Siracusa: Storia e Folklore

 

Siracusa č un comune italiano di oltre 123.000 abitanti,[1] capoluogo di provincia, č  la quarta cittā della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina. Giā definita da Cicerone "la pių grande e bella di tutte le cittā greche" dal 2005 assieme alla necropoli rupestre di Pantalica č stata dichiarata Patrimonio dell'umanitā dall'UNESCO. Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua), per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino č al plurale, Siracusae, perché la cittā fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 733 a.C. divenne in pochi anni la Pentāpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero, man mano, altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neāpoli ed Epipoli.

La cittā si sviluppa in parte sul promontorio-isola di Ortigia e in parte sulla terraferma. La conformazione della costa determina l'ampia insenatura del Porto Grande, cinta a nord dall'Isola e a sud dal promontorio del Plemmirio. Il territorio del comune č attraversato dai fiumi Ciane, Anapo e dai canali artificiali Mammaiābica, Pismotta e Regina che sfociano all'interno del Porto Grande favorendo la formazione di zone acquitrinose, storicamente chiamate Pantanelli.

Il comune confina a nord con Priolo Gargallo e Cittā Giardino (frazione di Melilli), ad ovest con Solarino, Floridia, Palazzolo Acreide, Noto e Canicattini Bagni e a sud con Noto e Avola. I confini sono delimitati a nord da contrada Targia; ad ovest da Belvedere, avamposto panoramico; a sud da Cassibile e Fontane Bianche.

Cenni Storici    
     
     
     
     
 

 

 

 

 

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