Tu sei qui: Home » Cultura e Turismo, aria fritta o speranza per la Sicilia?

Share This Post

Archivi Storici / Luoghi

Cultura e Turismo, aria fritta o speranza per la Sicilia?

Guida alla Valle dei Templi

Cultura e Turismo, aria fritta o speranza per la Sicilia?

Guardando agli anni 2011-2015, nonostante la crisi, in tutte le Regioni d’Italia, escluse la Sicilia e l’Umbria si assiste ad una crescita del ruolo del Sistema produttivo Culturale e Creativo nelle economie regionali. Come mai?  Alcuni spunti di riflessioni vengono fuori dalla lettura del Dossier Io sono cultura – 2016  a cura di Unioncamere e dalla visione dello stato dell’arte del nostro Patrimonio Culturale.

di Ignazio Caloggero

***

Nel periodo 2011/2015 la crisi si è fatta sentire in Italia incidendo in negativo su valore aggiunto e occupati del Paese, rispettivamente con il -0,1% e il -1,5%, nelle filiere culturali e creative la ricchezza è invece cresciuta dello 0,6% e gli occupati dello 0,2%. La ricchezza creata dal settore Culturale e Creativa sfiora i 90 miliardi, cioè il 6,1% della ricchezza totale del paese. Gli occupati in queso settore sono stati quasi 1,5 milioni corrispondenti, anche in questo caso al 6,1% degli occupati.

Dossier: Io sono Cultura -2016

Secondo una logica di filiera, bisogna tenere conto dell’effetto “moltiplicatore” che fa si che per ogni euro prodotto in questo settore se ne attivano quasi 2,8 sul resto dell’economia, per il cui si può pensare che la ricchezza indotta creata dal settore culturale e cretivo sia in effetti di quasi 250 miliardi che corrisponde al 17% della ricchezz totale

Dossier: Io sono Cultura -2016

E’ possibile considerare lo stretto legame che esiste tra la cultura ed il turismo, infatti dei quasi 90 miliardi ricordati la spesa turistica attivata dall’industria culturale è di oltre 29 miliardi

Dossier: Io sono Cultura -2016

Ma se a livello nazionale l’industria culturale incide per il 6,1% della ricchezza totale del paese e a livello regionale che è possibile vedere le prime discrepanze da regione a regione e scopriamo come questo settore incide sull’economia siciliana solo per il 4,3%

Dossier: Io sono Cultura -2016

Guardando agli anni 2011-2015, nonostante la crisi, in tutte le Regioni d’Italia, escluse la Sicilia e l’Umbria si assiste ad una crescita del ruolo del Sistema produttivo Culturale e Creativo nelle economie regionali.

In termini di incidenza di valore aggiunto a livello provinciale tra le prime 20 province la sola Palermo, ultima nella classifica, è siciliana

E, se focalizziamo la nostra attenzione unicamente nella spesa turistica attivata dall’industria culturale scopriamo che nessuna provincia siciliana è presente tra le prime 20.

Eppure è’ noto a tutti che la Sicilia possiede un immenso Patrimonio Culturale, sopratutto se visto in tutte le sue forme da quello tangibile (beni culturali storico-artistici, paesaggistici e naturali) a quello intangibile (tradizione, folklore, arte, enogastronomia, artigianato tipico). Senza parlare di percentuali, legate più a luoghi comuni che ad altro, è indubbio che la Sicilia sia la regione con un’altissima presenza di beni culturali; dei 51  siti Unesco italiani, ben 7 sono in Sicilia e nei prossimi anni potranno aumentare se consideriamo che altri siti sono in attesa di riconoscimento da parte dell’Unesco, senza contare i 3 siti Unesco immateriali e ai siti inseriti nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS) e ai Luoghi dell’identità della Memoria di Sicilia. (LIM).

All’interno de patrimonio Immateriale di Sicilia, va inserito anche quello enogastronomico. Il turista viene in Sicilia per il nostro clima, le nostre trazioni, i nostri monumenti e non per ultimo per i nostri sapori.

Pupi cull’ova

Senza dubbio, notevole importanza assume, all’interno del patrimonio Immateriale di Sicilia, anche quello enogastronomico. Il turista viene in Sicilia per il nostro clima, le nostre trazioni, i nostri monumenti e non per ultimo per i nostri sapori. Ecco quindi l’importanza di valorizzare I Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (P.A.T) ma anche i prodotti , DOP, IGP e STG.

Un confronto, non del tutto omogeneo, anche in relazione ai periodo di riferimento ma che da una idea di come altre realtà territoriali hanno una diversa capacità di creare ricchezza dal turismo e possibile farlo con Malta dove Il turismo rappresenta il comparto fondamentale per l’economia maltese (74,9% del PIL), ed oltre a contribuire alla crescita del prodotto interno lordo nella misura del 25% circa, occupa il 34% dell’intera forza lavoro (Dati 2009)

Evidentemente se nonostante questa ricchezza i dati sono quelli indicati da Unioncamere, qualcosa non va. Una risposta potrebbe essere data dalla lettura del recente articolo apparso sulla Repubblica che parla di un degrado del nostro Patrimonio Culturale a causa di una gestione discutibile della cosa comune. Ecco solo la prima parte dell’articolo:

Al Paolo Orsi di Siracusa piove dentro e la Venere Landolina si specchia in una pozza d’acqua. La Villa del Casale è piena di erbacce e da Piazza Armerina è irraggiungibile con mezzi pubblici perché hanno tolto il minibus per i turisti: «Non abbiamo un euro al momento nemmeno per cambiare una lampadina», dicono dalla Villa. Al Teatro Antico di Taormina non ci sono fondi per mettere in sicurezza la parte alta, che rimane inaccessibile al pubblico. E, ancora, la cattedrale di Agrigento sta franando. Al seguente link il resto dell’articolo:

Troppi stipendi pochi soldi per i restauri, a pezzi i beni culturali di Sicilia

Vi invitiamo a conoscere il nostro patrimonio Culturale attraverso: Data Maps Heritage

Data Maps Heritage è un insieme di Banche Dati visuali del Patrimonio Culturale alla base di varie mappe tematiche o territoriali. Molte le caratteristiche innovative: mappe integrabili tra di loro, ricerca dei contenuti per nome o tramite testo libero, georeferenziazione dei contenuti, individuazione dei percorsi per raggiungere i luoghi selezionati, schede dettagliate con immagini e compatibilità con gli schermi dei dispositivi mobili.

Share This Post

Leave a Reply