| NOMINATIVO | DESCRIZIONE | LINK1 | COD | VAL | LINK2 |
| Baravitalla | Villaggio e necropoli preistorica ( I eta' del bronzo XIX -XIV sec. a. C. ) | SCHEDA | 188 | True | link2 |
| C.da Bosco | Ruderi villaggio bizantino ( V - VI sec. d. C.) | SCHEDA | 462 | False | link2 |
| Caitina | Villaggio preistorico - abitato bizantino ( I eta' del bronzo XIX - XIV a. C. e VI sec. d. C. ) | SCHEDA | 315 | True | link2 |
| Calicantone | Villaggio preistorico ( I eta' del bronzo XIX - XIV sec. a. C. ). Nella contrada Calicantone, presso il sentiero che conduce al cosiddetto castello rupestre, si trova una necropoli di circa 80 tombe del tutto violate (una con padiglione a pilastri e due con lesene nel prospetto), che documentano la presenza di un grosso villaggio da collocare nel pianoro soprastante. | SCHEDA | 224 | True | link2 |
| Casa Arena | | SCHEDA | 330 | False | link2 |
| Casa natale di Salvatore Quasimodo | Casa natale di Salvatore Quasimodo, in cui il 20 agosto 1901 nacque il poeta, insignito del Premio Nobel per la Letteratura il 10 dicembre 1959. La casa è visitabile. Contiene, oltre ad un letto in ferro battuto , gli altri mobili ed arredi di primo Novecento ; inoltre sono presenti i mobili dello studio di Milano e una vecchia macchina da scrivere Olivetti, che il figlio Alessandro ha donato alla casa - museo nel 1996. Da un vecchio nastro, ai visitatori viene fatta ascoltare la voce del Poeta registrata durante la cerimonia di conferimento del Nobel a Stoccolma. La Casa Museo è gestita da Etnos soc. coop. | SCHEDA | 539 | True | link2 |
| Caserma dei carabinieri | Insediata nell'Ex convento dei Carmelitani (Settecento) | SCHEDA | 536 | True | link2 |
| Cassero | Villaggio megalitico bizantino (V - VI sec. d. C.) Villaggio megalitico bizantino (V - VI sec. d. C.) Villaggio megalitico bizantino (V - VI sec. d. C.) A1 | SCHEDA | 316 | True | link2 |
| Castello di modica | In cima ad una rupe, costruito sul pianoro conclusivo di un promontorio roccioso a becco d'aquila, ha rappresentato per tanti secoli la sede del potere politico e amministrativo di quella che fu la Contea di Modica. Era infatti presidio fortificato militare e carcerario, residenza dei Conti prima, del Governatore della contea in nome del Conte, dopo. Carlo I d'Angiò fece redigere due elenchi dei castelli demaniali siciliani: gli Statuta Castrorum Siciliae, emanati nel 1268 e nel 1272. È nel secondo elenco che troviamo citato il castello di Modica. Oltre che nello Statutum Castrorum Siciliae del 1272, il castello di Modica compare inserito in una Bolla datata Anagni 21 agosto 1255, indirizzata a Frate Ruffino de' Minori, cappellano e penitenziere del Papa. Fu in questo Castello che il conte Matteo Chiaramonte ospitò nel 1366 il re Federico IV d'Aragona, e nel 1401 il conte Bernardo Cabrera vi accolse il re Martino I. Ivi si amministrava anche la Giustizia, essendo sede, dal 1361, della Gran Corte, cui si aggiunse nel 1392 la Corte delle I e II Appellazioni, per divenire poi dal 1816 Tribunale civile e penale di I grado e Corte d'Assise. La città divenne Capoluogo di Distretto della Intendenza di Siracusa, e la sede di tutti gli uffici rimase nel Castello fino al 1865. Con l'Unità d'Italia, furono cacciati dai loro conventi e monasteri gli Ordini religiosi, ed il Castello dei Conti fu definitavamente abbandonato, andandosi a trasferire il Carcere, il Tribunale e gli Uffici Circondariali pressi i vari conventi resisi disponibili.
Dal punto di vista monumentale, il Castello, o ciò che di esso rimane, nato come fortificazione rupestre, modificato in varie epoche tra l'VIII e il XIX secolo, si erge su un promontorio roccioso difficilmente attaccabile, con due lati su tre costituiti da pareti a strapiombo. All'esterno rimane una torre poligonale (XIV sec). Nel cortile interno sono visitabili le carceri medievali, civili e "criminali", una serie di stanze squadrate ricavate dalla roccia, ognuna riservata ad una specifica categoria di carcerati: donne, condannati comuni, galantuomini, persone in attesa di giudizio | SCHEDA | 461 | True | link2 |
| Cava dei Servi | Villaggio e necropoli preistorica con Dolmen ( I eta' del bronzo XIX - XIV ). Essa alterna pareti rocciose a strapiombo, a zone dall’andamento pianeggiante, a gole profonde invase dall’acqua del torrente (a regime permanente) Tellesimo: morfologia complessa e variegata che attribuisce alla zona particolare bellezza, grazie anche alla ricca vegetazione presente sui versanti e nel fondo valle. Si possono, infatti, ammirare boschi con lecci e querce, e tratti di Gariga[20], tipica formazione discontinua di cespugli e piccoli arbusti, fra i quali predominante è il timo arbustivo (Thymus capitatus), che è quella essenza aromatica, cibo preferito delle api, le quali producono il più famoso miele ibleo, appunto il miele di timo. Infine, presenti larghi tratti di macchia mediterranea. Nella parte iniziale, la Cava dei Servi (di Dio), diventata Parco forestale, si presenta ampia e di facile accesso. Lungo la cava scorre il torrente Tellesimo, un affluente del Tellaro, che forma ad un certo punto del suo corso il Gorgo della campana, un laghetto a forma circolare di cui non si è ancora riusciti a misurare la profondità. Questo torrente è uno dei più singolari della zona iblea: nasce in contrada Bellocozzo all’interno proprio della Cava dei Servi e termina dopo circa 15 km confluendo nel fiume Tellaro, in territorio di Noto (SR). La cava lungo cui scorre il Tellesimo ha pareti a strapiombo traforate da parecchie grotte, e diventa, nella parte terminale, stretta e tortuosa, conservando così, grazie alla sua impervietà, un ecosistema ancora integro. Per quanto riguarda la fauna, oltre ad uccelli come falchi, poiane, beccacce e tortore, si possono incontrare volpi, martore, istrici e gatti selvatici. Cava dei Servi fu abitata dall'uomo fin dalla preistoria. Su una collina chiamata Cozzo Croce si trovano, infatti, alcune necropoli attribuibili all'età del bronzo, con due monumenti funerari (dolmen) realizzati con lastroni infissi nel terreno e disposti circolarmente, oltre ad alcune tombe a grotticella e altre ad enchytrismòs, queste ultime per il ritrovamento in esse di vasi o anfore contenenti tracce di ceneri, in riferimento alla usanza protostorica in questa parte di Sicilia di ricorrere a tale modalità di conservazione dei resti mortali dei defunti. Si chiama "Cava dei Servi" perché si dice che in passato qua venissero i Servi di Dio. | SCHEDA | 222 | True | link2 |
| Cava d'Ipsica Nord: Poggio Salnitro - Grotta della Speziera | Chiesa Rupestre ( V - VI sec. d. C. ) Sito all'interno dell'Area Archeologica Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 196 | True | link2 |
| Cava d'Ispica | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 269 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Catacombe della Larderia | Catacomba Cristiana ( IV sec. d.C. ). Sito all'interno dell'Area Archeologica Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 192 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Chiesetta di S. Nicola (o Grotta della Madonna) | Chiesa rupestre ( V - VI sec. a. C.) | SCHEDA | 191 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Grotta della Signora | Sita in Contrada Baravitalla a Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 190 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Grotta dei Santi | Santuario rupestre ( V - VI sec. d. C. ) | SCHEDA | 189 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Grotta di S. Maria | Sito all'interno dell'Area Archeologica Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 193 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Grotte Cadute | Abitato rupestre ( VI - VII sec. d. C. ) Sito all'interno dell'Area Archeologica Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 195 | True | link2 |
| Cava d'Ispica nod: Ipogei del Camposanto | Sito all'interno dell'Area Archeologica Cava d'Ispica Nord | SCHEDA | 194 | True | link2 |
| Cava d'Ispica Nord | Sito Archeologico | SCHEDA | 542 | True | link2 |
| Cava Lazzaro | Sito di Interesse Archeologico. La valle di Cava Lazzaro annuncia quella di Cava Ispica, e rappresenta una fra le più interessanti stazioni archeologiche del paleolitico siciliano. Presenta grotte a forno e ad anticella, oltre a caverne templari ad uso religioso, con escavazioni a mano di pilastri e colonne. Di notevole pregio archeologico è la Tomba Orsi, certamente riservata ad un personaggio importante del luogo, con un prospetto molto esteso in lunghezza e ornato con finti pilastri, sui quali sono scolpiti simboli geometrici; prende il nome da colui che la scoprì, l'archeologo Paolo Orsi. A Cava Lazzaro sono stati rinvenuti strumenti di amigdala, vasellame della civiltà castellucciana, manufatti vari di civiltà presicule comprese nel periodo XXII-XV secolo a.C.(facies di Castelluccio, prima età del bronzo), tutti conservati al Museo Civico di Modica. A Cava Lazzaro è stato trovato pure un cranio assegnato dal Pigorini al tipo di Neanderthal, e che è visibile al Museo Etnografico L. Pigorini di Roma. | SCHEDA | 225 | True | link2 |
| Cava Palombieri | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 627 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Salvatore | A due passi dal Portale De Leva, la Chiesa del SS. Salvatore; risale al 1400, ma fu distrutta nei due terremoti del 1613 e del 1693. Conserva però la base del campanile originario, una croce di pietra scolpita e una campana datata 1537. La ricostruzione settecentesca ne ha arricchito l'interno, ad una navata,con pregevoli stucchi. Contiene rilevanti opere d’arte. Tra i dipinti segnaliamo: Pietro Spinosa, l’Immacolata, olio su tela, 1765; Stefano Ragazzi, S. Caterina, olio su tela, 1770; Stefano Ragazzi, S. Antonio, olio su tela 1774; Cristo resuscitato, olio su tela, seconda metà sec. XVIII; Transito di S. Giuseppe, olio su tela, 1667. Sono da segnalare, inoltre, preziosi argenti e paramenti sacri, il gruppo scultoreo in cartapesta e argento, Cristo alla colonna, sec. XVIII; i confessionali, fine sec. XIX; l’organo a canne, fine sec. XIX; 5 medaglioni marmorei, seconda metà sec. XVIII; gli stalli del coro, 1790-1791. | SCHEDA | 492 | True | link2 |
| Chiesa di S. Antonio da Padova | La Chiesa di Sant'Antonio di Padova, detta anche “Sant' Antonino”, sorse prima del 1600, in corso Consolo (nome del quartiere nord-est di Modica Alta), oggi via Principessa Maria del Belgio.La costruzione dell'edificio religioso fu resa possibile grazie al contributo di alcuni benefattoriIl disastroso terremoto del 1693 dovette distruggere, almeno in parte, la vecchia Chiesa barocca, risparmiando la snella ed alta torre campanaria con le rituali feritoie; campanile, che venne rifatto con differente stile. La facciata esterna è settecentesca.Nell'interno, ad una navata, vi erano tre altari laterali (che furono tolti negli anni '50 con la riforma liturgica), due sul lato destro e uno sul lato sinistro. Rimangono le tele poste su tali altari.Sul primo a destra, la pala d'altare (tela e crocifisso ligneo) del Cristo sulla Croce, opera d'arte di intensa carica emotiva e di religiosa commozione.Sul secondo a destra, una pregevole Assunta, copia identica, ma mancante del personaggio all'inmpiedi a destra, a quella che troviamo a S. Giorgio di Modica, che è del 1610, ed è dovuta al pennello di Filippo Paladino da Firenze.Sull'altare del lato sinistro vi è il grande quadro dell'Annunciazione. Sulla sinistra di tale altare, troviamo il fonte battesimale, sormontato dalla tela del pittore modicano Sac. Orazio Spadaro, raffigurante il battesimo di S. Giovanni Battista.Sul lato sinistro, vi è la nicchia in cui è alloggiata la statua lignea della Madonna Immacolata, scolpita nel 1853 da Gaetano Frasca.Ai lati dell'abside, due statue di pietra di buona fattura: un guerriero a sinistra ed un angelo a destra.Gli stucchi intorno agli altari e nel soffitto sono dell'artista modicano Gianforma (sec. XVIII).All'interno della Chiesa, sulla cantoria posta in controfacciata, trova posto un organo della seconda metà del secolo XIX, opera di Casimiro Allieri da Bergamo. La cassa dell'organo è composta da 21 canne di facciata disposte in tre campate a cuspide con bocche allineate e labbri superiori a mitria. | SCHEDA | 197 | True | link2 |
| Chiesa di S. Domenico e Convento dei PP. Domenicani | Risalente al XIV sec. Dedicata alla Madonna del Rosario. Con rifacimenti successivi.
La Chiesa di S. Domenico, detta del Rosario (1678), presenta uno dei pochi prospetti rimasti integri dopo il terremoto del 1693. L'originaria costruzione della Chiesa, con l'annesso Convento dei Domenicani risale al 1461. Il luogo sacro è ricco di interessanti tele del Cinquecento, ed ha una cappella interna, un tempo riservata alla preghiera dei frati, riccamente decorata con pitture murali e pregevoli stucchi. Il convento attualmente è sede del Palazzo Municipale, dal 1869, anche se da documenti d'archivio risulta che il consesso dei Giurati(come si chiamavano allora i consiglieri) ivi si riunivano già nel 1626. Nell'atrio è visitabile una interessante cripta sotterranea ('600),scoperta da Giovanni Modica Scala a metà Novecento, contenente resti ossei, attribuibili ai Frati Domenicani stessi, e che lascia intravedere tracce di affreschi. Il convento era sede, per la diocesi di Siracusa, del Tribunale dell'Inquisizione, o Sant'Uffizio. | SCHEDA | 69 | True | link2 |
| Chiesa di S. Francesco di Assisi | Il settecetesco Convento dei Frati Cappuccini e l'annessa Chiesa di S. Francesco d'Assisi, sempre del Settecento, sono assolutamente da visitare per il perfetto stato di conservazione. Il convento ha un bellissimo chiostro lastricato con suggestive basole di pietra locale, con un pozzo al centro, il tutto tipico delle silenziose e affascinanti costruzioni francescane. La chiesa, cui si arriva percorrendo un vialetto circondato da alti cipressi, nasconde al suo interno due capolavori scultorei in legno indorato, un reliquario e la custodia del SS. Sacramento. | SCHEDA | 93 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giacomo | Risalente al XIV sec. Si trova nei pressi del Ponte Guerrieri, Anticamente era un piccolo santuario. La struttura edilizia è molto semplice e consta di due spazi: il primo con una piccola abside e un altro, molto probabilmente aggiunto in epoca successiva, con i resti di un altare. L’abside contiene un un affresco con una Deposizione che si può far risalire alla seconda metà del Quattrocento: Maria si trova al centro, Cristo, deposto dalla croce è sul suo grembo in posizione diagonale, a sinistra si trova San Giovanni, a destra una delle pie donne; due personaggi alle estremità della composizione hanno abito e copricapo rinascimentale, i drappeggi possiedono caratteri bizantini. | SCHEDA | 94 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giorgio | Monumento citato nel documento di riconoscimento del sito Unesco "Le città tardo barocche del Val di Noto" L'atttuale struttura e inserito nel Piano di Gestione associato. è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca, avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel 1542, nel 1613 e nel 1693. L'interno della chiesa è a cinque navate, con 22 colonne sormontate da capitelli corinzi. Il tempio è dedicato ai martiri San Giorgio e Ippolito, e fra le navate vi si possono ammirare un grandioso organo con 4 tastiere, 130 registri e 5000 canne, perfettamente funzionante,costruito tra il 1885 e il 1888 da Allieri Casimiro; un dipinto di scuola toscana, L'Assunta del tardo-manierista fiorentino Filippo Paladini (1610); una deliziosa pittura naif su legno, La Natività di Carlo Cane, del Seicento; una stupenda statua marmorea di scuola gaginiana, la Madonna della Neve della bottega di Mancini e Berrettaro, del 1511; il grandioso polittico dell'altare maggiore, composto da ben 10 tavole, dipinte forse dal messinese Girolamo Alibrandi nel 1513, e raffiguranti le scene della Sacra Famiglia e della vita di Gesù, dalla nascita fino alla Resurrezione e all'Ascensione, oltre a 2 riquadri con le classiche iconografie dei due santi cavalieri, San Giorgio che sconfigge il Drago, e San Martino che divide il proprio mantello con Gesù, che gli si presenta sotto le vesti di un povero accattone | SCHEDA | 66 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giuseppe | Chiesa di San Giuseppe (1613), a pochi metri dall'entrata del Castello, con annesso un piccolo convento (1894) dei Gesuiti. Distrutta e abbandonata dopo il sisma del 1693, fu restaurata e riaperta al culto nel 1894. La chiesetta conserva al suo interno, certamente proveniente dalla preesistente chiesa distrutta dal sisma, una bellissima Natività in marmo, datata 1511, rappresentante un piccolo presepio con tutti i classici personaggi ed ambienti, con ai lati quattro bellissime teste di angeli, che insieme al volto della Madonna sembrano di scuola gaginiana. | SCHEDA | 99 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Gesù | La Chiesa di S. Maria del Gesù (1478-1481) e l'annesso convento (1478-1520), dichiarati Monumento Nazionale in quanto preesistenti ai terremoti del 1542, del 1613 e del 1693, appartennero ai Frati Francescani Minori Osservanti. Conservano uno splendido chiostro a due ordini in stile tardo-gotico, con tante colonnine tortili, a spiga, romaniche o arabo-normanne, variamente ricamate e ognuna diversa da quella accanto. La Chiesa fu costruita restaurando una preesistente chiesa francescana già presente almeno dal 1343, per la volontà e la munificenza della Contessa Giovanna Ximenes, al fine di celebrarvi, nel gennaio del 1481, le nozze della propria figlia Anna Cabrera con Federico Enriquez, primo cugino del Re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Purtroppo la chiesa e il convento attualmente non sono visitabili, in quanto l'ex Convento è sede carceraria, sin dal 1865. È visibile però dall'esterno della recinzione il prospetto quattrocentesco della chiesa, in stile plateresco-catalano | SCHEDA | 6569 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria dell'Itria | Sembra che la chiesa esista dal 1600. | SCHEDA | 5814 | True | link2 |
| Chiesa di S. Nicolò ed Erasmo | in Corso Regina Margherita, chiusa al culto | SCHEDA | 92 | True | link2 |
| Chiesa di S. Paolo Apostolo | La Chiesa, di S. Paolo in Modica, eretta intorno al 1400, restò molto danneggiata dal terremoto del 1631; il susseguente terremoto del 1693 la distrusse completamente. Venne ricostruita verso la prima metà del settecento; il prospetto e l'interno subirono restauri e rifacimenti nel 1803. Della primitiva Chiesa restarono una cariatide di sostegno d'arco, ancora visibile all'esterno, sulla parte destra, quasi corrispondente al piccolo campanile, rappresentante una scultura di pietra raffigurante un vecchio che sostiene un peso sulle spalle, e la trabeazione di una porta interna della sacristia, secentesca, ove al centro spicca un gallo di pietra.L'interno, a tre navate, formate da sei belle colonne ornate da capitelli corinzi del secondo periodo, conserva sul soffitto un affresco di Giovan Battista Ragazzi, eseguito nel 1750, rappresentante nella parte centrale la Gloria della Madonna e ai lati San Pietro e San Paolo. Nel primo altare della navata a destra entrando il grandioso dipinto di Sant'Agata miracolata da San Pietro, opera d'attribuirsi ad Ignazio Bongiovanni attento scolaro e discepolo di Pietro Novelli. Sul primo altare della navata a sinistra entrando, un dipinto d'Ignoto, raffigurante l'Apparizione della Madonna col Divin Figlio a S. Antonio.Interessanti le due statue in pietra di S. Pietro e S. Paolo poste su due pilastri di pietra all’ingresso centrale. | SCHEDA | 98 | True | link2 |
| Chiesa di S. Pietro | Monumento citato nel documento di riconoscimento del sito Unesco "Le città tardo barocche del Val di Noto" e inserito nel Piano di Gestione associato. Edificata verso la metà del sec. XIV, fu parzialmente danneggiata dal terremoto del 1613. Subito ricostruita con le offerte dei fedeli, venne completamente distrutta dal terremoto del 1693. La sua ricostruzione, a partire dai primi anni del 1700, è opera di capimastri locali, fra cui spiccano il ragusano Mario Spada e il modicano Rosario Boscarino. La Chiesa doveva essere verosimilmente già ultimata alla fine del secolo, come fa pensare il decreto regio di Carlo III di Borbone, che nel 1797 le concede dignità pari a quella di S. Giorgio. | SCHEDA | 67 | True | link2 |
| Chiesa di San Ciro | Chiesa di San Ciro (1856), piccolissima, ma con buone tele ottocentesche, pregevoli statue nella Cappella del Cristo morto e dell'Addolorata | SCHEDA | 96 | True | link2 |
| Chiesa di San Girolamo | minuscola chiesa del seicento con un piccolo spiazzale antistante, tra strette scalinate che scendono e salgono fra le case che circondano questa chiesetta di quartiere | SCHEDA | 6570 | True | link2 |
| Chiesa di San Teodoro | XV, XVI sec. | SCHEDA | 5813 | False | link2 |
| Chiesa di Sant’Anna ed ex Convento dei Padri Francescani | Chiesa di S. Anna (1686) ed ex Convento dei Padri Francescani Riformati (1613), sede dell'Archivio Storico di Stato, di cui parte più importante è l'Archivio della Contea di Modica. In cima all'imponente prospetto barocco dell'ex Convento, che domina sulla parte bassa della città, la bellissima aquila reale in pietra che rappresenta lo stemma della Contea. | SCHEDA | 95 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Maria del Soccorso | Edificata nel 1630 (quando i Gesuiti, per volere di Vittoria Colonna,Contessa di Modica, arrivarono in città, fondando scuole e centri di assistenza), ha un prospetto convesso, in un barocco singolare, detto appunto gesuitico. Annesso alla chiesa, il monumentale Palazzo degli Studi. | SCHEDA | 91 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Maria di Betlem | La Chiesa di S. Maria di Betlem è una delle tre antiche collegiate (dal 1645) della città, e risale al XIV secolo. La facciata è di fine Cinquecento nella parte inferiore, mentre è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693, per essere completata nel 1821 nel suo secondo ordine. Nasconde al suo interno una pregevolissima Cappella Palatina detta anche Cappella Cabrera (Cinquecento, Monumento Nazionale), in stile tardo gotico, sopravvissuta al terremoto del 1693 e incastonata nella nuova architettura settecentesca. L'arco di ingresso alla Cappella (che deve il suo nome al fatto che si volle dedicare ai conti Cabrera presenti al Castello di Modica nella seconda metà del Quattrocento), con elementi decorativi arabi, normanni e catalani, è uno dei più bei monumenti che l'architettura abbia prodotto in Sicilia a cavallo dei secoli XV e XVI. L'arco è composto da un fascio di colonne per lato riccamente arabescate, con infiniti e capricciosi ornamenti, svariati e bizzarri motivi vegetali e animali, figure di uomini grottesche o fantastiche; le colonne terminano con capitelli finemente scolpiti. L'organo monumentale in legno è del 1818, il soffitto a cassettoni ed il pavimento sono di fine Ottocento. Di buona fattura, dietro l'altare, la grande tela dell'Assunzione della Vergine dipinta da Gian Battista Ragazzi nel 1713. Suggestivo in questa chiesa è altresì il Presepe Monumentale permanente (1881/82), la cui scenografia è del cappuccino Fra' Benedetto Papale, con 62 statuette in terracotta realizzate a Caltagirone; all'esterno, in una parete a sinistra della chiesa, è incassata la Lunetta di Berlon, bassorilievo con Natività (fine Trecento), appartenente al prospetto della chiesetta di S. Maria di Berlon che insisteva in precedenza sul luogo in cui sorge l'attuale S. Maria; alla base della scultura si intravede una iscrizione in lettere gotiche | SCHEDA | 71 | True | link2 |
| Chiesa Madonna delle Grazie | L'edificazione del Santuario fu decisa in seguito al ritrovamento in loco, il 4 maggio 1615, di una tavoletta di ardesia raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino; la tavoletta bruciò incessantemente per tre giorni, dentro un cespuglio di rovi, senza consumarsi, per cui si gridò al miracolo, ed il popolo volle che ivi fosse innalzata una Chiesa. I lavori, affidati all'architetto siracusano Vincenzo Mirabella, iniziarono subito, subendo una momentanea interruzione per la sopraggiunta morte del Mirabella, nel 1624. Un mausoleo all'interno ne contiene i resti mortali. Risalgono ai primi del Seicento il portale laterale, con le sue finissime decorazioni di stile tardo rinascimentale sotto il timpano spezzato, e probabilmente la torre campanaria alla sinistra del colonnato sul prospetto principale, peraltro rifatto, quest'ultimo, dopo il sisma del 1693, in stile tardo barocco, con le robuste colonne binarie sporgenti, che ricordano quelle del Duomo di San Giorgio. La Madonna delle Grazie fu proclamata Patrona Principale di Modica con Decreto Vescovile del 3 agosto 1627, come da richiesta della Civica Assise risultante nella Copia Consilii Civitatis Moticae del 1626, trovata presso l'Archivio generale dell'Ordine Carmelitano in Roma. Un dipinto sulla volta dell'abside, in cui campeggia Maria sullo sfondo della città, recita: Ecce Mothuca Mater Tua. | SCHEDA | 72 | True | link2 |
| Chiesetta di S. Nicolò Inferiore | Chiesetta bizantina. Presenta dei magnifici affreschi sulla nuda roccia, di stile tardo-bizantino, databili fra il XII ed il XVI secolo (l'anno 1594 si trova dipinto sulla roccia accanto ad una raffigurazione): si tratta di una grotta artificiale, in pieno centro cittadino, nella quale si osservano diversi cicli di affreschi; una chiesa rupestre definita dagli studiosi un "unicum" nel panorama della Sicilia medievale. L'affresco principale è un bellissimo Cristo Pantocratore posto al centro dell'abside, dove si raffigura un Cristo benedicente racchiuso in una mandorla seduto su un trono fra due coppie di Angeli. Sul lato destro dell'abside si trova un catino battesimale, scavato nella roccia, per il battesimo con rito orientale. Ultimi in ordine di tempo, alcuni lavori di scavo hanno portato alla luce una serie di cripte e di tombe terragne. | SCHEDA | 543 | True | link2 |
| Complesso Case Colombo | Bene vincolato (DDG n. 5400 del 13/06/00) | SCHEDA | 497 | False | link2 |
| Contrada Religione | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 268 | True | link2 |
| Convento delle Benedettine | in Corso Umberto, L'ex Monastero delle Benedettine, (XVI-XIX secolo), attuale Palazzo della Cultura, era presente in questo sito già nel 1626, insieme alla Chiesa delle Sante Caterina e Scolastica ristrutturata per usi civili nei primi decenni del Novecento. Il Monastero, dedicato a San Benedetto nel 1637, fu requisito dal governo regio nel 1860. Attualmente ospita nelle sue ampie stanze, oltre ad alcuni uffici municipali, il Museo Civico Archeologico, il cui pezzo forte, assolutamente da vedere, racchiuso in una teca, è la statuetta bronzea dell' Ercole di Cafeo, risalente al III sec. A.C. Al piano terra è ubicata dal 1881 la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la quale racchiude al suo interno uno dei due atrii ed alcune colonne del vecchio monastero. Il Palazzo è stato la sede dello storico Tribunale di Modica dal 2 giugno 1862 fino a settembre 2003, e l'attuale salone delle conferenze sino ad alcuni decenni fa era sede della Corte d'Assise | SCHEDA | 76 | True | link2 |
| Ex Cinema Moderno | In stile Liberty in Corso Umberto. Ex Chiesa di S. Giovanni Battista dei Cavalieri di Malta, il cui prospetto fu demolito nei primi del Novecento onde ricostruirvi, in stile liberty, il Cinema Moderno (1926), chiuso intorno al 1980. Su una parete laterale resiste murata una grande Croce, simbolo della Gran Commenda dell'Ordine di Malta, presente a Modica nella originaria chiesa in questo sito dal 1350 | SCHEDA | 97 | True | link2 |
| Fiume Tellesimo | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 541 | True | link2 |
| Lunetta di Berlon | In Via Santa Maria sul fianco sinistro della Chiesa di S. Maria di Betlem. Forse resti dell'antica Chiesa di S. Maria delle Cateratte. | SCHEDA | 538 | True | link2 |
| Madonna della Catena | L’edificio sacro è collocato nel centro storico di Modica ed è stato edificato nel sec. XVI e successivamente, dopo i danni subiti dal terremoto del 1693, riedificato nel sec. XVIII. All’esterno si notano le antiche fabbriche e la base del primitivo campanile.La chiesa è ad unica navata ed al suo interno si conservano opere pregevoli. In particolare si segnalano i dipinti su tela: Crocifissione, Transito di S. Giuseppe, Madonna del latte (Sec. XVIII) e le sculture: Madonna della Catena, Sacro Cuore, S. Antonio da Padova. | SCHEDA | 83 | True | link2 |
| Mangiagesso | Area Attrezzata Demaniale | SCHEDA | 254 | True | link2 |
| Modica - Chiesa Bizantina San Nicola | Chiesa Bizantina di S.Nicola (VI sec. d. C.) con fasi medievali (XII-XIII sec. d. C.) | SCHEDA | 206 | True | link2 |
| Modica Treppiedi | Fattoria e necropoli romana ( II - III sec. d. C. ). Nell'area, in seguito alle ricerche intraprese da Paolo Orsi negli anni Trenta del '900, sono stati documentati quattro ipogei funerari, fra cui la catacomba A cha ha restituito la più nota fra le epigrafi è quella di Aithales, recante la più antica menzione di un edificio religioso e del suo costruttore. | SCHEDA | 229 | True | link2 |
| Monserrato | Abitato rupestre preistorico ( I eta' del bronzo XIX a. C. ) | SCHEDA | 453 | False | link2 |
| Palazzo Ascenzo | Palazzo nobiliare in C.so Umberto con interessanti mensoloni | SCHEDA | 85 | True | link2 |
| Palazzo Cannata. | In via Guerrazzi,in stile tardo barocco | SCHEDA | 84 | True | link2 |
| Palazzo Cannizzaro | Palazzo nobiliare in C.so Umberto con interessanti mensoloni | SCHEDA | 329 | True | link2 |
| Palazzo Cannizzaro (ex Manenti) | XVIII sec. si trova subito dopo il Palazzo Ascenzo, salendo il Corso sul lato sinistro. Incompleto, essendo stato costruito solo il portale centrale e l'ala sinistra, il Palazzo presenta tre bei balconi spagnoleggianti, dei quali i due laterali sostenuti da cinque mensole in cui sono scolpiti vari mascheroni, uno dei quali raffigura il primo proprietario del palazzo | SCHEDA | 81 | True | link2 |
| Palazzo degli Studi | Il Palazzo degli Studi (1610 - 1630) era in realtà il Convento dei Padri Gesuiti, i quali fin dal loro insediamento nella struttura ne fecero il Collegio dove istruire i rampolli dell'aristocrazia di Modica. Il Collegio, costruito ampliando e restaurando un palazzo donato al Comune dal nobile palermitano Alliata, era annesso alla Chiesa dei SS. Gesù e Maria, o del Collegio (oggi S. Maria del Soccorso), il cui prospetto barocco fu rifatto nel 1714 su progetto di Rosario Gagliardi, mentre il Convento, resistendo al terremoto del 1693, determinò la scelta dei Gesuiti e del popolo modicano di non spostare la città sugli altopiani limitrofi. L'intero edificio sorse per volontà della contessa Vittoria Colonna de Cabrera, che si fece promotrice della venuta a Modica dei Gesuiti, e contribuì finanziariamente, insieme al Comune e ai possidenti del tempo, al che nella capitale della Contea si istituissero corsi di studio di livello universitario. Fu dunque sede del Collegio Gesuitico sin dal 1630, del Ginnasio comunale nel 1862, del Regio Istituto Tecnico "Archimede" dal 1866, e attualmente ospita, dal 1878, il Liceo Classico intitolato allo scienziato e filosofo modicano Tommaso Campailla | SCHEDA | 5816 | True | link2 |
| Palazzo dei Padri Mercedari | Austero edificio settecentesco annesso al Santuario della Madonna delle Grazie, ex convento dei Padri Mercedari, adibito a lazzaretto durante la peste del 1709, ospita: la Biblioteca Comunale, ricca di incunaboli e cinquecentine; il Museo Civico che, oltre al prezioso bronzetto ellenistico detto Ercole di Cafeo, venuto alla luce a Modica, raccoglie molti interessanti reperti paletnologici, archeologici e storici; il Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari, che propone, perfettamente ricostruite, molte batteghe artigiane e una casa contadina (masseria) tipica delle campagne modicane | SCHEDA | 70 | True | link2 |
| Palazzo Galfo | in Via Marchesa Tedeschi, esempio di edificio patrizio in stile tardo barocco. | SCHEDA | 80 | True | link2 |
| Palazzo Grimaldi | Palazzo Grimaldi, XVIII-XIX secolo, con l'annesso portale della Chiesetta di S. Cristoforo, cappella privata della famiglia Grimaldi, si incontra lungo il corso principale a poche decine di metri dal Duomo di San Pietro. Rappresenta, forse, con i suoi 14 balconi in soli due piani, il più bell'esempio di edificio in stile neorinascimentale fra quelli che si affacciano sul centro storico di Modica Bassa. Il terzo piano è stato sovrapposto nel secondo Ottocento, ma il progettista ha riprodotto benissimo lo stile tardo barocco, inserendo le mensole sotto i balconi del terzo piano, dove peraltro il partito centrale ripropone un balcone quasi identico a quello del secondo piano, con la fedele presenza ai lati degli scudi araldici di famiglia. Il palazzo è sede della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi, l'illustre fisico modicano che fu anche Rettore dell'Università di Catania, ed ospita nei suoi saloni una Pinacoteca, ricca di opere pittoriche dei più noti artisti dell'area iblea operanti dalla seconda metà dell'Ottocento fino ai nostri giorni. | SCHEDA | 326 | True | link2 |
| Palazzo Mirabelli | XIX sec. L’edificio presenta caratteri stilistici neo-rinascimentali ed è strutturato su due piani: quello inferiore a bugne lisce, quello superiore in muratura compatta. L’ordine inferiore presenta un portone centrale principale, accompagnato da due aperture laterali minori, ad esso adiacenti, il tutto intramezzato da quattro colonne libere di ordine tuscanico. Al piano superiore troviamo una balconata continua e cinque aperture, una centrale ed altre due ad ogni lato, tutte sovrastate da timpani riccamente decorati. | SCHEDA | 87 | True | link2 |
| Palazzo Napolino - Tommasi Rosso | Posto nel cuore dell'antico quartiere di Francavilla, alle spalle del Duomo di San Giorgio e nei pressi dell'entrata del Castello dei Conti, è fra le testimonianze più significative dell'architettura tardo-barocca di Modica. La sua costruzione risale alla seconda metà del XVIII secolo. La sua facciata comprende un bel portale d'ingresso, le cui colonne ai lati lasciano scendere degli eleganti tendaggi scolpiti nella pietra, ed emergenti dalla bocca di due leoni. Il portale è sovrastato da un elegante balcone in ferro battuto, sorretto da mensoloni decorati con mascheroni. Altri due balconi sono posti simmetricamente ai lati di quello centrale, a completare il prospetto di quella che è riconosciuta come la più elegante architettura civile del barocco modicano. | SCHEDA | 88 | True | link2 |
| Palazzo Papa | Palazzo Papa, già Grimaldi (sec. XVII-XIX), nei pressi del Duomo di San Giorgio, lungo la strada che porta all'ingresso del Castello | SCHEDA | 77 | True | link2 |
| Palazzo Polara | Sul lato sinistro del Duomo di San Giorgio è visibile Palazzo Polara (fine Settecento), sul cui frontone spicca lo stemma della famiglia con la stella polare. Palazzo Polara, è una splendida costruzione in stile tardo barocco, introdotta da un'elegante scalinata | SCHEDA | 73 | True | link2 |
| Palazzo Rizzone | | SCHEDA | 327 | False | link2 |
| Palazzo Rubino - Trombadore | caratterizzato da ampi balconi impreziositi da decorazioni e sorretti da grandi mensoloni raffiguranti caricature dall'aria severa, con tanto di baffi, pizzo e cappelli piumati. Sono anche raffigurate dolci figure muliebri e gli inimitabili mascheroni dagli inquietanti ghigni, sommersi da una folta selva di foglie d'acanto | SCHEDA | 100 | True | link2 |
| Palazzo Salemi e Portici (Ponti Pulera) | Già Palazzo Comunale dal Settecento al 1869, presenta a piano terra un portico con sei arcate, sormontato al piano superiore da una lunga balconata continua | SCHEDA | 328 | True | link2 |
| Palazzo Salonia - Di Lorenzo - Minardo | In via Regina Margherita, (XVIII sec.) presenta metope a motivi fogliacei e triglifi sotto il cornicione. Sua particolarità è la ricca decorazione con scudo araldico, mascheroni, motivi fogliacei sopra il balcone principale e nei due stemmi sovrastanti i balconi laterali. | SCHEDA | 89 | True | link2 |
| Palazzo sito in Via Pellico | | SCHEDA | 331 | False | link2 |
| Palazzo Tommasi-Rosso- Tedeschi | fine Settecento), si trova lungo il corso Umberto, subito dopo il Duomo di San Pietro, ed è caratterizzato dalla lunga serie di mensole che sorreggono sei dei sette balconi, le quali sono scolpite con mascheroni raffiguranti vecchioni, suonatori di flauto, putti, delfini e pettorute sirene | SCHEDA | 86 | True | link2 |
| Palazzo Zacco-Pirrera | In Via Garibaldi 106 | SCHEDA | 540 | True | link2 |
| Palazzotto Floridia | Costruito nella seconda metà dell'ottocento. Al centro il portale ha semipilastri ionici. La balconata continua è sostenuta da mensole a motivi fogliacei di ascendenza tardobarocca. | SCHEDA | 90 | True | link2 |
| Portale di Leva | In Via leva al n° 14. Il Portale De Leva, elegante esempio dello stile gotico - chiaramontano imperante in Sicilia nel Trecento, attualmente non è visitabile perché facente parte di un palazzo privato. È il più bel portale di Modica, con gli archi scolpiti a tre ordini, zig-zag, foglie di acanto e fini ricami arabeschi, e forse era la porta d'ingresso della chiesetta dedicata ai santi Filippo e Giacomo, poi divenuta cappella privata della nobile famiglia De Leva | SCHEDA | 537 | True | link2 |
| Punta religione | Insediamento preistorico e tardo - antico (XIX -XIV sec. a. C.) (V sec. d.C.) | SCHEDA | 451 | False | link2 |
| Rocciola | Tombe Romane ( III sec. d. C. ) | SCHEDA | 450 | True | link2 |
| Rossabbia | Insediamento e necropli bizantina ( I eta' del bronzo XIX -XIV sec. a. C. e VI sec. d. C. ) | SCHEDA | 449 | False | link2 |
| Ruderi Chiesetta di S. Pancrati | Bene Vincolato Resti di Chiesa Bizantina ( V - VI sec. d. C ) | SCHEDA | 187 | True | link2 |
| S. Giuseppe Timpone | Chiesa Rupestre ( VI - VIII sec. d.C.) | SCHEDA | 448 | False | link2 |
| S. Maria dell'Annunziata (Carmine) | Inserito nel Piano di Gestione del sito Unesco "Le città tardo barocche del Val di Noto". Risalente al XIV sec .
La Chiesa del Carmine è una dei pochi monumenti che resistette alla violenza del sisma del 1693. E infatti il prospetto, che aveva superato indenne anche i terremoti del 1542 e del 1613, è arricchito da un bellissimo portale risalente alla fine del Trecento, Monumento Nazionale, sovrastato da un rosone francescano con dodici bracci, il tutto in stile gotico chiaramontano. Le parti superiori della facciata e del campanile sono comunque sovrastrutture barocche post terremoto. All'interno, in fondo alla chiesa sulla destra, a lato dell'altare, si conserva una cappella tardo-gotica, anch' essa databile XIV secolo, riportata alla luce di recente. Presenta essa tracce di affreschi murali, ed il suo pavimento ricopre una cripta funeraria, visibile da una botola, mentre una parete del Settecento ha tenuto nascosto per tre secoli il bellissimo arco d'ingresso alla cappella, trapuntato come un merletto. Un altare sulla sinistra accoglie il prezioso gruppo statuario dell'Annunciazione, opera di Antonello Gagini del 1528. All'interno della Chiesa di Santa Maria dell'Annunziata(il nome originale del Tempio) si conserva anche la splendida tavola di Sant' Alberto, dipinta nei primi anni del Cinquecento (durante la sua residenza siciliana fra il 1513 ed il 1517) da Cesare da Sesto, allievo di Leonardo da Vinci. Girando lo sguardo all'indietro, nella cantoria collocata sopra l'ingresso della chiesa, si ammira un delizioso organino monumentale in legno, il più antico fra quelli ancora funzionanti a Modica, datato 1774. | SCHEDA | 68 | True | link2 |
| S. Teresa d'Avila | La chiesa di Santa Teresa D'Avila è ubicata nella zona centrale del centro storico di Modica Alta, strettamente legata al tessuto tipologico urbano che si è sviluppato e plasmato attorno ad essa.La costruzione della chiesa originale risale al 1600 circa, tuttavia di questa costruzione non rimane nulla in quanto la chiesa venne distrutta dal grande terremoto che sconvolse l'intera Val di Noto nel 1693.L'attuale Chiesa venne costruita, sulle macerie della precedente, negli anni successivi al terremoto e, in buona parte, è la stessa che possiamo ammirare ancora oggi se si esclude l'ordine superiore della facciata che è stata realizzata nel 1953.L'elevazione risulta inquadrata da un ordine di impostazione classica con quattro paraste che inquadrano l'insieme dell'orologio e delle due campane laterali.Al suo interno, la chiesa, è costituita da una sola navata a fronte dell'altare maggiore; sopra l'altare maggiore è collocata una scultura lignea della Madonna del Carmelo e lungo le pareti laterali, nella parte alta, una serie di sei tele, raffiguranti gli episodi salienti della vita di Santa Teresa, risalenti ai primi anni del 1700.Sulla parete laterale di sinistra, si ammira un dipinto di epoca settecentesca di scuola siciliana; ai due lati del portone d'ingresso alla chiesa sono collocate, dentro due nicchie a parete, le statue di San Rocco e di Santa Filomena. | SCHEDA | 74 | True | link2 |
| San Giovanni Evangelista | Risalente al XVI sec. Ricostruita negli anni. Ultima ricostruzione risale al 1894 in stile Barocco.
La chiesa di S. Giovanni Evangelista, si trova nella parte alta della città ed è posta al vertice di un'ampia scalinata che conferisce al tempio slancio e maestosità. L’attuale chiesa è il risultato di varie fasi costruttive durante i secoli XVIII e XIX, dopo il terremoto che la danneggiò notevolmente. La ricostruzione avvenne a partire dal 1695 su progetto dell’architetto modicano don Silvestro Callisti. Una seconda fase edilizia si registra negli ultimi quattro decenni del Settecento. Negli anni ’70 si lavora per la realizzazione di capitelli e intagli e per la copertura della navata maggiore del transetto e dell’abside. La facciata, progettata nel 1839 da Salvatore Rizza, è posta al vertice della gradinata lungo la quale si elevano ventisei pilastri che sorreggevano altrettante statue: oggi ne restano soltanto tre. Si tratta di un prospetto a due ordini con sei colonne nel primo ordine e quattro colonne nel secondo ordine, il tutto coronato da un doppio timpano (uno triangolare e uno semicircolare) spezzato. Un’opera nella continuità stilistica della cultura tardobarocca impaginata secondo il contemporaneo gusto accademico neoclassico.L'interno si presenta a tre navate, suddivise da pilastri e con tre absidi, con un transetto ricco di stucchi. Di particolare pregio le opere in stucco presenti nella volta, nonché le cappelle laterali e il presbiterio. Nella navata sinistra notiamo la cappella del fonte battesimale, l’altare con il dipinto del Transito di S. Giuseppe (sec. XVII) e l’altare di San Giovanni Evangelista, nell’ala sinistra del transetto, un’opera in cui, felicemente, si coniugano pregevoli stucchi con la statua di S. Giovanni e il paliotto ligneo in cui è rappresentata l’Ultima Cena tra le figure allegoriche della Speranza e della Fede. Nell’abside spicca il grande dipinto di S. Giovanni Evangelista, mentre nella navata destra sono da segnalare il dipinto di S. Fancesco di Paola (1756) e nell’ultimo altare della è collocato il gruppo scultoreo dell’Addolorata. | SCHEDA | 75 | True | link2 |
| Scalinata San Raffaele (con portale della omonima Chiesa) | | SCHEDA | 5815 | False | link2 |
| sito archeologico di Bellamagna | Necropoli. Inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati (D.D.G 7935 del 20/04/2006) | SCHEDA | 445 | True | link2 |
| sito archeologico di Cava Gisana | Insediamenti rupestri . Inserito nell'elenc dei beni archeologici vincolati (DDG n. 9441 del 1/08/2006 | SCHEDA | 447 | True | link2 |
| sito archeologico di contrada Michelica | Necropoli. Inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati (D.D.D n. 7018 del 09/10/01) | SCHEDA | 444 | True | link2 |
| sito archeologico in contrada Pisciotto | Insediamento della I età del bronzo. inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati (D.A 211 del 04/02/89) | SCHEDA | 79 | True | link2 |
| Spiaggia Maganuco | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 267 | True | link2 |
| Teatro Garibaldi, | La prima costruzione fu realizzata fra il 1815 ed il 1820, accorpando un magazzino con la casa di un aristocratico, e fu chiamato Real Teatro Ferdinandeo in onore al regnante dell'epoca. Aveva due file di 24 palchi e la platea. Nel 1844 fu affidato all'ingegnier Salvatore Riga il compito di progettare l'ampliamento del teatro, raddoppiando la grandezza della platea, innalzando una terza fila di palchi ed aggiungendo il loggione, riproducendo così lo stile dei teatri lirici all'italiana presenti nelle maggiori città siciliane. Eseguiti i lavori fra il 1852 ed il 1857 sotto la direzione dell'architetto Salvatore Toscano, il teatro, dopo l'Unità d'Italia fu intitolato a Garibaldi. Esso si presenta con la facciata in stile liberty (o neoclassico), con i due piani sormontati da una balaustra che presenta al centro un pannello scultoreo decorato con strumenti musicali. Sopra il pannello fu posto, sorretto da due figure maschili, un orologio, con in cima l'aquila, simbolo della Contea di Modica. Fu inaugurato nel 1857 con la Traviata di Giuseppe Verdi. È un piccolo vero gioiello, che in miniatura riproduce i teatri delle grandi città, con la sua platea, i suoi tre ordini di palchi molto eleganti, il loggione, la volta istoriata di recente (agosto-settembre 1999) con un grandioso dipinto, un olio su tela (diametro m. 4,40) del maestro Piero Guccione e degli altri del Gruppo di Scicli, i pittori Franco Sarnari, Giuseppe Colombo e Piero Roccasalva. Dopo lavori di restauro e di messa in sicurezza, è stato riaperto al pubblico definitivamente nel 2004. | SCHEDA | 82 | True | link2 |
| Torre Trigona | Bene Vincolato (A 3171 del 19/07/89) | SCHEDA | 493 | False | link2 |
| Torretta dell'Orologio | Su una vecchia guardiola militare, ricadente nell'area del vecchio castello dei Conti, è stato apposto nel 1725 un orologio meccanico ancora perfettamente funzionante, i cui complessi meccanismi vengono controllati e riavviati ogni 24 ore circa. Gli ingranaggi che azionano quest' orologio esculsivamente in modo meccanico, fra cui gigantesche molle metalliche, pesi e contrappesi, grosse funi, sono visitabili | SCHEDA | 78 | True | link2 |
| Valentino | Insediamento preistorico ( I eta' del bronzo XIX - XIV sec. a. C. ) Insediamento preistorico ( I eta' del bronzo XIX - XIV sec. a. C. ) | SCHEDA | 446 | False | link2 |
| Villa Cascino | | SCHEDA | 332 | False | link2 |
| Villa Gisana e complesso rurale annesso | Bene vincolato (DA 6426 del 07/06/99) | SCHEDA | 495 | False | link2 |
| Villa Salonia | Bene Vincolato (DA n. 5613 del 17/03/99) | SCHEDA | 494 | False | link2 |
| Villa Spaccaforno | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDS 5120 del 07/02/08) | SCHEDA | 455 | False | link2 |
| Villaggio Vignazza | Villaggio e necropoli preistorica ( I eta' del bronzo XIX - XIV sec. a. C. ) Inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati (D.A 3 del 09/01/91) | SCHEDA | 314 | True | link2 |
| Villino Barone con parco | Bene vincolato (DA 5986 del 13/06/00 | SCHEDA | 496 | False | link2 |