Cultura e Turismo, Sicilia in affanno

di Ignazio Caloggero

Dal confronto dei dati dei Dossier Union Camere “Io sono Cultura” pubblicati nel 2017 e 2016 si assiste alla conferma della crescita del Sistema produttivo Culturale e Creativo nelle economie regionali, alcune regioni, come la Sicilia, almeno per alcuni parametri, sono in controtendenza.  Vediamo il perchè.  

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Nel periodo 2011/2015 la crisi si è fatta sentire in Italia incidendo in negativo su valore aggiunto e occupati del Paese, rispettivamente con il -0,1% e il -1,5%, nelle filiere culturali e creative la ricchezza è invece cresciuta dello 0,6% e gli occupati dello 0,2%. Nel 2015 e 2016 la ricchezza creata dal settore Culturale e Creativa sfiora i 90 miliardi, in percentuale: il 6,1% (2015) e il 6,0 % (2016) il  della ricchezza totale del paese. Gli occupati in questo settore sono stati quasi 1,5 milioni corrispondenti, anche in questo caso al 6,1% (2015) e 6,0 % (2016) degli occupati. 

Dossier: Io sono Cultura -2016

Dossier: Io sono Cultura -2017

Secondo una logica di filiera, bisogna tenere conto dell’effetto “moltiplicatore” che fa si che per ogni euro prodotto in questo settore se ne attivano quasi 2,8 sul resto dell’economia, per il cui si può pensare che la ricchezza indotta creata dal settore culturale e creativo sia in effetti di quasi 250 miliardi che corrisponde al 17% nel 2015 e 16,7% nel 2016, della ricchezza totale

Dossier: Io sono Cultura -2016

Dossier: Io sono Cultura -2017

E’ possibile considerare lo stretto legame che esiste tra la cultura ed il turismo, infatti dei quasi 90 miliardi ricordati, la spesa turistica attivata dall’industria culturale è di 29,1 miliardi nel 2015 e di 30,4 miliardi nel 2016.

Dossier: Io sono Cultura -2016

Dossier: Io sono Cultura -2017

Ma se a livello nazionale l’industria culturale incide per il 6,1% nel 2015 e 6,0 nel 2016 della ricchezza totale del paese e a livello regionale che è possibile vedere le prime discrepanze da regione a regione e scopriamo come questo settore incide sull’economia siciliana solo per il 4,3% nel 2015 e addirittura scende nel 2016 al 4,1 %

Dossier: Io sono Cultura -2016

Dossier: Io sono Cultura -2017

Guardando agli anni 2011-2015, nonostante la crisi, in tutte le Regioni d’Italia escluse la Sicilia e l’Umbria, si assiste ad una crescita del ruolo del Sistema produttivo Culturale e Creativo nelle economie regionali.

In termini di incidenza di valore aggiunto a livello provinciale, nel 2015, tra le prime 20 province la sola Palermo, ultima nella classifica, è siciliana

Nel 2016, nessuna provincia siciliana compare tra le prime 20

E, se focalizziamo la nostra attenzione unicamente nella spesa turistica attivata dall’industria culturale scopriamo che nessuna provincia siciliana è presente tra le prime 20.

 

Se andiamo a guardare i dati relativi all’ultimo l’indice di competitività regionale (RCI), uno studio che fornisce a 263 regioni dell’UE indicazioni utili per migliorare il loro rendimento economico, pubblicato nel febbraio 2017, possiamo osservare che globalmente la Sicilia arretra rispetto alla precedente rilevazione del 2013. La Sicilia si aggiudica il poco onorevole 237 esimo posto (era al 235), su 263 regioni. 

Eppure è’ noto a tutti che la Sicilia possiede un immenso Patrimonio Culturale, sopratutto se visto in tutte le sue forme da quello tangibile (beni culturali storico-artistici, paesaggistici e naturali) a quello intangibile (tradizione, folklore, arte, enogastronomia, artigianato tipico). Senza parlare di percentuali, legate più a luoghi comuni che ad altro, è indubbio che la Sicilia sia la regione con un’altissima presenza di beni culturali; dei 53  siti Unesco italiani, ben 7 sono in Sicilia e nei prossimi anni potranno aumentare se consideriamo che altri siti sono in attesa di riconoscimento da parte dell’Unesco, senza contare i 3 siti Unesco immateriali e ai siti inseriti nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS) e ai Luoghi dell’identità della Memoria di Sicilia. (LIM).

All’interno de patrimonio Immateriale di Sicilia, va inserito anche quello enogastronomico. Il turista viene in Sicilia per il nostro clima, le nostre trazioni, i nostri monumenti e non per ultimo per i nostri sapori.

Pupi cull’ova

Senza dubbio, notevole importanza assume, all’interno del patrimonio Immateriale di Sicilia, anche quello enogastronomico. Il turista viene in Sicilia per il nostro clima, le nostre trazioni, i nostri monumenti e non per ultimo per i nostri sapori. Ecco quindi l’importanza di valorizzare I Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (P.A.T) ma anche i prodotti , DOP, IGP e STG.

Un confronto, non del tutto omogeneo, anche in relazione ai periodo di riferimento ma che da una idea di come altre realtà territoriali hanno una diversa capacità di creare ricchezza dal turismo e possibile farlo con Malta dove Il turismo rappresenta il comparto fondamentale per l’economia maltese (74,9% del PIL), ed oltre a contribuire alla crescita del prodotto interno lordo nella misura del 25% circa, occupa il 34% dell’intera forza lavoro (Dati 2009)

 

 

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