MONUMENTI DI CHIARAMONTE ISPICA

ARCHIVIO DELLA BANCA DATI "HELIOS" (SETTORE MACROCATALOGAZIONE-BENI TANGIBILI) 
Comune
 

Luoghi e monumenti di interesse storico, artistico, archeologico e paesaggistico: ISPICA

Per ogni bene stiamo elaborando delle macroschede informative, per informazioni, suggerimenti, correzioni e contributi : redazione@centrostudihelios.it .

MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA BANCA DATI HELIOS

NOMINATIVODESCRIZIONELINK1CODVALLINK2
Antico immobile in C.DA TremilaBene VincolatoSCHEDA490Falselink2
Casa AgnelloVia Procida. In stile libertySCHEDA534Falselink2
Casa LaurettaVia Statale. In stile libertySCHEDA535Falselink2
Casa MontalbanoVia Ceconato. In stile libertySCHEDA532Falselink2
Casa PassarelloCorso Umberto 76, In stile libertySCHEDA533Truelink2
Cava d'IspicaSito di Interesse Comunitario (SIC)SCHEDA269Truelink2
Cava d'Ispica: oratorio rupestre di Santa Alessandra.Nella parte centrale di Cava d'Ispica.. Nei pressi dell'isediamento rupestre del Convento. L'oratorio e costituito da due ambienti separati. Nel primo si distinguono, dentro una cornice scura, i resti di un affresco che con molta probabilità raffigurava la Santa; il secondo, di dimensioni più piccole, presenta un pavimento roccioso nel quale si trova una buca circolare per la raccolta d’acqua. Quest’acqua ricca di zolfo, oggi come un tempo, è ritenuta miracolosa per guarire le malattie della pelle. E’ tradizione antica che per ottenere la guarigione sia necessario lasciare sul posto un indumento personale.SCHEDA231Truelink2
Cava d'Ispica: Grotta di S. IlarioneNelle vicinanze del Parco Forza.SCHEDA6446Falselink2
Cava d'Ispica: Grotte di LintanaCava d'Ispica. Insediamento rupestre di eta' tardo-bizantina (V-VI sec. d.C.) e medievale ( XII sec. d.C.)SCHEDA232Truelink2
Cava d'Ispica: Insediamento rupestre del CastelloCava d'Ispica. Si trova a metà circa della Cava Ispica. Una parete calcarea, alta trenta metri, scende a picco nella parte superiore della roccia-grigio e a strapiombo in quella inferiore giallo-rossiccia. E’ una vera e propria fortezza. La singolarità del Castello sta soprattutto nella inconsueta architettura dei suoi quattro piani, collegati fra loro da scale interne ancora visibili, con incavi per l’arrampicata e da scale esterne il cui crollo ha messo allo scoperto gli ultimi piani. Gli ambienti sono quasi tutti di forma rettangolare o quadrata con nicchie alle pareti e presentano gli incavi delle porte e delle finestre. Quasi tutti prendono luce e si dipartono da un lungo corridoio che si sviluppa lungo la parete esternaSCHEDA306Truelink2
Cava d'Ispica: Insediamento rupestre del ConventoCava d'Ispica ( zona centrale). Insediamento rupestre di eta' tardo-bizantina ( V - VI sec. d. C.) e medievale (XII - XIII sec. d. C. ). Il nome è dovuto forse all’esistenza di alcune tracce assai evidenti di architettura chiesastica. Ricavato in un sito assolutamente quasi inaccessibile, il convento si presenta come un complesso aperto nel vivo di una rupe precipite sul greto della Cava Ispica. Nel piano superiore è visibile un corridoio sul quale si aprono stanzette piccolissime, rettangolari o quadrate, somiglianti a vere e proprie cellette.SCHEDA200Truelink2
Cava d'Ispica: Insediamento rupestre della CraperiaSi trova a metà circa della Cava Ispica. Complesso rupestre scavato su 5 piani scavato nella parete clacarea della cava.SCHEDA429Truelink2
Cava d''Ispica: Necropoli di LavinaroCava d'Ispica centrale.. Nei pressi dell'insediamento rupestre del CastelloSCHEDA425Falselink2
Cava d'Ispica: Parco della ForzaSituato presso lo sbocco sud-orientale nella bassa Cava Ispica, il toponimo attuale della località, "Forza", deriva dalla corruzione volgare di Fortilitium, ossia "piccola fortezza". Sullo sperone roccioso sorgeva infatti la dimora fortificata dei feudatari della famiglia Statella. Ai piedi del castello si trovava l'antico abitato di Spaccaforno: entrambi vennero distrutti dal terremoto del 1693. La zona ha restituito tracce di frequentazione a partire dalla prima età del bronzo (reperti ceramici rinvenuti in corrispondenza dell'attuale ingresso). L'Antiquarium del parco ospita reperti tra la prima metà del bronzo e il 1693. Il parco è raggiungibile per mezzo di una discesa scavata nella roccia ("cento scale") che parte da Cava Ispica, lungo la quale sono visibili tracce di affreschi bizantini e tombe. All'interno del Parco è possibile visitare vari monumenti trr cui::il Palazzo Marchionale, le "centoscale" , la chiesa della SS. Annunziata.SCHEDA204Truelink2
Cava d'Ispica: Spezeria.Nella parte Ovest di Cava Ispica si trova la “Spezieria”, in parte crollata all’ingresso della grotta. La "Spezieria" di un ambiente costituito da una grande sala a pianta quadrangolare. Le pareti presentano decine di incavi che fanno pensare a mensole e ripostigli dove collocare e sistemare ordinatamente vasi e contenitori di unguenti, creme, pozioni d’erbe di varia natura. Lungo uno dei lati si individuano tre absidi irregolari.Occupa, inoltre, gran parte della parete, tutt’attorno, un ampio sedile circolare ricavato nella roccia. Una buca scavata nella roccia calcarea del pavimento ha fatto pensare a una specie di mortaio, tanto da indurre qualche studioso a ipotizzare che il sito fosse adibito a una specie di farmacia, da cui il nome "spezieria" come appunto è denominata nel dialetto locale. Sembra che possa trattarsi di un luogo destinato a sepolcro, modificato in epoca posteriore per una diversa destinazione, se si tien conto della particolare ampiezza della grotta, della sua forma circolare e della bassa banchina che contorna gran parte delle pareti, nonché della celletta.SCHEDA6444Truelink2
Cava LazzaroSito di Interesse Archeologico. La valle di Cava Lazzaro annuncia quella di Cava Ispica, e rappresenta una fra le più interessanti stazioni archeologiche del paleolitico siciliano. Presenta grotte a forno e ad anticella, oltre a caverne templari ad uso religioso, con escavazioni a mano di pilastri e colonne. Di notevole pregio archeologico è la Tomba Orsi, certamente riservata ad un personaggio importante del luogo, con un prospetto molto esteso in lunghezza e ornato con finti pilastri, sui quali sono scolpiti simboli geometrici; prende il nome da colui che la scoprì, l'archeologo Paolo Orsi. A Cava Lazzaro sono stati rinvenuti strumenti di amigdala, vasellame della civiltà castellucciana, manufatti vari di civiltà presicule comprese nel periodo XXII-XV secolo a.C.(facies di Castelluccio, prima età del bronzo), tutti conservati al Museo Civico di Modica. A Cava Lazzaro è stato trovato pure un cranio assegnato dal Pigorini al tipo di Neanderthal, e che è visibile al Museo Etnografico L. Pigorini di Roma.SCHEDA225Truelink2
Chiesa dell'AnnunziataLa chiesa venne costruita dopo il terremoto a partire dal 1704, in sostituzione dell'omonimo edificio distrutto nell'antica Spaccaforno, oggi nel parco Forza. All'interno conserva la decorazione a stucco in stile rococò del palermitano Giuseppe Gianforma e ospita alcune opere salvatesi dalle distruzioni del sisma: un "Adorazione dei Magi" e una tavola dell'"Annunciazione" del 1550. Contiene il settecentesco Cristo con la Croce dello scultore Guarino da Noto, un gruppo scultoreo in legno con il Cristo e due Giudei, anch'esso oggetto di particolarissima devozione da parte degli Ispicesi durante la Settimana Santa.SCHEDA146Truelink2
Chiesa di S. Maria della CavaNei pressi del Parco ForzaSCHEDA424Falselink2
Chiesa di San GiovanniNella zona agricola del Vignale, all'ingresso della Cava Ispica dalla parte nordorientale. Dell'antica chiesetta rurale del V-VI sec. d.C sono rimasti solo alcuni ruderi ed attualmente ed in fase di completo restauro.SCHEDA5928Truelink2
Chiesa di Santa Maria MaggioreLa basilica settecentesca venne progettata dall'architetto di Noto Vincenzo Sinatra e vi è aggiunto un porticato con 23 passaggi che delimita la piazza. L'interno, a tre navate conserva una decorazione in stucco opera di Giuseppe e Giovanni Gianforma e affreschi del 1765 di Olivio Sozzi. Ospita una statua del Cristo flagellato alla colonna che venne qui trasferita dopo essersi salvata dal terremoto e che è oggetto di particolare venerazione durante i riti della Settimana Santa. L'edificio è stato dichiarato monumento nazionale nel 1908SCHEDA144Truelink2
Chiesa ed ex Convento del CarmineLa fondazione del convento risale al 1534. La sua struttura architettonica viene, via via, ad essere definita lungo tutto il Seicento con 18 celle per i frati e gli altri locali di servizio (Guastella). Ridotto in macerie a causa del terremoto del 1693 viene riedificato unitamente alla chiesa lungo tutto il ‘700.SCHEDA303Truelink2
Chiesa Madre, San BartolomeoLa chiesa madre, consacrata a San Bartolomeo venne ricostruita dopo il terremoto a partire dal 1750 e completata nel corso di un secolo e mezzo. Esternamente è preceduta da una doppia scalinata che la eleva rispetto alla piazza antistante. La facciata coniuga elementi tardo-barocchi con altri neoclassici. L'interno è suddiviso in tre navate da pilastri di ordine tuscanico. L'unica opera di un certo rilievo è un dipinto di grandi dimensioni con San Bartolomeo durante il martirioSCHEDA145Truelink2
Convento e Chiesa di S. Maria del GesùIl Convento e la Chiesa di S. Maria del Gesù dei Minori Osservanti, posti in posizione panoramica nella parte bassa della città, dominano tutta la pianura sottostante fino al Mar Mediterraneo. Il primo nucleo conventuale risale alla prima metà del sec. XVI. Il complesso, danneggiato notevolmente dal terremoto del 1693, viene a essere ricostruito mantenendo l’impianto precedente. Il prospetto della chiesa non presenta significativi elementi architettonici. L’interno è a unica navata con endonartece, separato da pilastri dall’aula e sovrastato dal coro che ripete le tre arcate sottostanti. Restano ancora integre le decorazioni in stucco della navata. Vivaci risultano i cartigli posti sulle chiavi d’arco sia dell’ingresso che dell’arcone trionfale. Di particolare interesse so­no gli altari in marmi policro­mi disegnati con notevole perizia dal «marmoraro» catanese Tommaso Privitera di Catania tra il 1770 e il 1771, sotto la supervisione di Giuseppe e Gioacchino Gianforma, men­tre i putti in marmo posti ai lati dell’altare centrale, riferi­bili sempre allo stesso anno, sono opera di Giambattista Marino di Catania. Sul lato sinistro del Conven­to, in una cappella a sè stante, sono collocati due monumenti funebri in marmo bianco della famiglia Bruno di Belmonte (1935 circa).SCHEDA304Truelink2
Ex Mercato L’ex mercato (oggi centro servizi culturali del Comune) risale al 1932. Si inserisce nel contesto dell’architettura sociale del regime fascista, e, nell’essenzia1ità delle sue forme, risulta equilibrato e armonico. I vari ambienti sono distribuiti attorno a un loggiato con colonne. Una sala ospita opere dello scultore Salvo Monica, un artista ispicese contemporaneo.SCHEDA305Truelink2
Grotte di SalnitroNei pressi della necropoli di San Giovanni. Sono costituite da abitazioni rupestri con un area centrale presumibilmente riservata ad uso religioso.SCHEDA6326Truelink2
Isola dei PorriSito di Interesse Comunitario (SIC)SCHEDA265Truelink2
Necropoli di San GiovanniNella zona agricola del Vignale, all'ingresso della Cava Ispica dalla parte nordorientaleSCHEDA5929Truelink2
Palazzetto ModicaPalazzetto in Via Foscolo in stile libertySCHEDA531Falselink2
Palazzo BrunoIl palazzo Bruno posto ad angolo in Piazza Regina Margherita è stato realizzato nel primo ventennio del nostro secolo su progetto dell’architetto Lanzerotti di Catania. L’edificio, impostato ad angolo, presenta un primo ordine a bugne lisce. Il primo piano comprende una successione di balconcini sovrastati da finestre con timpano triangolare spez­zato. Le balaustre dei bal­concini e quelle sistemate sopra la cornice di corona­mento alleggeriscono la struttura. L’uniformità volumetrica viene dinamizzata da una loggia a serliana posta nel primo piano del cantonale e dalla sovra­stante torre-belvedereSCHEDA147Falselink2
Palazzo Bruno di Belmonte (Municipio)Sede del municipio. In Corso Umberto. Il palazzo in stile liberty più importante della provincia fu progettato da Ernesto Basile, architetto palermitano, dal 1906. All'inizio era la dimora della famiglia Bruno di Belmonte, considerata la famiglia più importante della città dell'inizio del secolo scorso. Dal 1975, per volere dell'ultima discendente, il palazzo è stato donato alla città ed è divenuto sede municipaleSCHEDA148Falselink2
Pantani della Sicilia Sud orientaleSito di Interesse Comunitario (SIC)SCHEDA625Truelink2
Pantani della Sicilia sud-orientale, Morghella, di Marzamemi, di Punta Pilieri e VendicariSito di Interesse Comunitario (SIC)SCHEDA930Truelink2
Parco della Forza: Antiquarium SCHEDA233Falselink2
Parco della Forza: Ex Chiesa dell'Annunziata SCHEDA6563Falselink2
Parco della Forza: Grotta "Scuderia" SCHEDA410Falselink2
Parco della Forza: Palazzo Marchionale SCHEDA437Falselink2
Parco della Forza: Scala rupestre "Centoscale"Si tratta di una scalinata scavata interamente nella roccia, di circa 230 gradini, che serviva come pozzo per l'approvvigionamento idrico.SCHEDA6562Falselink2
Politeama AureliBene VincolatoSCHEDA491Falselink2
S. Maria del FocalloArea Attrezzata DemanialeSCHEDA258Truelink2
San MarcoCatacomba Cristiana del IV sec. d. C. Le catacombe di San Marco, a 2 km dal centro abitato costituiscono una testimonianza della presenza cristiana nel territorio in epoca tardo romana. È il secondo cimitero dell'isola per dimensioni.SCHEDA201Truelink2
ScalaricottaCava d'Ispica Sud-Est. Insediamento e necropoli preistorica (I eta' del bronzofacies castellucciana XIX - XIV sec. a. C.)SCHEDA248Falselink2
sito archeologico di contrada Punta CastellazzoInsediamento (resti antica città di Apolline) e necropoli tardoromana ( IV sec. d. C. ) e bizantina ( V- VI - VII sec. d. C. ), strutture portuali sommerse relative all'insediamento tardoromano. Bene inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati (D.A 308 del 22/01/85)SCHEDA397Falselink2

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