Palazzolo Acreide: Cenni Storici

 

Secondo Tucidide Akrai fu fondata dai Corinzi di Siracusa nel 664 a. C., principalmente per esigenze militari, prima tappa della penetrazione siracusana nel triangolo sudorientale della Sicilia. Il sito scelto presentava le condizioni ideali per la costruzione di una fortezza che controllasse le vie di comunicazione con le colonie site all’interno dell’isola e sulla costa.
La posizione geografica permise ad Akrai di prosperare e godere di una florida vita economica, come testimoniano i maestosi monumenti venuti alla luce, che si fanno risalire sin dal VI sec. a. C.
La storia di Akrai è strettamente legata a quella di Siracusa, come testimoniano le fonti letterarie. Plutarco narra che Dione si fermò ad Akrai nella sua marcia verso Siracusa nel 357 a.C. All’inizio della prima guerra punica, la colonia è menzionata nel trattato di pace tra Roma e Siracusa del 263 a.C., assegnata a Ierone II, ed è proprio in questo periodo che Akrai vive un periodo di massimo splendore. Nel 214 a.C. la città ospitò Ippocrate, sconfitto nello scontro con i romani; infine è menzionata da Plinio tra le civitates stipendiarie.
Il periodo di dominazione romana è per la Sicilia un periodo di generale decadenza, ma per Akrai il caso è diverso: è questo il momento in cui la città inizia a coniare moneta propria, quindi deve aver avuto almeno importanza economica.
Le fonti letterarie non danno alcuna notizia dell’ antica polis acrense nei secoli che vanno dal II a. C. fino all’ VIII d. C. , mentre sono varie le testimonianze archeologiche che attestano la continuità occupazionale del nostro sito in quei secoli: le catacombe, le numerose sepolture, gli ipogei, le abitazioni in grotta, le chiese rupestri.
Dagli studi sul territorio si è oggi propensi a credere che l’abitudine di abitare in piccoli villaggi, abbia avuto inizio intorno al IV sec. d.C., quando, con l’assidua frequentazione dell’isola da parte della nobiltà romana, si creò una fitta rete d’ interessi fondiari che fecero dell’area rurale il centro della vita socio-economica. Si verificò, pertanto, un naturale esodo verso le campagne che portò al consolidamento topografico ed allo sviluppo di molti abitati rurali.
Non sappiamo quando la città cessa di esistere, la tradizione letteraria vuole la città distrutta dagli arabi nell’ 827 d.C., non si ha alcun tipo di testimonianza del periodo medievale . Dopo la distruzione ad opera degli arabi nell’827 d.c. l’abitato si sposterà verso est, più in basso rispetto a prima.
Le prime notizie storiche della Palazzolo Acreide attuale si hanno a partire dal XII secolo. Il centro medievale sorse vicino all'antica Acre, su un piccolo sperone roccioso sottostante, in posizione strategica di controllo sul territorio e sulle vie di comunicazione, là dove sorgeva un "palatium" imperiale, che ha determinato il nome del nuovo abitato: "Palatiolum". Qui venne edificato un castello ad opera dei normanni.
Dal 1104 si avvicendarono a Palazzolo diverse baronie: da Guifredo figlio del conte Ruggero ad Artale d'Alagona, per finire ai principi Ruffo di Calabria.
Nel XIII-XIV secolo l'incremento demografico determinò l'espansione dell'abitato nell'area circostante.
Distrutta dal terremoto del 1693 la città fu ricostruita parte sulle strutture originarie del quartiere medievale e parte attorno all'attuale corso principale.
Nel XVII secolo i palazzolesi cominciarono a ribellarsi alla feudalità finchè nel 1812 venne riconosciuto come un paese demaniale. .
Palazzolo di oggi si riflette nella bellezza delle sue chiese, nei suoi palazzi nobiliari e nei suggestivi quartieri.

 

(Ttratto dal sito del Comune di Palazzolo Acreide)
 

 

 

 

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