Capitale Italiana della Cultura: 10 (+6) comandamenti da rispettare

di Ignazio Caloggero

Capitale Italiana della Cultura

Bisognerà aspettare il 16 febbraio 2018 per capire quale sarà la città italiana designata come Capitale Italiana della Cultura 2020 e probabilmente aprile o maggio per il report con le valutazioni finali per capire i motivi di esclusione delle varie città che hanno presentato un dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020. In attesa di ciò potrebbe essere utile valutare i vari dossier presentati, alla luce delle seguenti check list che in modo scherzoso ho chiamato” i 10 (+6) comandamenti da rispettare per una corretta candidatura a Capitale Italiana della Cultura”, dove con 10 indico i “comandamenti” associati ai requisiti previsti in modo esplicito dal bando di presentazione delle candidature e con 6 i requisiti, non esplicitamente indicati, ma sicuramente utili per sperare in una designazione finale.

Premessa: Quanto segue è estratto dei contenuti presenti in una delle lezioni di alcuni corsi in materia di sviluppo turistico: Corsi

Ecco la check list di ciò che bisognerebbe tenere conto in un dossier prima di presentarlo per la valutazione alla commissione di valutazione.

  1. E stato definito un crono programma (coerente) delle attività culturali previste, della durata di un anno?
  2. Per ogni attività del programma culturale presentato è stata effettuata una valutazione di sostenibilità economica e finanziaria?
  3. Il Dossier prevede l’obiettivo di un miglioramento dell’offerta culturale?
  4. Il Dossier prevede l’obiettivo di un miglioramento della coesione sociale e dello sviluppo della partecipazione pubblica?
  5. Sono state previste delle forme di co-finanziamento credibili e sostenibili
  6. Sono state previste realizzazioni di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio a servizio della collettività
  7.  Il Dossier prevede l’obiettivo di un incremento dell’attrattività turistica?
  8. Il Dossier prevede l’obiettivo di un incremento dell’utilizzo di nuove tecnologie?
  9. Il Dossier prevede l’obiettivo della promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e ricreativi?
  10. Il Dossier prevede l’obiettivo di conseguire risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale?
  11. Il limite dimensionale del territorio è adeguato? (ne troppo contenuto ne troppo ampio)
  12. Il Sistema di governance effettivo è della città che presenta il Dossier è di tipo monocentrico o policentrico?
  13. Sono stati individuati uno o più progetti finalizzati al recupero e alla valorizzazione di beni culturali esistenti?
  14. La Candidatura è supportata dalla presenza di riconoscimenti internazionali dei luoghi interessati alle attività culturali proposte? Esempi: siti Unesco (WHL), Network città Creative, Geoparchi globali, Biosfere, Memoria nel Mondo, Patrimonio Immateriale
  15. La Candidatura è supportata dalla presenza di un contesto che può rafforzare la proposta (storico, culturale, naturale, turistico, ecc)?
  16. Il progetto è supportato dai principali attori costituzionali del territorio?

Nota: Per ogni punto che indica un obiettivo, in particolare i punti da 3 a 10 non basta la risposta affermativa ma bisognerebbe indicare in modo esplicito le evidenze oggettive che indicano che tali obiettivi siano effettivamente, misurabili e corredati da indicatori per la misurazione del loro conseguimento.

Alcune ulteriori riflessioni sui punti trattati

1) E stato definito un crono programma (coerente) delle attività culturali previste, della durata di un anno?

La mera indicazioni di attività culturali senza che sia stato definito il cronoprogramma rende difficoltoso valutare la coerenza del programma complessivo

2) Per ogni attività del programma culturale presentato è stata effettuata una valutazione di sostenibilità economica e finanziaria?

Dire che uan attività si basa sul finanziamento di bandi legati a finanziamenti pubblici (europei, nazionali, regionali, ecc) non ancora “vinti” o addirittura a cui no si è ancora partecipati ma che si parteciperà in un futuro, non è sicuramente indice affidabile di sostenibilità economica e finanziaria

3) Il Dossier prevede l’obiettivo di un miglioramento dell’offerta culturale?

La mera presentazioni di attività culturali preesistenti non comporta un miglioramento dell’offerta culturale. A tal proposito basta leggere quanto scritto nel report delle valutazioni relative alla Capitale Italiana della Cultura 2018 relativamente al dossier presentato da Trento: “Il collegamento del progetto con politiche già in atto e il rilancio di iniziative note e da tempo collocate nell’offerta culturale della città indebolisce, a volte, l’innovatività e la significatività del programma”

5) Sono state previste delle forme di co-finanziamento credibili e sostenibili?

Se, ad esempio una o più attività indicate nel programma hanno un costo orientativo di 1 milione e viene indicato un co-finanziamento di 800.000 euro senza specificare in modo chiaro e dettagliato come e da dove arriverà, è probabile che il co-finanziamente non abbia tutti i requisiti per essere considerato “credibile e sostenibile”

note relativi agli obiettivi da 3 a 10.

Per gli obiettivi da 3 a 10 vale quanto su detto e quanto viene di norma affermato nel settore del Quality Management: un obiettivo dovrebbe essere “realistico”, “misurabile” e “temporalmente definito”.

Ad esempio un conto è dire “prevediamo che le iniziative porteranno ad un incremento del flusso turistico” un altro è dire: “si prevede, per l’anno 2020 un incremento del flusso turistico extra regionale di almeno il 7%  rispetto al 2017”

11) Il limite dimensionale del territorio sono adeguati? (ne troppo contenuto neppure troppo ampio)

Il poco è insufficiente il troppo, pur se desiderabile, in altri contesti, può essere visto come di difficile gestione da parte della governance

12) Il Sistema di governance effettivo è della città che presenta il Dossier o è di tipo policentrico?

Questo aspetto pur non essendo esplicitamente vietato non è di norma apprezzato dalle commissioni esaminatrici, (ricordarsi che la candidatura avviene per città e non per territorio, anche se sarebbe augurabile un allargamento di tale requisito). Come il punto precedente se non adeguatamente corredato da una relazione giustificativa può essere visto come di difficile gestione da parte della governance. A tal proposito basta leggere quanto scritto nel report delle valutazioni relative alla Capitale Italiana della Cultura 2018 relativamente al dossier presentato dai comuni di Viterbo, Orvieto e Chiusi che hanno presentato un’unica candidatura: “Si esprimono dubbi sul sistema di governo policentrico”

Infine qualche consiglio valido per tutte le tipologie di progetto:

La stesura di un Dossier deve essere visto a tutti gli effetti come un progetto e quindi applicare ciò che viene insegnato dalla letteratura in questi casi:

  • individuazione dei requisiti di ingresso della progettazione;
  • stesura di un progetto (dossier) di massima;
  • riesame del progetto;
  • validazione del progetto.

Il Team di progettazione dovrebbe comprendere varie figure, tra cui i responsabili della validazione che non dovrebbero occuparsi direttamente della stesura del progetto.

Infine, potrebbe essere utile partire dal fatto che per ogni attività prevista nel dossier, bisognerebbe far si che si possa dare risposta alle seguenti domande:

  • Cosa
  • come
  • quando
  • dove
  • chi e con chi
  • con quale budget (quantità e provenienza)

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Vedi anche: “Capitale Europea della Cultura

Vedi anche: “Capitali italiane della Cultura” 

Ignazio Caloggero

Capitali Italiane della Cultura

© Centro Studi Helios

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