LA CHIESA DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI
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La Chiesa, sconsacrata da tempo, si trova a Ibla, la si può raggiungere percorrendo la Via G. Ottaviano (la circonvallazione di Ibla). La Chiesa, addossata alla sporgenza del costone roccioso della Cava Gonfalone, fu edificata probabilmente nella prima metà del 600; da documenti notarili citati dal Sortino Trono, la Chiesa esisteva sicuramente nel 1656[1]. La tradizione vuole che la chiesetta è stata costruita sullo stesso luogo dove era stata trovata una immagine di Maria SS. Con il Bambino in braccio; infatti la Chiesa è conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria del Bambino o, più semplicemente, “della Bammina”
In un manoscritto anonimo del 600 la Chiesa è indicata come “circolare con tre porte simile al marmo, ben scolpite”[2]. Un altro autore del passato, Sortino Trono, nel suo libro “Ragusa Ibla Sacra” pubblicato nel 1928, si limita a scrivere:
“Nulla ha di rimarchevole, meno un poco della forma esagonale. Può dirsi oggi, quasi chiusa al culto per essere adibita, da più tempo, a camera di deposito mortuario”.
La struttura in effetti è a pianta ottagonale e non esagonale; il giudizio poco lusinghiero del Sortino Trono forse è in parte dovuto al fatto che nei primi decenni del XX secolo, periodo in cui fu pubblicato il libro, la rivalutazione del barocco siciliano non aveva fatto ancora sentire i suoi effetti. Oggi la Chiesa con la sua pianta ottagonale e i tre portali finemente scolpiti, è considerata come testimonianza di un barocco con caratteristiche non tipiche del barocco ibleo.
[1] Eugenio Sortino Trono:Ragusa Ibla Sacra
[2] Francesco Garofalo: Un manoscritto anonimo sulla Ragusa del Seicento.
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