da un insieme di portali, apparentemente diversi fra loro perché orientati a target specifici di utenze ma che attraverso la loro integrazione e modalità di creazione dei contenuti costituisce uno dei principi del web 3.0: la possibilità per gli utenti di inserire in modo autonomo le informazioni di loro interesse. I vari attori non si limitano al solo scambio di informazioni ma tutti insieme contribuiscono alla creazione dei contenuti dei portali che costituiscono il circuito Hermes migliorando l’incontro tra domanda e offerta. In sostanza la connessione reale di saperi, professionalità, aziende, utenza e bisogni

DataWeb

 I dati e le informazioni presenti sul circuito Hermes sono strutturati sotto forma di Data Base e quindi in formati “riutilizzabili” e “interrogabili” dalla collettività. Inoltre il Data Base è realizzato con un approccio destinato a diventare di tipo semantico che permette la ricerca per campi, località e parole libere.  Ad esempio un conto è cercare le chiese che hanno come nome “Chiesa di San Giovanni” altra cosa è cercare tutti i monumenti in cui è presente un’opera dei Gagini. Tutto questo è la base di partenza di quello che nel settore del web è ancora in fase di sperimentazione e che è il futuro della rete: la ricerca semantica abbinata all’intelligenza artificiale.

dataweb

Multidispositivi

responsive

 Tutti i nuovi siti del circuito Hermes sono “responsive”, ciò facilmente navigabili dai dispostivi diversi (PC, Tablet, cellulari). Inoltre molte delle funzionalità sono fruibili anche tramite APP

GeoWeb (Data Maps)

Geoweb

Attraverso la geocodifica e le mappe integrate con Google Maps la ricerca delle informazioni è rafforzata dalla possibilità di “vedere” sulle mappe i luoghi di interesse. Ad esempio un conto è cercare un albergo un altro è cercare tutti gli alberghi che sono nelle vicinanze di un luogo di interesse (che potrebbe anche essere il luogo fisico in cui ci si trova).

SocialWeb

social

 I nuovi portali web del circuito Hermes non si limitano a permettere l’interazione attraverso la possibilità di inserire commenti, valutazioni e comunicazioni bidirezionale fra le parti, ma sono fortemente orientati ai Social Network. In alcuni casi le pagine dinamiche sono integrate in modo automatico con I Social Network.

L’utente potrà condividere i propri contenuti sui principali Social Network e lo stesso staff del Centro Studi Helios si occuperà di condividere i contenuti sui Social Network che amministra o a cui ha pieno accesso che permettono di raggiungere oltre un milione (1.000.000) di potenziali utenti destinatari delle informazioni condivise.

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