| NOMINATIVO | DESCRIZIONE | LINK1 | COD | VAL | LINK2 |
| Oasi del Simeto | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 633 | True | link2 |
| Riserva Naturale Oasi del Simeto | Riserva Naturale | SCHEDA | 740 | True | link2 |
| Foce del Fiume Simeto e Lago Cornalunga | Sito di Interesse Comunitario (SIC). | SCHEDA | 886 | True | link2 |
| Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistante la foce | Sito di Interesse Comunitario (SIC). Vedi Oasi del Simeto | SCHEDA | 906 | False | link2 |
| Teatro Romano | Il Teatro romano di Catania è situato nel centro storico della città etnea, tra Piazza S. Francesco, Via Vittorio Emanuele, via Timeo e via Teatro greco.
Gli studi archeologici effettuati sul teatro hanno evidenziato che la struttura romana, risalente al II secolo d.C, fu sovrapposta a una precedente costruzione del I secolo o addirittura di età greca classica. Del teatro, di circa 80 metri di diametro, si sono conservati la cavea, l'orchestra e alcune parti della scena. Costruito in pietra lavica dell'Etna, era decorato con marmi e statue (di cui fu spogliato nell'XI secolo dal conte Ruggiero per la costruzione della Cattedrale) ed è probabile che la sommità della scalea fosse sormontata da un colonnato simile a quello del teatro di Taormina. La sua capienza era di circa 7.000 spettatori. Vicino al teatro si trovano i resti dell'Odeon, anch'esso di epoca romana.
Negli anni settanta fu utilizzato per spettacoli estivi ma poi anche questo utilizzo fu abbandonato. Attualmente è quasi interamente visitabile ad eccezione delle parti ancora in restauro e degli approfondimenti in corso sulle vestigia greche che si stanno esplorando. | SCHEDA | 1201 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata al Carcere | La Chiesa di Sant'Agata al Carcere è costruita su ciò che resta del Bastione del Santo Carcere, appartenente alle mura di Carlo V del XVI secolo, che difendeva la porta nord (chiamata Porta del Re) della città di Catania. Secondo la tradizione in questo luogo venne tenuta prigioniera Sant'Agata prima di subire il martirio.
La chiesa presenta elementi relativi a secoli diversi. La parte prospettuale risale al XVIII secolo in quanto venne distrutta dal terremoto del 1693. La facciata, su un originale disegno di Giovan Battista Vaccarini, è pertanto in stile barocco siciliano mentre l'antico portale strombato è in stile romanico, e fu recuperato dalla cattedrale. Il portale, unico esemplare in Sicilia dello stile Romanico Pugliese, venne realizzato in marmo bianco con arco a tutto sesto ed è retto da sei colonnine decorate in tre modi diversi (rispettivamente dall'esterno verso l'interno a scacchiera, a spina di pesce e a losanghe), il cui motivo si ripete lungo le strombature dell'arco stesso, e da due pilastrini che fungono da stipiti su cui sono figure e simbologie bibliche, animali reali o immaginari, intrecciati tra loro da una modanatura a motivo floreale. Fu costruito dopo il sisma che rovinò la città nel 1194, su richiesta dello stesso Federico II e proprio quest'ultimo sarebbe rappresentato sopra uno dei sei capitelli, seduto su uno scranno. L'interno è costituito da due corpi diversi. La parte anteriore, ricostruita dopo il terremoto, è barocca con volta a botte; mentre la parte absidale è costituita dalla campata a crociera gotica con tetto a costoloni, terminanti in uno stemma circolare, poggiato su colonne sormontate da capitelli corinzi. | SCHEDA | 1202 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata la Vetere | La chiesa di Sant'Agata la Vetere fu la prima cattedrale di Catania. Costruita per la prima volta nel 254 (solo due anni dopo il martirio di sant'Agata), è stata più volte distrutta e riedificata. È stata cattedrale fino a circa il 1070.
La chiesa ha una facciata in stile barocco. L'interno costituito da un'unica navata, è molto lineare e semplice. Subito dopo l'ingresso, protetta da una teca, si trova la cassa in legno che per oltre 500 anni custodì le spoglie di sant'Agata. Negli altari laterali sono ubicate tele di pittori siciliani del XVII secolo ed una Sant'Agata con angelo e San Pietro di Antonio Pennisi. Nel presbiterio si trova un sarcofago marmoreo di Agata con coperchio bizantino. Notevole anche un dipinto di Giuseppe Sciuti, dal titolo La Madonna dei bambini, olio su tela del 1898, posto in un altare laterale.
Recenti scavi archeologici, all'interno e all'esterno della chiesa, hanno riportato alla luce le strutture appartenenti alla precedente chiesa medievale. Durante l'anno, la chiesa custodisce alcuni dei cerei (detti candelore) di sant'Agata | SCHEDA | 1203 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Carmine | Il Santuario della Madonna del Carmine si trova in piazza Carlo Alberto nel centro storico di Catania.
La chiesa si inserisce in modo scenografico nella pur grande piazza sulla quale è costruita. La facciata è realizzata in tre corpi affiancati ed in quello centrale, sopra il portale, è inserita una statua della Madonna. La chiesa fu costruita nel 1729, più o meno quando sorsero i maggiori edifici di Catania dopo il tremendo terremoto del 1693. L'interno è a tre navate separate da colonne. L'abside centrale presenta degli affreschi di Natale Attanasio. Negli altari laterali vi sono opere di pittori siciliani del XVIII secolo fra cui una tela di Antonio Pennisi. La chiesa è un santuario retto dai monaci carmelitani e contiene migliaia di ex voto lasciati da persone che hanno ricevuto una grazia per l'intercessione della Madonna del Carmine | SCHEDA | 1204 | True | link2 |
| Palazzo Tremestieri | Via di Sangiuliano n. 365.
Costruito in stile barocco nel XVIII sec. | SCHEDA | 1205 | True | link2 |
| Terme della Rotonda | Le Terme della Rotonda sono delle terme romane non lontane dall'Odeon (Catania) e si trovano nella zona archeologica romana nel centro della città di Catania. Si tratta del residuato delle antiche terme del II - III secolo. Le terme avevano base circolare ed erano sormontate da una copertura a forma di cupola che poggiava sulle spesse mura. Nello spessore delle mura sono inserite otto vasche di marmo che costituivano una parte delle terme. Canali per l'adduzione delle acque e per lo scarico sono ancora visibili così come un calidarium ed un frigidarium. Nel VI secolo, sulla pianta delle terme, venne costruita la chiesa di Santa Maria della Rotonda | SCHEDA | 1207 | True | link2 |
| Anfiteatro romano | L'Anfiteatro romano di Catania, di cui è visibile oggi una piccola sezione in piazza Stesicoro, venne costruito nel II secolo ai margini settentrionali della città antica, a ridosso della collina Montevergine che ospitava il nucleo principale dell'abitato. La zona che oggi fa parte del centro storico della città in passato era quella delle antiche necropoli.
Il monumento fu costruito nel II secolo, la data precisa è incerta, ma il tipo di architettura fa propendere per l' epoca tra gli imperatori Adriano e Antonino Pio. Fu raggiunto dalla lava del 252-253 ma non distrutto. Nel V secolo Teodorico re degli Ostrogoti lo utilizzò quale cava di materiale da costruzione per la edificazione di edifici in muratura[1] e, successivamente nell'XI secolo, anche Ruggero II di Sicilia ne trasse ulteriori strutture e materiali per la costruzione della Cattedrale di Sant'Agata, sulle cui absidi si riconoscono ancora le sue pietre perfettamente tagliate usate, forse, anche nel Castello Ursino in età Federiciana. Nel XIII secolo, secondo la tradizione, furono adoperati i suoi vomitoria (gli ingressi) da parte degli Angioini per accedere nella città durante la cosiddetta Guerra dei Vespri. Nel secolo successivo gli ingressi furono murati e il rudere venne inglobato nella rete di fortificazioni Aragonese (1302). Una messa in sicurezza del rudere si ebbe con il piano di costruzione delle mura di città nel 1550; venne abbattuto il primo e il secondo piano e con le sue stesse macerie avvenne il riempimento delle gallerie. Dopo il terremoto del 1693, fu definitivamente sepolto per poi essere trasformato in piazza d'armi. In seguito vennero costruite sopra la copertura nuove case e la Chiesa di San Biagio (detta 'A Carcaredda, cioè la fornace).
I lavori per riportare alla luce l’anfiteatro (già conosciuto dagli studiosi di storia catanese) furono iniziati nel 1904, per volontà del sindaco De Felice che affidò l’impresa all’architetto Filadelfo Fichera, e si conclusero nella primavera del 1906 | SCHEDA | 1208 | True | link2 |
| Odeon | III sec. L’Odeon (piccolo edificio destinato all’esecuzione di musiche e di danze) si trova a ovest del teatro romano. E anch’esso soffocato dalle alte costruzioni che invadono interamente la scena e che oggi sono utilizzate per sorreggere il fondale dipinto che viene innalzato durante le manifestazioni musicali estive. La collocazione di un teatro e di un odeon è presente anche in altre città greche e romane; la differenza tra le due strutture consiste principalmente nel fatto che l’Odeon era fornito di una copertura. L’orientamento del piccolo edificio è uguale a quello del teatro e cioè verso l’attuale via V. Emanuele; differisce, però, il livello della costruzione, infatti l’odeon si trova all’altezza della parte più alta del teatro e cioè la sommità della collina di Montevergine che costituiva l’acropoli di Catania. L’emiciclo dell’odeon è formato da 18 muri che si allargano fino a formare cunei stretti e lunghi all’interno dei quali sono stati ricavati 17 vani ricoperti a volta | SCHEDA | 1209 | True | link2 |
| Museo Civico del Castello Ursino | La riapertura del primo piano del museo (avvenuta nel 1999) permette di ammirare parte delle sculture di epoca ellenistica e romana fra cui spiccano la testa di efebo del VI secolo a.C., ritrovata negli scavi dell'antica Leontinoi e appartenuto a Ignazio Paternò Castello (si crede che appartenesse in origine all'acefalo Kouros esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa), la statua di Ercole di III secolo proveniente dagli scavi del palazzo Zappalà in via A. di Sangiuliano a Catania, il monumentale torso di imperatore Giulio-Claudio raffigurato come Giove. Inoltre molti frammenti decorativi provenienti dal Teatro e pregevoli mosaici pavimentali provenienti da diverse parti della città (spicca sugli altri un invitante "Vtere Feliciter", augurio che faceva da ingresso al ninfeo di piazza Dante). Pure di notevole importanza (soprattutto per la storiografia Siciliana di età imperiale e per le funzioni pubbliche) il cippo monumentale di Q. Atilius, chiamato cippo Carcaci[1] e il frammento di decorazione (dato l'aspetto probabilmente in origine dovette essere parte di una colonna istoriata) proveniente dagli scavi presso la Porta delli Canali (oggi Porta di Carlo V)[2], trovati entrambi a Catania.
Notevoli i due portali rispettivamente del XIII e XV secolo. Quest'ultimo situato nel cortile è un importante documento del periodo in cui il Castello fu sede di prigione, con le scritte (firme, poesie, disegni) incise dai condannati sugli stipiti.
Esiste anche una notevole collezione numismatica ricca di preziose monete greche e romane, che tuttavia non è stata ancora allestita (marzo 2009).
Per finire una ricca collezione di crateri greci fra cui spicca un cratere attico con disegni di Perseo che decapita la Gorgone. | SCHEDA | 1210 | True | link2 |
| Terme dell'Indirizzo | Piazza Currò. Questo edificio termale deve il suo nome al fatto che si trova parzialmente incorporato nell’ex convento di S. Maria dell’Indirizzo, oggi utilizzato come edificio scolastico
Le terme dell'Indirizzo si trovano nella parte settecentesca della città di Catania. Si tratta di alcuni resti di un complesso termale romano risalenti al II secolo. Il complesso evidenzia un calidarium ed un frigidarium, oltre alle fornaci per il riscaldamento dell'acqua e dell'aria e tutte le canalizzazioni per l'approvvigionamento dell'acqua e quelle per lo scarico. Altri ambienti accessori sono evidenziati a livello di fondamenta. | SCHEDA | 1211 | True | link2 |
| Fontana dell'Elefante "Liotru" | La Fontana dell'Elefante è stata realizzata da Vaccarini nell'ambito della ricostruzione della città etnea dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693. In modo acritico è stato ribadito che l'architetto palermitano si ispirò all'Obelisco della Minerva di Gian Lorenzo Bernini. In realtà l'iconografia dell'elefante sormontato da un obelisco con palla sulla sommità è documentata nell'Hypnerotomachia Poliphili (Venezia, 1499) attribuita a Francesco Colonna.
Il basamento è formato da un piedistallo di marmo bianco situato al centro di una vasca, anch'essa in marmo, in cui cadono dei getti d'acqua che fuoriescono dal basamento. Sul basamento due sculture riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l'Amenano. Al di sopra si trova la statua dell'elefante, rivolto con la proboscide verso la Cattedrale di Sant'Agata. Questa statua è di epoca romana ed è stata realizzata con più blocchi assemblati di pietra lavica. Ai lati dell'elefante cade una gualdrappa marmorea sulla quale sono incisi gli stemmi di Sant'Agata, patrona di Catania.
Sulla schiena dell'animale si trova un obelisco egittizzante, alto 3,66 metri, in granito, ipoteticamente di Syene; non ha geroglifici, ma è decorato da figure di stile egizio che non costituiscono una scrittura geroglifica di senso compiuto. Di cronologia incerta, forse era una delle due mete dell'antico Circo Romano di Catania, l'altro, più frammentario, si trova invece nel cortile del Castello Ursino. Sulla parte sommitale dell'obelisco sono stati montati un globo, circondato da una corona di foglie di palma e ulivo (alcune fonti riportano palma e gigli), più sopra una tavoletta metallica su cui vi è l'iscrizione dedicata a Sant'Agata MSSHDPL («Mente sana e sincera, per l'onore di Dio e per la liberazione della sua patria»), e infine una croce].
Secondo il geografo Idrisi, la statua dell'elefante era stata realizzata durante la dominazione cartaginese o bizantina. Nel periodo in cui visitò Catania (XII secolo), l'elefante di pietra lavica si trovava già all'interno delle mura della città[3]. Vi sarebbe stato portato dai benedettini del monastero di Sant'Agata, che lo avrebbero posto sotto un arco detto "di Liodoro"[4]. Nel 1239 la statua dell'elefante fu scelta come simbolo di Catania. Alcuni sostengono che il trasferimento all'interno delle mura avvenne proprio in quest'occasione.
L'obelisco, invece, probabilmente fu portato a Catania durante le crociate, proveniente da Syene. In città fu collocato nel Circo Massimo, secondo l'ipotesi di Ignazio Paternò Castello. | SCHEDA | 1212 | True | link2 |
| Terme Achilliane | Si trovano sotto ila Cattedrale di S. Agata.
Una porta che si apre sul lato destro della facciata consente di accedere alle Terme. L’edificio termale conserva, ancora leggibili, le imponenti strutture dei diversi ambienti tra i quali spicca una grande sala rettangolare che misura 12 metri per 13 la cui volta è sostenuta da quattro pilastri. Le ariose volte, riprodotte in alcuni disegni settecenteschi, sono abbellite da stucchi con immagini di fanciulli, animali e viticci con grappoli d’uva. Secondo alcuni studiosi il grande edificio, costruito vicino al mare, può essere datato intorno al III secolo d.C | SCHEDA | 1213 | True | link2 |
| Cattedrale di S. Agata | Il tempio è stato più volte distrutto e riedificato dopo i terremoti e le eruzioni vulcaniche che si sono susseguite nel tempo. La prima edificazione risale al periodo 1078-1093 e venne realizzata sulle rovine delle Terme Achilliane risalenti ai Romani, su iniziativa del conte Ruggero, acquisendo tutte le caratteristiche di ecclesia munita (cioè fortificata). Già nel 1169, un terremoto catastrofico la demolì quasi completamente, lasciando intatta solo la parte absidale. Nel 1194 un incendio creò notevoli danni ed infine nel 1693 il terremoto che colpì il Val di Noto la distrusse quasi completamente.
I resti normanni consistono nel corpo dell'alto transetto, due torrioni mozzi (forse coevi al primitivo impianto) e le tre absidi semicircolari, le quali, visitabili dal cortile dell'Arcivescovado, sono composte da grossi blocchi di pietra lavica, gran parte dei quali è stata recuperata da edifici romani di età imperiale. Porzioni di muro d'ambito e il muro di prospetto sono stati inglobati dalla ricostruzione settecentesca.
L'edificio attuale è opera dell'architetto Gian Battista Vaccarini che disegnò la facciata, in stile barocco siciliano, riedificata, nel 1711, dopo il terremoto del 1693. Il prospetto è a tre ordini compositi in stile corinzio e attico completamente in marmo di Carrara.
Il vasto e grandioso interno presenta una una pianta a croce latina ed è ripartito in tre navate | SCHEDA | 1214 | True | link2 |
| Museo Diocesano | Piazza Duomo di Catania, accanto alla cattedrale ed al palazzo dei Chierici. Aperto dal Martedì alla Domenica,
dalle ore 9.00 - 12.30 / 16.00 - 19.30.
Il museo Diocesano conserva al suo interno opere che testimoniano l'evoluzione storica e liturgica della Cattedrale. Di rilevante interesse sono le espressioni artistico-culturali legate alla Santa patrona di Catania Sant'Agata. All'interno della struttura è presente una stanza dove viene conservato il "fercolo" di Sant'Agata.
Nel tour del Museo è compreso la possibilità di poter raggiungere il terrazzo e di poter arrivare fin sopra la Porta Uzeda. | SCHEDA | 1215 | True | link2 |
| Cappella Bonajuto (Cappella del Salvatorello) | Età Bizantina. La cappella è collocata all'interno del barocco palazzo Bonajuto in via Bonajuto 7, nel popolare quartiere catanese della Civita. Si presenta a croce greca con pianta quadrata, cupola e tre absidi («cellae trichorae» o «chiesa a trifoglio») in forma simile alla cuba bizantina presente in Sicilia. Oggi rispetto al piano della strada si trova interrato di circa 2 metri. L'edificio, che è inoltre arrichito di testimonianze medioevali e quattrocentesche, è scampato ai diversi terremoti che hanno colpito la città, fra cui quello devastante del 1693 (Terremoto del Val di Noto).
La famiglia Bonajuto prese possesso della cappella a partire dal quattrocento e nel secolo successivo vi edificò la propria residenza. Sino all'insediamento dei Bonajuto la cappella era dedicata al SS.Salvatore, denominazione che mantenne probabilmente sino al XVIII secolo [2]. Nel XVIII secolo quando la cappella fu oggetto di restauri e ristrutturazione dell'ingresso, questa fu meta del viaggio del pittore francese Jean Houel. La cappella è stata restaurata negli anni trenta | SCHEDA | 1216 | True | link2 |
| Pozzo di Gammazita | Via San Calogero (nei pressi di Piazza Currò). Il Pozzo fa parte di una serie di fontane pubbliche realizzate nel 1621 per volere di don Francesco Lanario, duca di Carpignano, soprintendente generale alle fortificazioni, che nell’ambito di un generale restauro dell’assetto difensivo della città, volle risistemare anche la zona della fonte. Le acque di Gammazita furono così imbrigliate e congiunte a quelle dell’Amenano, realizzando una serie di fontane pubbliche . A seguito dell'eruzione lavica del 1669, la fonte rimase sepolta sotto uno strato di 14 metri di lava, ma la sua importanza nella vita e nell’economia cittadina fece sì che fin già verso la metà del XVIII secolo fu riportata alla luce.
Allo stato attuale Il Pozzo di Gammazita si apre in un cortile, fra case terrane ottocentesche. L’accesso avviene attraverso una scala di sessantadue gradini, distribuiti in cinque rampe, interrotte da pianerottoli rivestiti di pietra lavica e cotto siciliano, che portano ad un livello di circa 12 metri sotto il livello stradale.
Alla base della scala si apre uno stretto spazio, anch’esso pavimentato in cotto siciliano chiuso da un tratto residuo della cortina muraria cinquecentesca: qui scorreva l’acqua sorgiva, in una vasca su cui incombe l’imponente massa lavica.
Questo pozzo è legato ad una leggenda:
La leggenda narra di una fanciulla catanese di nome Gammazita, bellissima e di grande virtù. Di lei si invaghì un soldato francese, le cui avance furono però disprezzate dalla giovane, che era già fidanzata. Proprio nel giorno del suo matrimonio, mentre Gammazita si recava come sempre a prendere l’acqua, il soldato la aggredì violentemente e la ragazza, vistasi preclusa ogni via di scampo, preferì gettarsi nel vicino pozzo piuttosto che cedere al disonore. | SCHEDA | 1217 | True | link2 |
| Castello Ursino | Il Castello Ursino di Catania fu fondato da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Il maniero ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani, come sede del parlamento e, in seguito, residenza dei sovrani aragonesi fra cui Federico III. Acquisito nel 1932 dal comune e sottoposto a restauri, oggi il castello si trova in pieno centro storico e, dal 20 ottobre 1934, è adibito a museo civico di Catania. | SCHEDA | 1218 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria dell'Aiuto (o S. Marina) | La bella chiesa di S. Maria dell’Aiuto con il maestoso prospetto di pietra calcarea, si affaccia sulla piazzetta omonima che si allarga alla fine di via S. Giovanni. E preceduta da un sagrato sopraelevato chiuso da una cancellata.
Sin dal 1635 si onorava l’immagine miracolosa della Madonna custodita nella chiesa di S. Marina nella via Pozzo Mulino. Per dare una migliore sistemazione all’icona essa venne collocata presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo che, da quel momento, si chiamò chiesa di S. Maria dell’Aiuto. Dopo il terremoto del 1693 l’edificio venne riedificato; la facciata attuale è di A. Battaglia. Al suo interno la chiesa custodisce opere preziose di arte e artigianato artistico; tra queste spicca l’altare del Crocefisso con un prezioso reliquiario con 24 teche. Un discorso a parte merita lo splendido altare maggiore tutto in marmo; al centro è l’immagine di Maria incastonata in una preziosa cornice. Una sentita descrizione dell’altare è quella di Salvatore Lo Presti che sul giornale il Popolo di Sicilia (1943) così scrisse: "L’altare Maggiore è una dolce sinfonia di marmi colorati e di esili colonne. Coronato da un movimentato gruppo in marmo simboleggiante il Padre Eterno assiso sopra le nuvole e circondato da cinque angeli, uno dei quali, alla sua sinistra sorregge un grosso globo, alle due estremità, all’altezza del ciborio, è adorno di due statue di media grandezza, raffiguranti, rispettivamente, S. Pietro e S. Paolo". | SCHEDA | 1219 | True | link2 |
| Torre del Vescovo | A nord del Monastero dei Benedettini nei pressi di Via Vittorio Emanuele. Struttura cinquecentesca a pianta quadrangolare, edificata con malta e pietrame lavico non lavorato, su di una base a scarpa del XIV secolo. La porzione superiore della torre conserva ancora alcune feritoie. La torre, assieme ad latre torri faceva parte del sistema difensivo che circondava Catania. | SCHEDA | 1220 | True | link2 |
| Arco di San Giovanni De Freri | L'arco rimane una testimonianza del portale della chiesa di San Giovanni dè Freri, si trova ad angolo tra la via Mancini e la via Cestai.
Si presenta con dei chiari motivi floreali inseriti lungo tutto il perimetro di pietra lavica dell'arco a sesto acuto. I tratti sembrano richiamare il classico stile dell'architettura privata siciliana trecentesca del "chiaramontano" nome proveniente appunto da una potente famiglia siciliana del 300.Venne inglobato nel muro del palazzo intorno al 1890.
L'arco di San Giovanni, risalente al XV sec. d.C. | SCHEDA | 1221 | True | link2 |
| Collegio dei Gesuiti | Il Collegio dei gesuiti è un palazzo settecentesco che si trova nella scenografica via dei Crociferi a Catania.
Il grande palazzo settecentesco era il più bell’edificio della Compagnia di Gesù in tutta la Sicilia. Il prospetto è in stile barocco siciliano e vi si accede mediante una scalinata. L’edificio ha quattro cortili fra cui un bellissimo chiostro con loggiato sormontato da colonne. Il pavimento del cortile è a ciottoli bianchi e neri, sistemati a strisce, alla maniera del Borromini. Fino al 2009 è stato sede dell’Istituto d’Arte di Catania. | SCHEDA | 1223 | True | link2 |
| Porta di Carlo V | La Porta di Carlo V si trava alla Pescheria, pittoresco mercato giornaliero della frutta e del pesce; da piazza Alonzo di Benedetto (dietro la fontana dell’Amenano) tramite un grande arco si penetra nella galleria che costituiva l’antico corpo di guardia. Da questa galleria si può raggiungere la Porta di Carlo V (a destra) che conduce nella piazzetta Pardo invasa dalle bancarelle del mercato. Una epigrafe posta sopra la porta ricorda che essa fa parte di un rafforzamento voluto dal viceré Vega nel 1553, per difendersi dalle incursioni dei pirati e dei nemici. | SCHEDA | 1224 | True | link2 |
| La Fonte Lanaria (S. Agata) | La Fonte Lanaria o di S. Agata Lungo il percorso delle mura, per l’esattezza inserita nel tratto sotto l’arcivescovado. Il primo nome deriva dal fatto che la fontana si trovava lungo la via Lanaria (oggi dedicata al cardinale Dusmet) che prendeva il nome dal governatore Francesco Lanario, duca di Carpignano. La dedica a S. Agata è legata, invece, alla tradizione secondo la quale questa fontana segna il punto da dove partirono le reliquie della patrona quando vennero portate a Bisanzio per ordine del generale Giorgio Maniace | SCHEDA | 1225 | True | link2 |
| Bastione degli Infetti | È ancora visibile lungo la via Plebiscito, il percorso della cinta tra il Bastione degli Infetti e il Bastione del Tindaro. Il Bastione degli Infetti, assieme ad altri bastioni (in tutto 11) e alcune faceva parte del sistema difensivo che circondava Catania e distribuite lungo le mura di Carlo V. Tali opere murarie, da tempo conosciute, vennero segnalate nel XVIII sec. Dal principe Paternò Biscari, per la singolarità di alcuni elementi della tecnica muraria, la quale avrebbe, infatti, denunziato preesistenze forse di epoca romana. Ai giorni nostri il complesso edilizio del "Bastione degli Infetti" fa capo alla cosiddetta "Torre del Vescovo". | SCHEDA | 1226 | True | link2 |
| Museo del Mare | È un museo storico-antropologico-scientifico che raccoglie reperti vari di cultura marinaresca ma è anche un museo del territorio, strettamente legato al borgo di Ognina dove è ubicato. | SCHEDA | 1227 | True | link2 |
| Chiesa di S. Gaetano alla Marina | Al quartiere Civita sorgeva, fino al Settecento, un monastero dedicato a S. Giuliano che, dopo il terremoto del 1693, ospitò l'ospedale S. Marco. Quando quest'ultimo venne trasferito altrove, il piccolo monastero fu affidato ai padri Teatini, che officiarono la chiesa sorta nel frattempo accanto a quella del monastero ed intitolata a S. Gaetano. Dal 1818 al 1911 la chiesa ebbe la cura delle anime in sostituzione di quella dedicata a S. Tommaso di Canterbury che sorgeva nelle vicinanze ed ormai in rovina e nel 1952 divenne parrocchia autonoma. | SCHEDA | 1228 | True | link2 |
| Monastero dei Benedettini (San Nicolò l'Arena) | Pizza Dante.
Gli edifici monastici di San Nicolò l'Arena occupano un'area enorme, che cinge su tre lati la grande chiesa, e che nonostante i cambiamenti subiti nell'ultimo secolo è ancora perfettamente riconoscibile. Il Monastero appare infatti diviso dal resto della città, di cui costituiva l'estremità occidentale, da un alto muro di cinta su cui si aprono i due portali principali : il primo a nord, divenuto alla fine del XIX secolo imbocco di via Biblioteca, è situato in fondo alla via Clementi, continuazione della via di Sangiuliano, in origine chiamata via Lanza, in onore del duca Giuseppe Lanza di Camastra che l'aveva tracciata subito dopo il terremoto del 1693[10]; Il secondo, affacciato su piazza Dante, in corrispondenza dell'antico monastero cinquecentesco, di cui i monaci avevano cominciato la ricostruzione dopo il grande sisma. Da questo secondo portale si accede all'enorme corte esterna che aveva più funzioni, principalmente di filtro tra il mondo esterno laico e quello religioso dell'edificio.
Le due facciate meridionale ed orientale dispiegano nelle loro superfici tutto il repertorio tardobarocco e churrigueresco dei maestri lapicidi accorsi a Catania da tutta la Sicilia per prender parte alla ricostruzione. Una infinita serie di volute, fiori, frutti, mascheroni mostruosi, putti, e ninfe che adornano le mostre delle finestre e i balconi mentre le paraste giganti, bugnate a punta di diamante e coronate da capitelli corinzi, denunciano la loro natura essenzialmente ornamentale nel cornicione sovrastante che non vi poggia direttamente a causa di una frangia decorativa fatta di volute e conchiglie che sembra pendere dal cornicione. Al centro della facciata principale, ad interrompere la sua sfarzosa teatralità barocca, Carmelo Battaglia Santangelo verso la fine del 700 inserì il maestoso portale ormai quasi neoclassico nella sua semplice linearità. La struttura interna dell'edificio appare estremamente simmetrica con i due vasti chiostri quadrati sui cui lati corrono lunghi corridoi che si intersecano tutti ortogonalmente e su cui si aprono le porte delle celle dei monaci e dei frati, dell'appartamento dell'abate e di quello del re, allineati sulle facciate esterne. I collegamenti verticali sono assicurati da numerose scale, tra cui la principale è il grande scalone a tenaglia di Girolamo Palazzotto, adorno di stucchi neoclassici.
Dal 1977, è stato ceduto all’Università di Catania come sede della Facoltà di Lettere e Filosofia. Oggi, compatibilmente con le attività che si svolgono all’interno degli istituti universitari, è possibile visitarne una parte che consente, comunque, di farsi un’idea della grandiosità e della magnificenza dell’insieme. Entrando da piazza Dante si viene immediatamente conquistati dall’esuberanza decorativa delle facciate e dei balconi | SCHEDA | 1229 | True | link2 |
| Chiesa di S. Benedetto | Via Crociferi. La chiesa di San Benedetto è una basilica cristiana cattolica di Catania, costruita nel XVIII secolo. Essa si trova in Via dei Crociferi, dove è stata edificata tra il 1704 e il 1713, ed è stata dedicata a San Benedetto da Norcia. La struttura è celebre soprattutto per la Scalinata dell'Angelo, uno scalone marmoreo di ingresso, adorno di statue raffiguranti alcuni angeli. La scalinata è cinta da una bellissima cancellata in ferro battuto. La porta d'ingresso è in legno e sulle formelle sono riportate scene della vita di San Benedetto. La chiesa fa parte del complesso conventuale delle suore benedettine che comprende anche la Badia Maggiore e la Badia Minore collegate da un ponte coperto che sovrappassa la via dei Crociferi. Al suo interno, come da fotografia a lato, si trovano affreschi di Sebastiano Lo Monaco, di Giovanni Tuccari e di Matteo Desiderato. La chiesa è ad una navata ed ha la volta completamente affrescata con scene della vita di san Benedetto. La parte più pregiata della chiesa risulta essere l'altare maggiore realizzato in marmi policromi con intarsi di pietre dure e formelle in bronzo. Oggi è affidata in custodia alle suore benedettine | SCHEDA | 1230 | True | link2 |
| Chiesa di S. Francesco Borgia | La Chiesa di San Francesco Borgia è ubicata in via dei Crociferi, la strada più scenografica del barocco catanese.
Dotata di uno scalone a doppia rampa, ha una facciata molto lineare in stile accademico romano. Si svolge su due ordini di colonne binate in marmo.
L'interno è a tre navate molto ampie e luminose. Gli altari laterali sono in marmo e presentano delle pale di pittori catanesi del XVIII secolo.
La cupola è affrescata con temi richiamanti l'ordine dei gesuiti, del pittore Olivio Sozzi. | SCHEDA | 1231 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giuliano | Via Crociferi. La chiesa si trova di fronte al Collegio dei gesuiti ed è contornata da una preziosa cancellata in ferro battuto. La sua facciata convessa e le sue linee semplici le danno un aspetto di rara eleganza. L'interno ha pianta ottagonale ed è illuminato attraverso i finestroni della grande cupola, completamente affrescata dal pittore catanese Giuseppe Rapisardi.
L'altare maggiore è una sontuosa costruzione in marmi policromi e bronzi dorati. Alla sommità ha un Crocifisso del XIV secolo e un tempietto per l'esposizione del Santissimo Sacramento. Attraverso la finestrella trasparente di un ostensorio è visibile l'ostia consacrata.
Agli altri altari si possono ammirare opere di Olivio Sozzi, Pietro Abbadessa ed un San Giuliano di anonimo del XVIII secolo. | SCHEDA | 1232 | True | link2 |
| Villa Cerami | La villa Cerami di Catania era la residenza della famiglia Rosso di Cerami. Oggi è la sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania. Sorge alla fine della via dei Crociferi.
Notevole è il portale di ingresso, adorno dello stemma litico della famiglia Rosso di Cerami, che dà sull'ampio cortile della villa, in cui si innesta lo scalone monumentale, arricchito da una fontana. La villa è composta da corpi settecenteschi rimaneggiati nell'Ottocento. Nella corte, che separa la villa dall'edificio nuovo della facoltà di giurisprudenza (opera dell'architetto Francesco Basile), si trova la Grande bagnante, opera bronzea di Emilio Greco.
Attiva è la vita che si svolge al suo interno. Migliaia di giuristi la percorrono e la vivono. Frequentate le aule per le lezioni, come pure le biblioteche e le aule studio dei piani superiori dove gli studenti tra una lezione e l'altra ricavano tempo per studiare. Usati anche il giardino e la piazzetta come punto di incontro e di studio. | SCHEDA | 1233 | True | link2 |
| Chiesa della Badia di Sant'Agata | Via Vittorio Emanuele II. Opera di Giovanni Battista Vaccarini. La chiesa si trova di fronte al prospetto nord della cattedrale, affacciata sulla via Vittorio Emanuele, e occupa, insieme all’annesso ex monastero (oggi di proprietà comunale) un intero isolato. La morbida tela del prospetto, mossa dal ritmo di onde leggere, cattura su di sé l’attenzione altrimenti distratta dalle altre macchine barocche del Duomo, della fontana dell’Elefante e del palazzo municipale. L’edificio che oggi vediamo poggia sulle rovine dell’antica chiesa e convento dedicati a Sant'Agata, nel 1620, da Erasmo Cicala e crollati a causa del terremoto del 1693. | SCHEDA | 1234 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata alla Fornace (S. Biagio) | Piaza Stesicoro. La chiesa costruita nel XVIII secolo dopo il tremendo terremoto del 1693, sorge sul luogo ove, secondo la tradizione, era ubicata la fornace in cui Sant'Agata subì il martirio. Infatti, dopo essere stata rinchiusa in carcere per non aver voluto abiurare alla sua fede, venne prima sottoposta alle torture con il fuoco e quindi le furono asportate le mammelle.
La facciata della chiesa è dell'architetto Antonino Battaglia, che ha progettato altre chiese di Catania dopo il terremoto del 1693, in stile neoclassico con colonne binate che sostengono un timpano triangolare. L'interno è ad una sola navata molto lineare e sobrio. Sull'altare maggiore una tela settecentesca dell'Addolorata, talvolta sostituita da una statua della Madonna. Ingegnoso l'artificio dell'altare maggiore, arricchito da volute e colonne e dalle statue di San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena. La cappella destra del transetto è dedicata a Sant'Agata. Sopra l'altare dal magnifico paliotto in marmi policromi, si conservano protetti da una teca i resti della fornace in cui subì il martirio la Santa, la cui scena è riprodotta nell'affresco di Giuseppe Barone del 1938.
La cappella sinistra del transetto è dedicata altresì al Crocifisso Uno degli altari laterali è dedicato al titolare San Biagio, riprodotto in una tela di un pittore catanese. Dipinti coevi di pittori siciliani del settecento, La Sacra Famiglia, Sant'Andrea e San Giovanni Nepomuceno, arricchiscono i rimanenti altari | SCHEDA | 1235 | True | link2 |
| Palazzo Pedagaggi | Palazzo Pedagaggi a Catania, sorge in Via Vittorio Emanuele (n. 49) all'incrocio con Piazza Cutelli occupando l'intero isolato fra queste e le vie Sorrentino e Pedagaggi.
Fu edificato a partire dal 1803 dal barone di Pedagaggi su progetto dell'ingegnere Salvatore Zahra Buda, mentre l'ingegnere Mario Musumeci si occupò di seguirne i lavori fino al completamento definitivo nel 1809. Don Vincenzo Guttadauro, barone di Pedagaggi, aveva ricevuto in eredità dal padre, Don Enrico, I Principe di Emmanuel un'ala a sua scelta del vicino Palazzo Reburdone ma venuto in conflitto col fratello Luigi, II principe di Emmanuel, scelse di costruirsi una sua casa indipendente. Morto senza figli nel 1819, il barone lasciò alla pronipote Eleonora Guttadauro tutti i suoi beni compreso il palazzo che passò, per il matrimonio di Eleonora, ai Paternò Castello di Carcaci fino alla vendita nel 1859 al Barone Calì, la cui famiglia lo tenne fino al 1889 quando fu venduto al Banco di Sicilia per poi passare in parte all'Università degli Studi di Catania che vi ha installato la Facoltà di Scienze Politiche.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 7516 del 09/11/99) | SCHEDA | 1236 | True | link2 |
| Monastero della S.S. Trinità | Via Vittorio Emanuele.
Il Monastero della Santissima Trinità è un edificio settecentesco situato al centro di Catania. Originariamente sede di un convento di clausura femminile, oggi è suddiviso in due aree principali di cui una ospita la caserma dei Carabinieri del distretto di Piazza Dante, mentre l'altra un liceo scientifico intitolato a Enrico Boggio Lera. Costruito nel XVI sec. E ricostruito dopo il terremoto del 1693 . L'area che le suore occuparono fu amplificata notevolmente rispetto al nucleo primario e i lavori furono affidati all'architetto Alonzo Di Benedetto[7], sostituito nel 1735 da Giovanni Battista Vaccarini, che contribuì notevolmente a dare alla città il caratteristico aspetto barocco[8], e nel dieci anni più tardi da Francesco Battaglia (che si occupò prevalentamente della chiesa annessa (Chiesa della SS Trinità). Il 30 luglio 1866, con la confisca dei beni ecclesiastici da parte del Regno d'Italia, il monastero della Santissima Trinità fu chiuso. Inizialmente fu assegnato al provveditorato agli studi, che ne fece un convitto femminile[13]. Successivamente, la struttura ospitò anche la sede dello stesso provveditorato. Nell'ottobre 1923 divenne la sede del liceo scientifico "Principe Umberto". Il 1º ottobre 1967 il liceo fu trasferito nel quartiere Cibali e le classi rimaste nell'ex monastero formarono il "Secondo Liceo Scientifico", poi ribattezzato "Liceo Scientifico Statale Enrico Boggio Lera | SCHEDA | 1237 | True | link2 |
| Basilica della Collegiata (S. Maria dell'Elemosina) | La Basilica della Collegiata, intitolata a Maria Santissima dell'Elemosina, è una chiesa tardo barocca posta lungo la via Etnea (23/A), a breve distanza dal palazzo dell'Università, a Catania.
La chiesa, distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita nei primi anni del XVIII secolo.
Il progetto è attribuito ad Angelo Italia, che ribaltò l'orientamento del nuovo edificio rispetto al precedente distrutto dal terremoto, in modo da farlo prospettare sulla via Uzeda (l'attuale via Etnea), prevista dal piano di ricostruzione. La facciata barocca è stata progettata da Stefano Ittar.
La facciata campanile (tipica della tradizione siciliana) è su due ordini e nel primo ordine ha sei colonne in pietra, sormontate da una balaustra. Nel secondo ordine vi è un finestrone centrale ed ai lati quattro grandi statue di san Pietro, san Paolo, Sant'Agata e santa Apollonia. Sul secondo ordine un elemento centrale ospita le campane.
Si accede alla chiesa mediante una grande scalinata, sulla quale, a delimitare il sagrato, è posta una cancellata in ferro battuto.
L'interno è a pianta basilicale a tre navate, delimitate da otto pilastri, e tre absidi, delle quali quella centrale è notevolmente allungata per la realizzazione del coro dei canonici, secondi per importanza solo a quelli della cattedrale.
Nella navata di destra si incontra il battistero e quindi tre altari con tele rappresentanti santa Apollonia e sant'Euplio di Olivio Sozzi e un Martirio di sant'Agata di Francesco Gramignani. In fondo alla navata è posto l'altare dell'Immacolata, protetto da una balaustra in marmo, su cui è posta una statua marmorea della Madonna.
Nell'abside della navata centrale è posto l'altare maggiore con una icona della Madonna con Bambino, copia dell'icona bizantina della Madonna detta dell'Elemosina (della Misericordia) venerata nella Basilica Collegiata Santuario di Biancavilla (Ct). Dietro l'altare maggiore è posto un organo ligneo del XVIII secolo. Lateralmente un coro ligneo con 36 stalli, e a lato due tele del pittore Giuseppe Sciuti.
Nella navata di sinistra nella parte absidale è posta la cappella del SS. Sacramento con altare in marmo. Proseguendo si incontrano altri tre altari con tele rappresentanti san Giovanni Nepomuceno, la Sacra Famiglia e san Francesco di Sales.
Nel 1896 Giuseppe Sciuti dipinse a fresco la volta e la cupola della chiesa con diverse immagini della Beata Vergine Maria, angeli e santi | SCHEDA | 1238 | True | link2 |
| Palazzo degli Elefanti | Il Palazzo degli Elefanti già Palazzo del Senato, è il municipio di Catania.
Sorge sul lato nord della scenografica piazza Duomo. Alla sua costruzione, nel 1696 subito dopo il terribile terremoto del 1693, parteciparono numerosi architetti: il progetto originale fu realizzato da Giovan Battista Longobardo nel 1696, le facciate est, sud e ovest furono progettate da Giovan Battista Vaccarini mentre quella nord fu realizzata da Carmelo Battaglia.
Lo scalone d'onore che si apre sulla corte interna fu inserito infine nel XIX secolo da Stefano Ittar. All'interno del palazzo esiste un cortile quadrangolare con portici su due lati. Nell'androne del palazzo vengono conservate due carrozze del settecento di cui una berlina che viene usata durante i festeggiamenti di Sant'Agata per portare il Sindaco alla Chiesa di Sant'Agata alla Fornace per la processione del giorno 3 febbraio. Nel salone d'onore al primo piano sono conservati dipinti del pittore catanese Giuseppe Sciuti | SCHEDA | 1239 | True | link2 |
| Palazzo del Seminario dei Chierici | Piazza Duomo.
Il palazzo ha una struttura molto complessa ed è collegato alla Cattedrale tramite un passaggio sopra la Porta Uzeda. Un tempo proprietà della Chiesa, quando venne costruito, dopo il terribile terremoto del 1693, fu parzialmente realizzato sulle mura di Carlo V. Infatti la Chiesa, nonostante il divieto esplicito del Duca di Camastra, plenipotenziario alla ricostruzione della città, voleva garantirsi il controllo delle mura.
Il progetto fu dell'architetto Alonzo di Benedetto. Il prospetto molto bello è realizzato con inserti di bugnato, in pietra bianca d'Ispica, su un intonaco scuro realizzato con sabbia vulcanica. Notevoli i grandi finestroni della facciata con timpano ad omega e le stupende mensole dei balconi del primo piano. | SCHEDA | 1240 | True | link2 |
| Fontana dell'Amenano | Piazza Duomo. La fontana, costruita intorno alla metà del XIX secolo in marmo di Carrara, rappresenta il fiume Amenano come un giovane che tiene una cornucopia dalla quale fuoriesce dell'acqua che si versa in una vasca dal bordo bombato. L'acqua, tracimando da questa vasca, produce un effetto cascata che dà la sensazione di un lenzuolo. Da qui il modo di dire in siciliano "acqua a linzolu" per indicare la fontana.
L'acqua che cade dalla vasca si riversa nel fiume sottostante, che scorre ad un livello di circa due metri sotto la piazza. Questo è ormai l'unico punto dal quale si riesce a vedere il fiume in quanto tutto il suo corso è interrato. | SCHEDA | 1241 | True | link2 |
| Palazzo Tezzano | Il Palazzo Tezzano è un grande edificio storico del centro di Catania in Piazza Stesicoro.
La costruzione di Palazzo Tezzano venne iniziata a partire dal 1709 su di un terreno di proprietà del conte e medico Niccolò Tezzano a sue spese [1]; venne poi da lui donato alla città di Catania, allora duramente ferita dal terremoto del 1693 per allocarvi l'ospedale di San Marco. Il trasferimento dell'ospedale nell'edificio progettato da Alonzo Di Benedetto avvenne tra il 1720 e il 1727. Nel 1837, anche a causa delle difficoltà economiche dell'ospedale [2], una parte dell'edificio venne affittata dall'Ufficio dell'Intendenza borbonico per ospitarvi l'archivio di stato civile. Alcuni anni dopo intorno al 1844 nel palazzo vennero insediate anche alcune sezioni della Procura generale e della Cancelleria penale in locali posti dal lato della Via Stesicorea (nome di allora dell'attuale Via Etnea). In quelli anni si prospettò anche l'opportunità di un trasferimento in altra località dell'ospedale e di trasformazione dell'intero edificio in Tribunale generale. Ma i progetti si arenarono a seguito dei moti rivoluzionari del 1848 e il trasferimento dell'ospedale avvenne solo tra il 1878 e il 1880 nei locali adiacenti al Monastero dei Benedettini di San Nicola ove cambiò il suo nome in ospedale Vittorio Emanuele II.
Dopo il trasferimento dell'ospedale, palazzo Tezzano rimase sede del Tribunale fino alla costruzione della nuova sede di Piazza Giovanni Verga ultimata ed inaugurata nel 1953.
L'edificio, di imponente aspetto, è di forma quadrangolare con cortile interno che la costruzione contorna formando una "U" con l'interruzione a nord. Vi si accede dalla piazza Stesicoro attraverso un ampio portone principale, posto al centro del prospetto principale, sovrastato da un balcone monumentale sopra al quale torreggia un orologio. Il prospetto è simmetrico ed è diviso nel senso dell'altezza da false colonne in pietra chiara che contrastando con il tono grigio basalto dell'intonacatura creano una suddivisione in cinque unità architettoniche per lato.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS 7402 del 29/12/66) | SCHEDA | 1242 | True | link2 |
| Palazzo Biscari | Via Biscari. La parte più antica del palazzo fu costruita per volere di Ignazio, terzo principe di Biscari, che affidò il progetto all'architetto Alonzo Di Benedetto, ma fu il figlio di Ignazio, Vincenzo, succeduto al padre nel 1699, a commissionare la decorazione dei sette splendidi finestroni affacciati sulla marina, opera dello scultore messinese Antonino Amato. Successivamente il palazzo fu modificato per volere di Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, il quale lo fece ampliare verso est su progetto di Giuseppe Palazzotto e, successivamente, di Francesco Battaglia. L'edificio venne infine ultimato nel 1763 ed inaugurato con grandiosi festeggiamenti.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 319 del 27/02/90) | SCHEDA | 1243 | True | link2 |
| Palazzo del Toscano | Palazzo del Toscano, a Catania sorge in piazza Stesicoro all'angolo con Via Etnea. Fu edificato intorno al 1870 quale residenza cittadina dei Paternò Marchesi del Toscano su progetto dell'architetto milanese Errico Alvino. Il Palazzo fu inizialmente costruito, ai primi del Settecento, su progetto dell'insigne architetto Gian Battista Vaccarini, ma la sua edificazione si fermò al primo piano soprastante gli ampi locali di servizio sulla strada, scanditi dagli archi in pietra bianca e nera tipici di altri monumenti del barocco catanese.
Abitato dalla Famiglia Tedeschi Bonadies baroni di Villermosa, nel 1858 fu destinato dall'ultimo discendente della casata al nipote Antonino Paternò 1° Marchese del Toscano, che di lì a poco sarebbe divenuto primo sindaco di Catania, malgrado le precedenti affermazioni di fede borbonica. Il Marchese del Toscano, a sostegno dell'ascesa del casato nell'Italia Unita, decise di continuare la costruzione del palazzo, rimaneggiandone però l'architettura complessiva.
Dopo un primo incarico al torinese Poletti, più rispettoso del primitivo impianto del Vaccarini, il marchese si affidò all'architetto milanese (ma attivo a Napoli) Enrico Alvino che realizzò un'architettura neorinascimentale compatta e severa, ma chiaramente influenzata dall'eclettismo artistico dell'Ottocento e, insieme, dal gusto per gli ambienti "a tema" proprio dei palazzi napoletani. Il progetto di Alvino, fu ben presto d'ispirazione per altri palazzi della città come il vicino Palazzo Beneventano della Corte.
I decori e l'arredamento della Sale di Rappresentanza, nonché i rivestimenti marmorei e gli affreschi del grandioso scalone d'onore, furono cura dell'erede primogenito Giovanbattista Paternò, 2° Marchese del Toscano sposato a una Caracciolo di Napoli e anch'egli sindaco di Catania in periodi alterni, tra cui quello coincidente con il completamento e l'inaugurazione del Teatro Massimo Bellini. Per i decori furono chiamati i migliori artisti disponibili in quel momento sulla piazza catanese, da Alessandro Abate a Giuseppe Sciuti.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5209 09/02/93) | SCHEDA | 1244 | True | link2 |
| Palazzo Guttadauro di Reburdone | Via Vittorio Emanuele II angolo con la Piazza dei Martiri, l'antico "Piano della statua".
Progettato da Francesco Battaglia per la famiglia Guttadauro, Palazzo Reburdone fu costruito tra il 1776 e il 1785, anno in cui fu montato in facciata lo "scudo dell'Armi" dei Guttadauro ma i lavori di completamento del palazzo si protrassero per molti anni ancora.
Estintasi la linea maschile dei Guttadauro nel 1820 il palazzo passò tramite Eleonora , ultima principessa di Emmanuel di casa Guttadauro, ai Paternò Castello ed ora è sede, in parte, del Dipartimento di Sociologia (al primo piano) e del Dipartimento di Analisi dei Processi Politici, Sociali e delle Istituzioni - DAPPSI (al secondo piano), entrambi della facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli studi di Catania; nonché della prestigiosa Accademia Gioenia. | SCHEDA | 1245 | True | link2 |
| Palazzo Scammacca Bruca | Via Vittorio Emmanuele II n. 201. Nel cuore di Catania, a 200 mt. Da piazza Duomo è ubicato il Palazzo Bruca. Edificato nel settecento è appartenuto ai principi Scammacca della Bruca, racchiude al suo interno un magnifico cortile, con una fontana neoclassica raffigurante Nettuno, mentre una loggetta sorretta da colonne in stile ionico dà accesso al Museo del Giocattolo.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 6258 08/05/93 e DDS 7660 del 23/10/07)) | SCHEDA | 1246 | True | link2 |
| Museo del Giocattolo | Presso il Palazzo Bruca. Il Museo espone nelle sue sale diversi giocattoli antichi, diversi per composizione e provenienza e appartenenti ad un periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. I giocattoli sono centinaia di esemplari che documentano i passatempi e i giochi dei bambini di un tempo e sono custoditi all'interno di eleganti teche. Il Museo prevede inoltre alcune sale dedicate a laboratori per bambini, dove vengono organizzati spettacoli e giochi | SCHEDA | 1247 | True | link2 |
| Porta Uzeda | Per chi viene da Via Etnea, la Porta Uzeda costituisce l'uscita verso sud dalla piazza del Duomo. Essa collega il Seminario dei Chierici con il Palazzo Arcivescovile e la Cattedrale di Sant'Agata. La porta si apre nelle cinquecentesche mura di Carlo V ed è intitolata al viceré spagnolo Giovanni Francesco Paceco, Duca di Uzeda (in castigliano Juan Francisco Pacheco, Duque de Uceda). Il suo viceregno durò dal 1687 al 1696. La facciata del manufatto si rifà a quella del Seminario dei Chierici a cui è collegata e costituisce un fondale scenografico che unisce tutti i gioielli che si affacciano sulla Piazza Duomo. | SCHEDA | 1248 | True | link2 |
| Porta Garibaldi (Ferdinandea) | La "Porta Garibaldi" (inizialmente chiamata Porta Ferdinandea) è un arco trionfale costruito nel 1768, su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia, per commemorare le nozze di Ferdinando I delle Due Sicilie e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. Si trova tra piazza Palestro e piazza Crocifisso, alla fine di via Giuseppe Garibaldi. Il quartiere è chiamato in dialetto catanese U Futtinu (il Fortino). | SCHEDA | 1249 | True | link2 |
| Convitto Cutelli | In Via Vittorio Emanuele angolo Via Monsignor Ventimiglia. Costruito nel XVIII sec. Opera di Giovan Battista Vaccarini che si avvalse dell' aiuto di Francesco Battaglia. Il prospetto neoclassico sulla via Vittorio Emanuele è opera del Battaglia e continua sul lato di via Monsignor Ventimiglia e su quello di via Teatro Massimo. La parte attribuita al Vaccarini, che sappiamo alunno del Vanvitelli, è quella del circolare cortile monumentale che, per la purezza e l'armonia delle forme, si ammira entrando nell'edificio.
La bella corte circolare è caratterizzata da un pavimento centrale in bianco e nero. All'interno, sotto il quadrante del grande orologio da torre, situato tra le statue del Tempo e della Fama, vi è un'iscrizione: "Ut praeesset diei et nocti anno MDCCLXXIX" (Questo orologio fu costruito affinché presiedesse al giorno e alla notte).
Le statue del tempo e della fama simboleggiano la rivalità tra le due forze. Degno di menzione è lo scalone di marmo che porta al piano superiore dove si apre l'Aula Magna. In essa sono affrescate le figure delle glorie siciliane appartenenti al mondo scientifico e giuridico (Caronda, Empedocle, Teocrito, Stesicoro, Recupero, Ingrassia, Gioieni) | SCHEDA | 1250 | True | link2 |
| Palazzo dell'Università | Il Palazzo dell'Università di Catania è ubicato nella piazza omonima lungo la via Etnea. È sede del Rettorato dell'Università degli studi di Catania.
Il palazzo, come tutti i palazzi di Catania, fu ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1693. Alla sua costruzione concorsero diversi architetti fra i quali Francesco e Antonino Battaglia e Giovan Battista Vaccarini. Successivamente, a seguito del terremoto del 1818 si rese necessario un ulteriore restauro che fu affidato all'architetto Mario Di Stefano. L'edificio è costituito da un intero isolato, come il vicino Palazzo degli Elefanti, con un cortile interno a forma di chiostro con porte originariamente aperte sutti i quattro lati del palazzo. Il palazzo possiede una splendida Aula magna affrescata da Giovan Battista Piparo. Sulla parete che fa da sfondo al podio accademico, è appeso un arazzo con lo stemma della dinastia di Aragona. La Biblioteca dell'Università conserva dei preziosi codici, incunaboli, manoscritti e lettere autografe oltre a 200.000 volumi. | SCHEDA | 1251 | True | link2 |
| Palazzo San Giuliano | Il Palazzo San Giuliano si trova sulla piazza Università di Catania di fronte al Palazzo dell'Università. Attualmente ospita gli uffici amministrativi dell'Università degli studi di Catania.
Il palazzo progettato dall'architetto Giovan Battista Vaccarini, fu costruito nel 1738 per i Paternò Castello Marchesi di San Giuliano. All'ingresso alcune lapidi ricordano gli ospiti illustri che vi hanno soggiornato. Fra questi il re d'Italia Vittorio Emanuele III con la regina Elena. Il palazzo è stato più volte rimaneggiato ma i prospetti esterni sono rimasti pressoché integri, solo la balaustrata che corona il tetto è completamento stilistico degli anni trenta quando il palazzo era sede del Credito Italiano. Nei primi anni del XX secolo ospitava il Teatro Machiavelli.
Di particolare interesse è il partito centrale con il maestoso portone e la tribuna d'onore soprastante, di sicura ideazione vaccariniana (il progetto è del 1747). Costruito con vari marmi policromi, il portone è fiancheggiato da due colonne di marmo, recuperate a qualche edificio d'epoca romana, forse il Teatro. Al culmine dell'arco è posto un doppio stemma, a sinistra dei Paternò Castello, committenti del palazzo, a destra quello degli Asmundo, altra importante famiglia patrizia catanese, da cui era derivato a questo ramo cadetto dei Paternò il marchesato di San Giuliano nel 1702. Sempre al Vaccarini appartiene l'originale scalinata a due rampe con portico a colonne posto in fondo alla corte interna in asse con il portone.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 01/08/56) | SCHEDA | 1252 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Angeli Custodi | Via S. Angelo Custode 42. Sita nel popoloso quartiere degli Angeli Custodi, la chiesa fu fondata nel 1730 ma ebbe la "cura delle anime" da parte del vescovo Pietro Galletti a partire dal 1751. | SCHEDA | 1253 | True | link2 |
| Chiesa di S. Michele Arcangelo (Minoriti) | La chiesa e l'annesso convento vennero costruiti nella seconda metà del XVIII secolo su progetto dell'architetto Francesco Battaglia. La facciata della chiesa è a due ordini con colonne in stile barocco siciliano, così come l'annesso convento ora adibito a sede della Prefettura. Il prospetto dell'ex convento è opera dell'architetto Sebastiano Ittar dell'inizio dell'Ottocento.
L'interno a croce greca, con un coro molto profondo dominato da un grande organo neogotico, presenta un'alta cupola all'incrocio dei bracci. Al suo interno si possono ammirare alcune opere di pregio: due pale d'altare raffiguranti La morte di San Giuseppe e L'incoronazione di Sant'Agata del pittore marchigiano Marcello Leopardi (c. 1750-1795), i cui bozzetti sono custoditi nel museo civico di Castello Ursino, una tavola rivestita di argento sbalzato raffigurante l'Arcangelo Michele del XVI secolo, un crocefisso marmoreo di Agostino Penna ed un'Annunciazione di Guglielmo Borremans | SCHEDA | 1254 | True | link2 |
| Villa Bellini | Il giardino Bellini è il più antico dei quattro giardini principali di Catania. Dai catanesi è chiamato a villa e rappresenta la villa per antonomasia.
Il giardino risale al Settecento ed apparteneva al principe Ignazio Paternò Castello, che lo aveva voluto secondo le tipologie di allora con labirinti di siepi, statue e fontane a zampillo di foggia tale da creare giochi d'acqua. Venne acquistato dal comune di Catania nel 1854 | SCHEDA | 1256 | True | link2 |
| Fontana di Cerere | Incrocio con il viale Regina Margherita e la piazza Cavour (il Borgo per i catanesi), in marmo bianco, in passato esposta in piazza Università, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a Matapallara dô Burgu (Madre Pallade del Borgo | SCHEDA | 1257 | True | link2 |
| Teatro Massimo Vincenzo Bellini | Piazza Bellini.
Il teatro fu inaugurato la sera del 31 maggio 1890, con l'opera Norma del compositore catanese Vincenzo Bellini. Il progetto iniziale del teatro è dell'architetto Andrea Scala, in seguito vi apportò modifiche il suo collaboratore Carlo Sada, che gli succedette nella direzione dei lavori.
La facciata del teatro si ispira al classico sansoviniano della Biblioteca di Venezia. Il resto dell'immobile, però, se ne distacca nello sviluppo laterale, assumendo la forma di teatro.
La sala a quattro ordini di palchi oltre il loggione, è di grande ricchezza decorativa e di gusto aristocratico. Il soffitto è affrescato dal pittore Ernesto Bellandi con immagini di Bellini e delle sue maggiori opere: Norma, La sonnambula, I puritani e Il pirata. Il sipario storico, illustrante la Vittoria dei catanesi sui libici, è del pittore catanese Giuseppe Sciuti. Nel ridotto, molto ampio ed elegante tutto marmi e stucchi, notevole è la statua in bronzo di Vincenzo Bellini, opera di Salvo Giordano | SCHEDA | 1258 | True | link2 |
| Orto Botanico | L'Orto botanico di Catania è un orto botanico fondato nel 1858, attualmente diretto dal Dipartimento di Botanica della Università degli Studi di Catania. È ubicato a Catania in via Antonino Longo 19.
Attualmente si estende su una superficie di circa 16000 m2 e comprende:
1) l'Orto Generale (13000 m2) che raccoglie soprattutto piante esotiche;
2)l 'Orto Siculo (3000 m2) destinato alla coltivazione di specie spontanee siciliane. | SCHEDA | 1259 | True | link2 |
| Casa Vinci | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5167 del 27/01/93) | SCHEDA | 1866 | False | link2 |
| Chiesa di S. Agata al Borgo | La chiesa di sant'Agata al Borgo è situata a Catania sulla piazza Cavour o come dicono i catanesi 'u bbuggu.
La prima chiesa venne costruita nel 1669 dopo l'eruzione dell'Etna che distrusse Catania in quell'anno. Demolita dal terremoto del 1693, fu ricostruita a spese dei fedeli nel 1709.
La chiesa è a pianta rettangolare ed il prospetto è in muratura. Ha una torre campanaria quadrata, inserita sul lato destro della chiesa, con orologio e quattro campane. Sulla porta d'ingresso è un busto di sant'Agata, mentre ai lati del portone d'ingresso sono due statue in pietra lavica dell'Etna rappresentanti san Pietro e san Paolo. L'interno è ad una sola navata ed ha la volta affrescata con scene relative a sant'Agata e a sant'Euplio altro martire catanese. Sul primo altare di destra una tela di anonimo rappresentante sant'Antonio abate. Il secondo altare ha una nicchia in cui si trova una statua di san Giuseppe e sotto un quadro del Sacro Cuore di Gesù. Il terzo altare ha una tele dell'Immacolata Concezione. Nell'abside, tutta affrescata con scene del martirio di sant'Agata sulle pareti laterali e del suo trionfo sulla volta, si trova l'altare maggiore con una immagine di sant'Agata e di Dio Padre. Il primo altare sulla sinistra di quello maggiore ha una piccola immagine della Madonna Addolorata. Il secondo altare è sormontato da una nicchia, come quello di fronte, con una statua antica di sant'Antonio mentre l'ultimo altare ha una grande tela che rappresenta le anime del purgatorio con la Madonna, san Francesco di Sales e santa Teresa. | SCHEDA | 1867 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Salvatore | Dipendente dalla chiesa degli Angeli Custodi è la piccola chiesa del SS. Salvatore, costruita con le offerte dei fedeli del quartiere dopo la fine della seconda guerra mondiale. | SCHEDA | 1868 | True | link2 |
| Chiesa di S. Berillo in Santa Maria degli Ammalati | Piazza G. Bovio. La chiesa, costruita nella seconda metà del Settecento, ebbe la "cura delle anime" da parte del vescovo Corrado Deodati Moncada nel giugno 1796. In essa, dopo la distruzione dovuta allo sventramento del quartiere omonimo per l'apertura dell'attuale Corso Sicilia, fu trasferito negli anni Sessanta il titolo di S. Berillo. | SCHEDA | 1869 | True | link2 |
| Chiesa SS. Cosma e Damiano (M. SS della Consolazione) | Piazza Macchiavelli. La chiesa, intitolata ai due Santi Medici, detta anche S. Maria della Consolazione,sorgeva già, quasi nello stesso luogo, nel Cinquecento. Rovinata durante il terremoto del 1693, fu ricostruita nella forma attuale nel XIX secolo. I confini della sua cappellania si estendevano fino al quartiere Nesima. | SCHEDA | 1870 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Maria in Ognina | Ogina. L’origine della chiesa è molto antica; nell’elenco dei tributari del Vaticano (anno 1308) si trova il titolo di Santa Maria di Lognina. Nel 1676 fu visitata dallo storico Giovanni Andrea Massa che rimase estasiato dalla bellezza del tempio. Dopo il terremoto del 1693 venne ricostruita sullo stesso luogo della basilica precedente (forse con la facciata orientata diversamente). Il simulacro della Vergine Maria, che si venerava nel Seicento e nel Settecento, venne distrutto da un incendio nel 1885. Per un periodo di tempo si espose alla venerazione dei fedeli un’immagine in cera della Madonna Bambina. Nel 1889 venne prodotta l’attuale statua lignea. | SCHEDA | 1871 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Caterina al Rinazzo | Bellissima chiesa in stile barocco e dalla caratteristica pianta a croce greca, la cui costruzione pare risalga alla metà del Settecento | SCHEDA | 1872 | True | link2 |
| Chiesa dell'Istituto per ciechi Ardizzone Gioieni | Ricca di mosaici e di artistici arredi, fu costruita agli inizi del Novecento | SCHEDA | 1873 | True | link2 |
| Cappella del Palazzo Bonajuto | Via Bonaiuto (angolo via Vittorio Emanuele)
E' una bellissima basilica bizantina, a pianta quadrangolare, come ce n'erano altre a Catania (una è stata segnalata nella zona di via S. Barbara mentre un'altra "sorge" ancora, allo stato di rudere, nei pressi della chiesa di S. Maria di Nuovaluce, a Monte Po). Dopo il terremoto del 1693, fu incorporata nel bellissimo palazzo Bonaiuto. Si tratta di "uno degli esempi più alti dell'architettura siciliana della tarda età bizantina" (Bellafiore), con una pianta centrale, con quadrato di metri otto di lato, al quale si inseriscono su tre lati altrettante nicchie che fanno quasi da absidi. Nel passato era stata ritenuta anche un Pantheon, cioè un monumentale sepolcro romano o una parte di edificio termale. Di recente ha subito degli importanti lavori di restauro che ne hanno messo in luce aspetti prima poco conosciuti. | SCHEDA | 1874 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agostino | Chiesa venne edificata intorno al XVIII sec. d.C. per opera di G. Palazzotto. L'ingresso della Chiesa, sopraelevato rispetto al manto stradale, si presenta con 4 colonne in stile Corinzio. In alto un finestrone innestato su colonne che facilitano l'ingresso della luce solare al suo interno. Ai margini esterni vi sono due statue rappresentanti membri del clero ottocentesco. Linterno contiene le seguenti opere: San Tommaso da Villanova (1809), dipinto su tela di Giuseppe Zacco (aula, I altare a sinistra); San Nicola da Tolentino in estasi (1809), dipinto su tela di Giuseppe Zacco (aula, II altare a sinistra); Madonna conn Bambino con manta d’argento, dipinto su tavola del XVIII secolo (abside, altare maggiore); Madonna con Bambino, Sant’Agostino e Santa Monica, dipinto su tela del XVIII secolo di Mignemi il Vecchio (aula, II altare a destra); Madonna, Gesù Cristo con Sant’Emidio e Sant’Agata (1761), dipinto su tela di Paolo Vasta. Altari in marmi policromi della metà del XVIII secolo; organo della prima metà del XIX secolo. | SCHEDA | 1875 | True | link2 |
| Chiesa di SS. Annunziata al Carmine | Via Giuseppe Verdi 20.
Pare che la fondazione di questa che è una delle chiese più importanti della città sia da far risalire al XIII secolo. Certo è che il tempio e l'annesso monastero dei padri carmelitani vennero ricostruiti più grandi e belli nel XV secolo, anche con il concorso dei regnanti dell'epoca. Il complesso venne abbattuto anch'esso dal terremoto del 1693 e la costruzione sia della chiesa che del relativo convento ebbe inizio intorno al 1730 in forme ancora una volta grandiose. La chiesa, nella quale si conserva un venerato simulacro della Madonna SS. del Carmine, caro al culto dei Catanesi, fu consacrata dal Beato Card. Dusmet nel 1880, elevata a santuario mariano dall'arcivescovo Bentivoglio nel 1958 ed eretta a parrocchia nel 1971. Gode del titolo di basilica minore pontificia. | SCHEDA | 1876 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Sacramento al Duomo. | Via Biscari. Pare che la prima fondazione risalga al Cinquecento. La ricostruzione è comunque successiva al terremoto del 1693. E' sede dell'omonima confraternita e delle attività dell'Ufficio diocesano per la pastorale dei giovani. | SCHEDA | 1877 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria dell'Indirizzo | Piazza Currò (Pescheria). Fondata insieme a un convento di Carmelitani ai primi del Seicento, la chiesa crollò nel 1693 e fu riedificata intorno al 1830. Sita nel caratteristico mercato della "Pescheria", a luglio diventa il centro di una grande festa popolare che i Catanesi tributano alla Madonna dell'Indirizzo. | SCHEDA | 1878 | True | link2 |
| Chiesa di S. Francesco di Paola | Piazza Sa Francesco. Posta alla "Civita", uno dei quartieri più antichi della città, abitato per lo più da gente di mare, la chiesa sorse, secondo la tradizione, su un più antico tempio dedicato, pare, a S. Onofrio. Nel XVI secolo passò ai padri Minimi che vi costruirono accanto il loro convento e dedicarono la chiesa al loro fondatore. Distrutta dal terremoto del 1693 e quindi ricostruita, fu retta dai padri Minimi fino al 1866, quando i beni ecclesiastici furono incamerati dallo Stato italiano. Successivamente la chiesa tornò alla diocesi mentre il convento fu trasformato in caserma. Nel 1894 un incendio arrecò gravi danni alla chiesa, che nel corso del Novecento ha ricevuto diversi interventi di restauro. | SCHEDA | 1879 | True | link2 |
| Chiesa di S. Teresa | Costruita dopo il terremoto del 1693 per vollere dei Carmelitani Scalzi | SCHEDA | 1880 | True | link2 |
| Convento di S. Nicolò Minore (Nicolella) | Il Convento di San Nicolò Minore, detto anche San Nicolella o San Nicola dei Triscini a Catania, occupa l'angolo sud-ovest dei Quattro Canti tra le vie di Sangiuliano, Etnea, Biscari, Manzoni e la piazza Santa Nicolella.
Apparteneva al Terzo Ordine Regolare Francescano che ottenne licenza di edificare un convento a Catania nel 1606 nel luogo dove ora sorgono i Quattro Canti, area che, prima del terremoto del 1693 che distrusse il convento e l'intera città, portava il nome di "Piano dei Triscini".
In seguito alla ricostruzione l'Ordine tenne l'edificio fino alla soppressione delle corporazioni religiose del 1866 voluta dal governo unitario.
Adiacente al Monastero sorgeva la chiesa di San Nicolò Minore, popolarmente detta San Nicolella, che affacciava sulla via Manzoni (prima del 1693 via Triscini, poi divenuta dei scoppettieri) e sulla piccola piazza intitolata a San Nicolella, dove sorge il palazzo della Questura, alle spalle del Palazzetto Biscari. Demolita intorno al 1960, fu sostituita da un palazzo moderno a più piani (una epigrafe in un angolo ne ricorda il costruttore, l'imprenditore catanese Luigi Umberto Tregua), mentre il portale maggiore dell'inizio del XVIII secolo fu smontato e rimontato sul fianco della chiesa di San Sebastiano in Piazza Federico di Svevia di fronte al Castello Ursino.
Sempre all'interno dell'originario complesso conventuale sorge la piccola chiesa del Santissimo Sacramento al Duomo (in via Biscari) dei primi del '700, in origine sede dell'omonima Arciconfraternita.
Dal 1866 l'edificio, in parte adibito dal comune a sede di uffici in parte ceduto a privati, è stato notevolmente modificato tanto che è ormai quasi impossibile individuarne l'antica destinazione d'uso, anche perché già nei primi anni del secolo XIX i padri terziari avevano dovuto cedere a privati parte del convento. Le finanze dei Regolari catanesi erano infatti in così cattivo stato che la parte dell'edificio prospettante sui quattro canti era rimasta incompleta, e il comune, preoccupato che il quarto angolo rimanesse solo sulla carta rovinando la monumentalità dell'incrocio, riuscì ad ottenere dall'ordine la cessione dell'area a privati, dietro pagamento di un affitto, i quali privati avevano l'obbligo di completare la quinta monumentale | SCHEDA | 1881 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria della Guardia | La chiesa di Santa Maria della Guardia, situata in zona Picanello a Catania nella piazzetta omonima, è uno dei centri religiosi del quartiere, sede principale dell'omonima parrocchia. Conta numerose opere d'arte ed una facciata di indubbio interesse storico ed architettonico. Domina l'omonima piazza con il suo profilo ed è uno tra i centri parrocchiali più importanti del quartiere, con oltre 7000 fedeli. Inizialmente costruita nella seconda metà dell'Ottocento, è stata danneggiata dalla Seconda guerra mondiale ed in seguito restaurata.
Uno dei più importanti paramenti della chiesa è senza dubbio il quadro di Maria, dipinto presumibilmente dal pittore siciliano Antonino Gandolfo intorno al 1877 | SCHEDA | 1882 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Gesù | La chiesa di Santa Maria di Gesù, la cui prima edificazione risale al XV secolo, è situata sul lato nord di piazza Santa Maria di Gesù, che da essa prende il nome.
Il sito ove sorge la chiesa attuale, nel Trecento era sede di una piccola cappella attiguo alla quale sorse, in seguito, anche un piccolo convento di frati francescani; la cappelletta era posta al margine di un'area nota fino a qualche secolo fa come Selva del convento di S. Maria di Gesù.
La chiesa vera e propria di Santa Maria di Gesù sorse nel secolo successivo il Quattrocento e fu gradatamente nel tempo decorata con opere d'arte, nel 1498 con una Madonna con Bambino di uno dei Gagini, un trittico di Antonello da Saliba, nel 1519 con gli addobbi della cappella della famiglia Paternò-Castello, nel 1525 con la pala d'altare di Angelo de Chierico, nel 1628 con un crocifisso di Frate Umile da Petralia ed altre. Dopo la distruzione avvenuta a seguito del terremoto del 1693, la chiesa venne riedificata agli inizi del XVIII secolo con l'attuale caratteristica facciata da fra Girolamo Palazzotto e decorata in seguito con stucchi che, tuttavia, nel restauro del chiostro attiguo apportarono la copertura di opere d'arte più antiche. Nel 1949 la chiesa è stata elevata a parrocchia.
La facciata è austera, di gusto romanico, con la decorazione laterale, tipica di molte chiese dell'area etnea, ad alternanza di pietre squadrate di basalto nero e pietra bianca. La chiesa, a navata singola, ai due lati presenta delle cappelle edificate da alcune famiglie della nobiltà catanese. Alla cappella Paternò Castello si accede attraverso un bel portale scultoreo opera di Antonello Gagini e della sua bottega. Lo stile omogeneo e raffinato della cappella riflette i canoni delle scuole del XVI secolo nel cui periodo venne realizzata. Notevole è anche la cappella della famiglia Tornabene.
La chiesa ospita opere di Angelo de Chierico, Giuseppe Zacco, Antonello Gagini e un Crocifisso ligneo del siciliano Frà Umile da Petralia.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 17/05/58) | SCHEDA | 1883 | True | link2 |
| Chiesa di SS. Concezione (Minoritelli) | Piazza Gesualdo Clementi 11.
Edificato dopo il terremoto del 1693 sulle rovine di una precedente chiesa, questo tempio venne affidato ai Chierici Regolari Minori di S. Francesco Caracciolo, che lo officiarono fino alla soppressione dei beni ecclesiastici, avvenuta nel 1866. Dopo la seconda guerra mondiale riebbe la cura delle anime in sostituzione della vicina chiesa di S. Maria dell'Itria | SCHEDA | 1884 | True | link2 |
| Chiesa di S. Camillo De Lellis (dei PP. Crociferi) e Convento dei Padri Crociferi | In via Crociferi, la costruzione del convento e della chiesa viene avviata nel primo Settecento ed i padri crociferi giungono a Catania solo dopo il terremoto del 1693.
Nel 1723 dirige il cantiere Domenico La Barbera e la fabbrica si protrae sino alla fine del secolo quando i documenti d'archivio registrano la presenza di Francesco Battaglia, direttore del cantiere tra il 1771 e il 1788.
Una larga scalinata precede la facciata in pietra calcarea bianca, che si presenta divisa in due ordini: il partito centrale dell'ordine inferiore ha un andamento concavo e racchiude, entro lesene con capitelli mistilinei, un ampio portale con una finestra alla sommità. I partiti laterali rettilinei sono alleggeriti da una nicchia per parte, nella quale forse un tempo erano collocate delle statue. Il secondo livello mantiene l'andamento di quello sottostante e presenta al centro una grande nicchia con la statua di San Camillo. Il coronamento è formato da un timpano spezzato circondato da volute e la centro un medaglione.
L'interno è introdotto da un piccolo vestibolo che si apre su un'unica aula ovale, piccola e di impianto semplice. Sulla cantoria della controfacciata è collocato un parapetto settecentesco, unico elemento di una certa eleganza barocca, dipinto con una delicata decorazione vegetale. Addossati ai muri cinque altari in marmo di linea semplice successivi all'edificazione della chiesa.
Grandi tele ornano le pareti sopra gli altari: il Transito di San Giuseppe di Natale Distefano da una copia di Marcello Leopardi del 1835, Sant'Agata e Santa Lucia dello stesso pittore copia del 1836; Estasi di San Camillo di A. Pennini del 1773; la Madonna della salute di Tullio Allegra del 1900; il Santissimo Crocifisso spirante di autore ignoto del 1828.
La zona absidale ospita l'altare maggiore in marmo policromo profilato con inserti di marmo giallo di Castronovo ('700), cinto ai due lati da due grandi candelabri in legno dorato e una Madonna con Bambino su tavola dai caratteri vagamente bizantineggianti ma di difficile lettura perché malamente ridipinta e restaurata nel corso dei secoli. | SCHEDA | 1885 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Cuore del Gesù ai Cappuccini | Via Santa Maria della Catena 2.
Di questa chiesa sita nella popolosa via Plebiscito, a poca distanza dall'ospedale Vittorio Emanuele, si sa che essa fu iniziata, insieme alle fabbriche dell'attiguo convento, nei primi del 1887 da padre Alessandro da Viagrande e che fu pagata dai Frati Cappuccini della Provincia di Messina, con le offerte dei fedeli e con il ricavato della permuta dei locali e della chiesa di S. Maria della Speranza, abbattuta nei primi decenni del Novecento per far posto all'attuale Palazzo della Borsa (la chiesa appare ancora in una foto del 1913 scattata in occasione dei festeggiamenti agatini). La chiesa del Sacro Cuore ai Cappuccini fu consacrata da mons. Ferrais nel 1928. | SCHEDA | 1886 | True | link2 |
| Chiesa di S. Placido | Piazza San Placido. La Facciata è stata progettata da Stefano Ittar
La prima edificazione risale al 1409 quando le suore benedettine decisero di costruire una chiesa, con annesso convento, per iniziativa di due consorelle, Paola di Lerida e Ximene.
L'edificazione avvenne sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato al dio Bacco.
La chiesa venne rasa al suolo dal catastrofico terremoto del Val di Noto del 1693, che distrusse Catania.
Su iniziativa delle uniche tre suore che scamparono alla morte, dalle macerie del sisma, venne avviata la ricostruzione, affidata all'architetto Stefano Ittar, e la nuova chiesa venne consacrata nel 1723.
Nel 1976 venne chiusa a seguito del riscontro di problemi alla struttura e, dopo circa tre anni di lavori di consolidamento, venne riaperta al culto nel 1979.
Il prospetto della chiesa, in classico stile barocco siciliano, si erge in Piazza San Placido ed è realizzato in pietra bianca di Taormina. La facciata è concava al centro e termina ai lati con due puntoni acuti. Ai lati dell'unica porta di accesso sono poste due statue dei santi Placido e Benedetto ed ai loro lati, in dimensione più piccola, quelle delle sante Scolastica e Geltrude. La facciata è recintata da un'artistica inferriata in ferro battuto, di forma convessa, portante al centro lo stemma di San Benedetto. Sulla sommità della facciata vi è una torre campanaria dotata di tre campane.
Il prospetto è impreziosito da sculture, bassorilievi e finestre dotate di grate.
La chiesa è ad unica navata e lungo le sue pareti laterali sono poste delle semi-colonne scanalate. Le pareti sono impreziosite da marmi e stucchi dorati. I quattro altari laterali sono mornati da bassorilievi marmorei e dotati di quattro grandi dipinti dei pittori Michele Rapisardi e Giuseppe Napoli.
L'altare maggiore è un marmo policromo ed è sostenuto da putti anch'essi in marmo. Sulle pareti laterali dell'abside sono posti due grandi dipinti di Michele Rapisardi e sullo sfondo dell'altare due dipinti del pittore Tullio Allegra.
Sopra la porta d'ingresso è sistemato l'organo dotato di cantoria nascosta da una grata dorata. | SCHEDA | 1887 | True | link2 |
| Chiesa di San Francesco d'Assisi e dell'Immacolata | Piazza S. Francesco d'Assisi La facciata della chiesa in tardo barocco catanese domina la piazza omonima su cui è ubicata. Vi si accede a mezzo di una scalinata che conduce all'ingresso. Il prospetto principale è a due ordini ed ai lati si innalzano due campanili gemelli con copertura a cupola. Il sagrato è contornato da una balaustra di marmo con statue di santi. La costruzione attuale risale ai primi anni del XVIII secolo ovvero a dopo il terremoto del 1693.
L'interno è a tre navate concluse da altrettante absidi, mentre le volte sono rette da colonne. Le navate laterali prendono luce dalle lanterne delle due cupolette dei campanili. Nella navata di destra notevole una statua lignea della Immacolata Concezione del XVIII secolo; agli altri altari tele di Giuseppe Zacco e di Giuseppe Rapisarda. Nella crociera allistersezione con l'abside centrale, si trova una targa a ricordo della tomba della regina Eleonora d'Angiò, moglie di Federico III d'Aragona, che era sepolta in questa chiesa fino al terremoto del 1693.
La cupola sull'abside della navata centrale, con allegorie sulle virtù, è affrescata da Olivio Sozzi, mentri i peducci della cupola sono affrescati da Francesco Sozzi.[1][2]
Il coro e l'organo sono nel presbiterio, rispettivamente dietro e lateralmente all'altare maggiore. Sull'altare in marmo policromo, lo sportellino del ciborio è realizzato con un mosaico in lapislazzuli su una base in oro cesellato, opera di Paolo Guarna del 1574.
Nella navata di sinistra l'opera più importante è una tela intitolata Salita al Calvario di Jacopo Vignerio del 1541 riproducente lo Spasimo di Palermo di Raffaello
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 12/08/48) | SCHEDA | 1888 | True | link2 |
| Chiesa e Monastero di di S. Chiara | La chiesa e il monastero di S. Chiara occupano un intero isolato; il lato più corto è interamente impegnato dalla chiesa che prospetta sulla importante via Garibaldi (un tempo via S. Filippo). In avanti, lungo la via Garibaldi. Il monastero, oggi sede di uffici comunali, è stato costruito nell’area dell’isolato retrostante al coro della chiesa. Il disegno della facciata della chiesa è di S. Palazzotto(metà del Settecento). All’interno, preceduto da una breve gradinata, si può vedere un pannello in legno con raffigurazioni di scene della Bibbia. Sopra l’ingresso è una splendida cantoria dorata con l’immagine di S. Chiara. Gli altari sono cinque: quello dell’Immacolata, quello di S. Lorenzo, l’altare maggiore, riccamente decorato sul quale poggiano le statue di S. Chiara e S. Francesco, l’altare di S. Chiara e quello del SS. Crocefisso con un prezioso reliquiario. Al centro della volta è un grande affresco che rappresenta Il Trionfo delle Clarisse. E un’opera del 1766 dell’artista Olivio Sozzi. Tra le cose più preziose della chiesa è il bellissimo pavimento di marmi policromi. | SCHEDA | 1889 | True | link2 |
| Chiesa di S. Martino dei Bianchi | Ricostruita dopo la distruzione avvenuta a seguito del terremoto del 1693. Era stata costruita sulle rovine dell'antica chiesa e monastero di S. Caterina e nel Cinquecento era divenuta sede dell'arciconfraternita dei Bianchi. La facciata, di stile barocco, presenta la particolarità dell'impiego di marmi rosa alternati alla pietra bianca che ne fa un unicum fra le chiese settecentesche del centro storico. | SCHEDA | 1890 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giovanni Battista | E' una piccola chiesa che si trova nei pressi di quella del S. Cuore ai Cappuccini e che venne costruita a spese dei fedeli nel 1908. | SCHEDA | 1891 | True | link2 |
| Chiesa di S. Orsola (Morti) | La chiesa faceva parte del monastero di S. Orsola sorto nei primi decenni del Quattrocento. Nel 1558 il vescovo Nicola Maria Caracciolo chiuse il monastero perché esso sorgeva a ridosso delle mura della città e trasferì altrove le monache. La chiesa fu concessa quindi alla confraternita della Orazione e morte. Distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita nella forma attuale. Dopo lavori di restauro che ne hanno permesso l'agibilità e che sono stati curati dall'arciconfraternita, nel 1972 è stata consacrata da mons. Domenico Picchinenna. | SCHEDA | 1892 | True | link2 |
| Chiesa di San Giuseppe al Transito | Quasi nascosta agli occhi di chi si rechi a visitare il centro storico, questa graziosa chiesa dalle fattezze barocche, edificata dopo il terremoto del 1693, sorge nella piazzetta Maravigna,a due passi dal Castello Ursino | SCHEDA | 1893 | True | link2 |
| Fontana dei sette canali | Piazza Alonzo di Benedetto (dietro la fontana dell'Amenano). La fontana più antica di Catania. Fontana dei Sette Canali alimentata dal fiume Amenano. Oggi è inserita in un arcone aperto nel fianco del palazzo del Seminario dei Chierici (che fronteggia il Municipio) e si trova ad un livello del suolo più basso perché è antecedente al terremoto. Un’iscrizione ci fornisce la data di costruzione e cioè il 1612. | SCHEDA | 1894 | True | link2 |
| Chiesa di S. Antonio in San Giovanni Galermo | San Giovanni Galermo | SCHEDA | 1895 | False | link2 |
| Chiesa di S. Euplio Martire e necropoli paleocristiana | In via S. Euplio, proprio alle spalle dell’anfiteatro, si possono vedere i ruderi di una chiesetta, dedicata a S. Euplio, interamente distrutta dal bombardamento aereo dell’8 luglio 1943.
All’ingresso della recinzione che custodisce i ruderi dell’antica chiesa di S. Euplio si vede una scaletta che conduce ad un locale sotterraneo. Scesa tutta la scala si accede in una piccola camera molto umida e buia dalle pareti della quale emergono alcune pitture; sul fondo è un piccolo altare con tracce, ormai quasi completamente scomparse, di affreschi parietali. Gran parte dell’ambiente è ricavato dentro la roccia; si vedono anche alcune nicchie laterali. Secondo studi recenti questo ambiente fu adibito a sepolcro | SCHEDA | 1896 | True | link2 |
| Chiesa di San Giovanni Battista in S. Giovanni Galermo | Piazza Chiesa Madre (quartiere S. Giovanni Galermo). La chiesa, dedicata al culto del Battista già dal XV secolo, quando veniva annoverata tra le parrocchie del cosiddetto Bosco etneo, figurava tra quelle del territorio catanese già nel XIV secolo | SCHEDA | 1897 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Lucia al Fortino | Via Gismondo 26. Fu costruita sul finire dell'Ottocento sul terreno donato da un devoto ma venne completata soltanto nel 1951 per opera del circolo di Santa Lucia al Fortino. Recentemente ha subito interventi di restauro. | SCHEDA | 1898 | True | link2 |
| Chiesa di S. Michele Minore | Sorge in piazza Manganelli e che fu costruita alla fine del '600, oggi è chiusa al culto ed appartiene alla Provincia che ne ha fatto una biblioteca | SCHEDA | 1899 | True | link2 |
| Museo Paleontologico | Via Borgo,12 095 438531 Mer. e Ven. 17.00 /20.00 . Si trova nei locali dell'Accademia Federiciana di Catania nei pressi di Piazza Cavour (u buggu - borgo).
Sin dalla data della sua fondazione avvenuta nel 96' si è dedicata all'esposizione di fossili, invertebrati ed altri interessanti reperti | SCHEDA | 1900 | True | link2 |
| Palazzina Zuccarello | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (da 2058 del 30/10/76) | SCHEDA | 1901 | False | link2 |
| Chiesa di S. Maria della Rotonda | Si trova nella zona archeologica romana nel centro della città di Catania. Nel VI secolo, sulla pianta delle terme della Rotonda, venne costruita una chiesa da parte dei bizantini. La chiesa fu intitolata Santa Maria della Rotonda e svolse la sua funzione fino alla seconda guerra mondiale. Essa fu tra i pochi edifici cittadini a non essere distrutti dal catastrofico terremoto che rase al suolo Catania nel 1693. | SCHEDA | 1902 | True | link2 |
| Palazzo Gioeni-Asmundo | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS 4311 del 03/08/66) | SCHEDA | 1903 | False | link2 |
| Villa Mancini | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS 9 del 23/07/75) | SCHEDA | 1904 | False | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Soccorso o della Palma | La chiesa venne distrutta dalla colata lavica del 1669 ma venne ricostruita alcuni anni dopo sul luogo, secondo la tradizione, in cui sorgeva una palma. Abbattuta dal terremoto, venne ricostruita nel Settecento. Oggi è dipendente dalla parrocchia SS. Cosma e Damiano, è chiusa al culto. | SCHEDA | 1905 | True | link2 |
| Chiesa di S. Vito | Piccola chiesa che sorge in piazza S. Domenico, nei pressi di quella più imponente dei domenicani. La confraternita omonima fu fondata nel 1629. La chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693. | SCHEDA | 1906 | True | link2 |
| Chiesa di S. Antonio | E' la chiesa annessa all'omonimo istituto delle suore Cappuccine ed è officiata dai Frati Minori | SCHEDA | 1907 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria delle Grazie (S. Sebastiano) | La fondazione di questa chiesa posta in piazza Federico di Svevia, a due passi dal Castello Ursino, risalirebbe addirittura al 1313. Più volte distrutta e ricostruita, nel 1624 divenne la sede della confraternita Maria SS. delle Grazie. Oggi è proprietà della confraternita San Sebastiano. | SCHEDA | 1908 | True | link2 |
| Chiesa di S. Barbara | Chiesetta sita nell'omonima traversa di via Vittorio Emanuele e ormai cadente e chiusa da tempo. Nel Quattrocento era una delle chiese sacramentali della città. | SCHEDA | 1909 | True | link2 |
| Palazzo Papa | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 4316 del 30/12/88) | SCHEDA | 1910 | False | link2 |
| Chiesa di S. Cristoforo alle Sciare | Via Plebiscito 353. Si sa, di questa chiesa, che probabilmente esisteva prima del terremoto del 1693, da cui ricevette gravi danni, che fu ricostruita molto tardi, nel 1834 e che apparteneva all'antica confraternita "S. Cristoforo alla sciare sotto il titolo di S. Rosalia". Certo, la ricostruzione ottocentesca ricoprì i resti della cappella cimiteriale e varie nicchie. | SCHEDA | 1911 | True | link2 |
| Palazzo Nicotra | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2414 del 30/05/89) | SCHEDA | 1912 | False | link2 |
| Chiesa di S. Maria di Monserrato | Via Monserrato 103. L'antica chiesa intitolata alla Madonna di Montserrato, fondata alla fine del Cinquecento nella zona dell'attuale ospedale Vittorio Emanuele, fu ricoperta dall'eruzione dell'Etna del 1669. Riedificata, fu nuovamente abbattuta dal terremoto del 1693 e quindi ricostruita alla metà del Settecento nel sito attuale ad opera dell'omonima confraternita. | SCHEDA | 1913 | True | link2 |
| Chiesa di S. Nicolò al Borgo | Fondata intorno al 1683 e riedificata dopo il terremoto del 1693, è attualmente affidata all'istituto secolare delle oblate apostoliche. | SCHEDA | 1914 | True | link2 |
| Palazzo Mannino | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 4151 del 06/11/89) | SCHEDA | 1915 | False | link2 |
| Palazzina Abate | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 4404 del 14/11/89) | SCHEDA | 1916 | False | link2 |
| Chiesa di S. Giuseppe al Duomo | Secondo la tradizione la chiesa venne costruita all'inizio del XVII secolo sull'area di un'antica chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto. Quindi fu adibita a sede della confraternita di S. Giuseppe. L'edificio attuale fu ricostruito negli ultimi anni del Settecento. Danneggiata dal terremoto del 1990, ha ricevuto recenti lavori di restauro. Attualmente è chiusa al culto e dal 1999 è sede della redazione del Settimanale regionale di attualità PROSPETTIVE e dell'Editrice Arca. | SCHEDA | 1917 | True | link2 |
| Villa Feo | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 321 del 27/02/90) | SCHEDA | 1918 | False | link2 |
| Villa Curia | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 8468 del 22/11/96) | SCHEDA | 1919 | False | link2 |
| Portale del 600 della Chiesa di S. Nicolella | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 364/09 del 21/07/34) | SCHEDA | 1920 | False | link2 |
| Chiesa del SS Crocifisso di Majorana | Piazza Crocifisso Majorana. Anche questa chiesa, come tante altre del centro storico, fu eretta grazie ai contributi dei fedeli intorno al 1700. La sua denominazione, "Majorana", pare provenga dal fatto che nei sue vicinanze sia stata rinvenuta un'immagine del Crocefisso dipinta su un muro con il colore ricavato dai succhi della "maggiorana", pianta un tempo molto diffusa. | SCHEDA | 1921 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata alle Sciare | Prima del 1669, anno della disastrosa eruzione dell'Etna che investì Catania, era una cappelletta votiva che custodiva un affresco raffigurante la Vergine Martire Patrona della città. Secondo la tradizione, l'affresco, invece di essere ingoiato dalla lava, fu sollevato e trasportato per un lungo tratto. La chiesa fu eretta per ricordare l'avvenimento ma venne distrutta qualche anno dopo dal terremoto. Fu ricostruita nel 1787. | SCHEDA | 1922 | True | link2 |
| Palazzo Scuderi | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5282 del 15/02/99) | SCHEDA | 1923 | False | link2 |
| Chiesa di S. Cristoforo Minore | Costruita attorno il 1720 NEL VECCHIO QUARTIERE DI San Berillo. In stile barocco. | SCHEDA | 1924 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria della Consolazione al Borgo (nuova) | Via Milo 11/A. La nuova chiesa della Consolazione, in stile spiccatamente moderno, fu costruita intorno alla metà degli anni Sessanta, quando la vecchia chiesa, poco distante, si era resa ormai insufficiente ad ospitare tutti i fedeli stabilitisi nella zona, allora a grande espansione edilizia. Costruita su progetto dell'arch. Rosario Leone, è stata dedicata dall'arcivescovo mons. Luigi Bommarito nel 1989 | SCHEDA | 1925 | True | link2 |
| Chiesa del Reclusorio delle Vergini al Borgo (Abbadiella al Borgo) | Piccola chiesa che un tempo faceva parte del conservatorio fondato nel 1700 da uno dei Biscari ed ormai da tempo non più officiata. Veniva anche chiamata, "Vulgo", Abbadiella al Borgo. Da diversi anni è in attesa di restauri. | SCHEDA | 1926 | True | link2 |
| Prospetti di Palazzo Speciale | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (ddg 5062 DEL 02/02/06) | SCHEDA | 1927 | False | link2 |
| Chiesa del SS Redentore | Via Dusmet. Costruita alla metà dell'Ottocento in ricordo di una più antica, anch'essa dedicata al SS. Salvatore, posta lì dove oggi sorge la stazione della ferrovia della Circumetnea al porto, su un roccione lavico a strapiombo sul mare, ed edificata dalla nobildonna Eleonora De Amico nel 1535. All'interno si conserva un busto ligneo del Redentore, - scolpito, pare, nel 1536 - che prima si trovava nell'antica chiesetta a picco sul mare. | SCHEDA | 1928 | True | link2 |
| Villa Pappalardo Trewhel | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDS 8493 del 06/12/07) | SCHEDA | 1929 | False | link2 |
| Chiesa di Santa Maria della Mecca | L'antica chiesa della Mecca, la cui etimologia rimane oggi ancora ombrosa, si presenta oggi nel suo aspetto settecentesco, ricostruita dopo il terremoto del 1693 su un precedente edificio di culto legato ad un piccolo monastero. Il monastero divenne dopo l'Unità d'Italia sede dell'ospedale Garibaldi.
La chiesetta, ridotta oggi a cappella ospedaliera e retta da un piccolo gruppo di monache, conserva l'accesso ad una cripta di epoca romana. Essa consiste di un colombario di oltre 6 metri di lunghezza per quasi 4 di larghezza. Tale colombario venne costruito nella prima metà in pietra lavica e in mattoni per la parte superiore, con una copertura a volta a botte. Lungo le quattro pareti si aprono 18 loculi quadrangolari di cui uno, sul lato ovest, a nicchia e molto più grande rispetto agli altri | SCHEDA | 1930 | True | link2 |
| Villa MaJorana | Via Androne. Costruita nel 1911-13 in stile Liberty. E' caratterizzata dalla presenza di una torretta esagonale terminata da un altana a colonna e con delicati rilievi in stucco. . Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 718 del 27/05/81) | SCHEDA | 1931 | True | link2 |
| Villa Ardizzone | Viale Mario Rapisarda 114. Costruito nel 1914 in stile liberty da Carmelo Malerba Guerrieri. Presenta una monumentale scala d'ingresso ad emiciclo.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1783 del 31/10/81) | SCHEDA | 1932 | True | link2 |
| Palazzo Libertini | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1855 del 19/09/84) | SCHEDA | 1933 | False | link2 |
| Chiesa di Santa Maria all'Ogninella | Ricostruita dopo il terremoto del 1693,, opera forse di Giovan Battista Vaccarini. Divenne sede della confraternita di Maria SS. dell'Ogninella. Gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale fu chiusa al culto. Restaurata è stata riaperta al cultto il 12 setembre 1999.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1248 del 30/03/77) | SCHEDA | 1934 | True | link2 |
| Chiesa del Collegio di Maria o della Provvidenza | Piccola chiesa che un tempo faceva parte del conservatorio fondato nel 1700 da uno dei Biscari ed ormai da tempo non più officiata. Veniva anche chiamata, "Vulgo", Abbadiella al Borgo. Da diversi anni è in attesa di restauri. | SCHEDA | 1935 | True | link2 |
| Chiesa Santa Maria della Purità e della Visitazione | Questa bella chiesa barocca fu fondata nel 1775 con un "reclusorio" destinato ad accogliere fanciulle di ogni ceto perché fossero istruite nelle arti domestiche e educate secondo le regole di S. Francesco di Sales. Da molti anni non viene più officiata. Attualmente è interessata da lavori di restauro. | SCHEDA | 1936 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata del Conservatorio delle Verginelle | La chiesa attualmente è annessa all'Istituto delle Missionarie del Buon Maestro. Risale al XVII secolo. | SCHEDA | 1937 | True | link2 |
| Palazzo La Piana | Via Etnea. Di fronte al palazzo Gioeni d'Angiò.
Presenta una corte angolare rivolta verso il sagrato della Colleggiata che a poca distanza. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2801 del 26/06/89) | SCHEDA | 1938 | True | link2 |
| Chiesa dell'Ospedale S. Marta | Annessa all'omonimo ospedale, questa graziosa chiesetta sorge sulla storica collina di Montevergine. | SCHEDA | 1939 | True | link2 |
| Chiesa dell'Istituto S. Filippo Neri | La chiesa, che fa parte dell'oratorio omonimo, fu fondata con gli annessi locali alla fine del Settecento dal vescovo Deodati Moncada. Nell'Ottocento fu affidata ai Salesiani dai quali è ancora officiata | SCHEDA | 1940 | True | link2 |
| Palazzo Benenati | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2252 del 13/09/85) | SCHEDA | 1941 | False | link2 |
| Santa Casa di Loreto | In un vano rettangolare attiguo alla chiesa di Santa Maria dell’Aiuto, è custodita la replica della Santa Casa di Loreto edificata intorno al 1740 per volere del canonico don Lauria.
La casa di Catania rispetta le proporzioni di quella originale, ma non è una copia fotografica di quella.
L’edificio della Santa Casa è composto di due parti che si devono leggere in maniera consequenziale: all’esterno è l’elegante rivestimento marmoreo con i personaggi del Vecchio Testamento e le Sibille che, secondo la tradizione medievale, avevano preannunziato la venuta di Cristo. | SCHEDA | 1942 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Sacramento Ritrovato | Via IV Aprile. Secondo la tradizione, la chiesa (il cui nome in catanese è "Signori asciatu") fu costruita nell'attuale piazza dei Martiri, cioè sul luogo in cui fu ritrovato il SS. Sacramento ch'era stato rubato il 29 maggio del 1796 nella chiesa di S. Francesco Borgia. Essendo stata demolita per la costruzione della strada che da piazza dei Martiri porta alla stazione, fu ricostruita nel 1891, per volere del Card. Dusmet, poco distante, cioè nell'attuale sito di via VI Aprile e affidata alla Congregazione della Missione (Lazzaristi). | SCHEDA | 1943 | True | link2 |
| Palazzo BaroniiMusmeci | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1533 del 27/07/84) | SCHEDA | 1944 | False | link2 |
| Complesso ex Manifattura Tabacchi (Caserma Borbonica) | Piazza San Cristoforo 18. Ex Caserma Borbonica. Costruita agli inizi del XIX sec. Su progetto di Salvatore Zhara Buda. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDG 7790 del 06/04/06) | SCHEDA | 1945 | True | link2 |
| Palazzo Marletta | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDG 6196 del 04/07/2000) | SCHEDA | 1946 | False | link2 |
| Chiesa di S. Anna | Pare che la fondazione di questa chiesetta, che sorge accanto alla casa natale di Giovanni Verga, sia antichissima. Una chiesa dedicata a S.Anna nello stesso quartiere esisteva infatti già nel Cinquecento. L'attuale costruzione, però, risale a molto dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1693. | SCHEDA | 1947 | True | link2 |
| Chiesa di S. Gaetano alle Grotte (S. M. Grotta) | Fondata dal vescovo S. Everio nel 262 d.C. in ciò che dovette essere una cisterna di epoca romana, ricavata in una grotta lavica, e titolata a S. Maria[12]. Inizialmente fu sede di un martyrion che, secondo la tradizione, ospitò le spoglie di Sant'Agata. Conserva del periodo originario un archosolium (murato per ricavarne l'altare), una falsa finestra e due sedili in pietra lavica. Del periodo di adattamento a chiesa rimangono invece l'altare e parte dell'arco trionfale[13]. L'edificio subì poi diversi rimaneggiamenti nei secoli successivi, tra cui l'erezione di un nuovo tempio apogeo dedicato a S.Gaetano, il pozzo battesimale ricavato nell'ex cisterna, la scalinata di età normanna. | SCHEDA | 1948 | True | link2 |
| Palazzo Zappalà- Gemelli | Via Gisira 29. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1688 del 18/08/76)
Presenta dei balconi con ringhiera panciuta sorretti da mensole figurate. | SCHEDA | 1949 | True | link2 |
| Palazzo Massa di San Demetrio | Palazzo Massa di San Demetrio, a Catania, occupa l'angolo nord-ovest dei Quattro Canti tra la via Etnea e la via di Sangiuliano ed è considerato, insieme al coevo Palazzo Biscari, il maggiore esempio di architettura tardobarocca della città oltre ad essere il simbolo stesso della rinascita di Catania, non solo del dopo terremoto ma anche del più recente secondo dopoguerra; fu infatti ricostruito pietra per pietra dopo che i bombardamenti del 1943 lo avevano distrutto quasi completamente.
Notevoli cambiamenti sono stati apportati nel corso dei secoli all'edificio in particolare con la costruzione di un nuovo palazzo nel XIX secolo, prospettante sulle vie Manzoni, Prefettura e Sangiuliano, ad inglobare il precedente di cui però non fu intaccata la facciata sulla via Etnea e sull'angolo dei Quattro Canti. Quest'ultimo prospetto fu però modificato nel corso dei lavori di livellamento del piano stradale (1870) che in quel punto fu abbassato di circa due metri provocando un notevole alteramento delle proporzioni dell'edificio con piccoli e grandi accorgimenti per riequilibrarlo col nuovo livello stradale.
Nel dopoguerra fu ricostruito basandosi su foto e progetti.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 06/05/58) | SCHEDA | 1950 | True | link2 |
| Villa Vagliasindi | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5018 del 09/10/91) | SCHEDA | 1951 | False | link2 |
| Chiesa di S. Maria delle Salette | Via S. Maria delle Salette 116. sorse per volere del Beato Card. Dusmet nell'Ottocento (fu inaugurata nel 1874). Nel 1943 fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti aerei. Ricostruita, fu quindi affidata ai Salesiani che negli attigui locali parrocchiali hanno realizzato l'oratorio, la scuola professionale e laboratori vari.sorse per volere del Beato Card. Dusmet nell'Ottocento (fu inaugurata nel 1874). Nel 1943 fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti aerei. Ricostruita, fu quindi affidata ai Salesiani che negli attigui locali parrocchiali hanno realizzato l'oratorio, la scuola professionale e laboratori vari. | SCHEDA | 1952 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Crocifisso della Buona Morte | Piiazza Giovanni Falconi. Pare che sul luogo in cui oggi sorge la chiesa esistesse nel Settecento un'edicola votiva con un'immagine del Crocefisso dipinta sul muro e che il vescovo Ventimiglia abbia voluto la costruzione di una cappella poi denominata "Crocefisso della Buona Morte" perché secondo la tradizione nella zona venivano eseguite le pene capitali. La cappella venne poi ingrandita nel corso dell'Ottocento, ma altri lavori, che la interessarono anche all'inizio del Novecento, ne fecero una chiesa a croce latina sormontata da un'ariosa cupola, mentre la facciata rimase incompleta. Nel 1935 fu affidata ai missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, o Clarettiani, che la gestirono fino al 1972, anno in cui la chiesa ritornò al clero diocesano | SCHEDA | 1953 | True | link2 |
| Chiesa del Carmelo al Canalicchio | Via Pietra dell'Ova 294. La chiesa fu costruita alla fine dell'Ottocento grazie alla devozione di un devoto della Madonna del Carmine che raccolse le offerte per dare inizio alla costruzione del tempio. Per decenni, prima dell'espansione edilizia del Canalicchio, questa fu l'unica chiesa di un territorio che confinava con Sant'Agata li Battiati e si estendeva fino al Tondo Gioeni. | SCHEDA | 1954 | True | link2 |
| Palazzo Vadalà | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 88 del 03/02/87) | SCHEDA | 1955 | False | link2 |
| Chiesa Divina Maternità (S. Maria della Grazia in Cibali) | Piazza Bonadies 8. Sorta dopo l'eruzione del 1669 sotto il titolo di S. Maria della Grazia, per fornire il servizio religioso ai numerosi profughi dei paesi dell'Etna, fu abbattuta dal terremoto del 1693 e successivamente ricostruita. Nuovamente distrutta dai bombardamenti del 1943, fu riedificata nel 1946 con il nuovo titolo su progetto dell'arch. Marletta e per l'opera del parroco Matteo Torresi. Fu consacrata nel 1952 dall'Arcivescovo mons. Bentivoglio | SCHEDA | 1956 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giuseppe all'Arena | Via San Giuseppe La Rena. Chiesetta sorta intorno alla fine degli anni Cinquanta in un altro dei quartieri più popolari della città e più interessati al nuovo sviluppo edilizio. Col tempo è stata reclamata da parte degli abitanti la costruzione di una nuova chiesa più grande e adatta alle esigenze del quartiere. Qui è stato sempre vivo un particolare culto per la Patrona di Catania Sant'Agata. Una delle "Candelore", i monumentali, decoratissimi cerei agatini, è infatti quella dei cosiddetti "Rinoti", cioè gli abitanti di S. Giuseppe La Rena. | SCHEDA | 1957 | True | link2 |
| Palazzetto Pignatelli | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2657 del 21/10/85) | SCHEDA | 1958 | False | link2 |
| Casa Vaccarini | Via Sorrentino.
Progettata dallo stesso Vaccarini. L'edificio presenta un portico ad arcate e delle finestrelle dall'apertura ovale. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS del 762 del 15/06/72) | SCHEDA | 1960 | True | link2 |
| Casa delle farfalle | Via Lago di Nicito, 38/B. 095 7306011. Mar. e Gio. Su prenotazione | SCHEDA | 1961 | True | link2 |
| Chiesa Animne del Purgatorio (Sacro Cuore di Gesù al Fortino) | Piazza Palestro. Meglio conosciuta sotto il titolo di Anime del Purgatorio, fu costruita nel 1864 per la sepoltura dei giustiziati sulle rovine di una più antica cappella. I lavori, che interessarono la parte superiore della facciata, continuarono fino ai primi anni del Novecento. | SCHEDA | 1962 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria della Concordia | Esisteva già intorno al 1500 una chiesa con questo nome. Successivamente abbattuta dal terremoto, fu ricostruita poco distante sul finire dell'Ottocento. E' annessa alla parrocchia di S. Maria della Mercede. | SCHEDA | 1963 | True | link2 |
| Chiesetta del SS. Crocifisso dei Miracoli | Via Umberto Greco. La chiesa fu elevata agli inizi del Novecento, grazie ad una sottoscrizione dei fedeli, sul luogo stesso in cui per molto tempo si era venerata un'antica immagine del SS. Crocefisso. Il nuovo tempio venne inaugurato il 14-12-1902. Nell'aprile del 1907 la chiesa fu affidata ai padri gesuiti. | SCHEDA | 1964 | True | link2 |
| Museo Biscari | Via Museo Biscari 16. Da Mart. a Dom. 10.00-19.00
Diviso in due sezioni di Antiquariuato e Naturalistico. Il Museo fu fondato daIgnazio Paternò Castello V Principe di Biscari che nel 1752 ne affidò la progettazione e realizzazione a Giuseppe Palazzoto. Nel 1764 il Museo fu ampliato da Francesco Battaglia. | SCHEDA | 1965 | True | link2 |
| Archi della Marina | Via Dusmet
Viadotto ferroviario costruito tra il 1861 ed il 1866, è costituito da 56 archi. | SCHEDA | 1966 | True | link2 |
| Archivio di Stato (Monastero dei domenicani) | Via Vittorio Emanuele II n. 156. Ex convento di Santa Caterina da Siena dei padri Domenicani, detto S. Caterina al Rosario. Ricostruito dopo il terremoto del 1693, nel 1868 l’edificio venne destinato ad ospitare l’Archivio di Stato. | SCHEDA | 1967 | True | link2 |
| Barriera Grotta dell'Ist. Agrario | Grotta sepolcrale e cultuale preistorica (eta' del Bronzo) | SCHEDA | 3327 | False | link2 |
| Barriera Grotta Petralia | Grotta sepolcrale e cultuale preistorica (eta' del Bronzo) | SCHEDA | 3328 | False | link2 |
| Canalicchio - Monte S. Paolillo | "Frequentazione preistorica e greca; edifici sepolcrali
romani." | SCHEDA | 3329 | False | link2 |
| Acquedotto romano | Resti dell'Acquedotto romano.
L'acquedotto romano di Catania fu una grande opera di convoglio idrico che attraversava il territorio compreso tra le fonti sorgive di Santa Maria di Licodia e l'area urbana catanese.
Si tratta di una struttura di età augustea, come testimoniato dall'iscrizione rinvenuta presso il monastero benedettino di Santa Maria di Licodia (custodita al Museo civico catanese del Castello Ursino), sulla quale sono riportati i nomi dei realizzatori. A causa di ripetuti terremoti ed eruzioni dell'Etna, l'acquedotto non si è conservato integralmente e solo alcuni tratti delle rovine sono visibili. Fu realizzato in gran parte in pietra lavica.
Inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati ( DA 5023 del 18/01/97) | SCHEDA | 3331 | True | link2 |
| Grotta del Seminario | Grotta sepolcrale preistorica. | SCHEDA | 3332 | False | link2 |
| Librino - Masseria Bummacaro | Resti di villa romana. Edificio di eta' romana con
copertura a volta. | SCHEDA | 3333 | False | link2 |
| Monte Po | Basilichetta bizantina e resti di abitato medievale. | SCHEDA | 3334 | False | link2 |
| San Giovanni di Galermo - Grotta della Chiesa | "Frequentazione preistorica (eta' del Bronzo); impianto
industriale di eta' tardo romana." | SCHEDA | 3336 | False | link2 |
| San Giovanni di Galermo - Grotta Marano | Frequentazione preistorica (eta' del Bronzo).
Insediamento preistorico in grotta. | SCHEDA | 3337 | False | link2 |
| Santa Sofia | Resti di edificio funerario romano. | SCHEDA | 3338 | False | link2 |
| Monumento funebre "Mausoleo di Stesicoro" | La tradizione vuole che il poeta Stesicoro fosse stato sepolto con tutti gli onori a Catania, città dove passò gli ultimi anni della sua esistenza, presso la Porta di Jaci e precisamente presso gli orti del barone Nicolò Leontini. Tali orti dovrebbero corrispondere all'area sud di piazza Carlo Alberto.
Libertini credette di riconoscere una cella appartenuta alla tomba di Stesicoro all'interno del convento annesso al Santuario della Madonna del Carmine, che dal 1866 è adibita a caserma militare. Tuttavia il rudere in questione, ormai quasi totalmente iglobato dagli edifici militari, risulta essere di tutt'altro periodo: I o addirittura II secolo d.C.]. La struttura in opus pseudo-isodoma (costituita da grossi blocchi di pietra lavica squadrati) si presentava più in alto rispetto alla strada ed era chiusa da un frontone a timpano spezzato. Delle quattro finestre che si aprivano a sud oggi ne rimane una soltanto visibile. | SCHEDA | 3375 | True | link2 |
| Foro romano | Il presunto Forum si presentava come una serie diversi edifici circondanti un'ampia area centrale che costituiva il "foro" vero e proprio. Tali edifici dovettero essere quasi certamente essere dei magazzini o negozi.
Oggi del foro rimangono soltanto un paio di ambienti attigui visibili a sud, con ingresso architravato sormontato da una apertura ad arco, molto simile nell'aspetto ai magazzini del Foro Traianeo, oltre alle aperture ad arco semplice. Della struttura a est rimangono i resti di una parete in opus reticulatum appartenenti ad uno dei magazzini | SCHEDA | 3377 | True | link2 |
| Faro Biscari | E' chiamato così dal nome del punto in cui sorge, la sciara Biscari, sul lato ovest della rotonda della Plaia fu costruito nel 1951; il precedente era stato costruito nel 1859 e demolito nel 1948. | SCHEDA | 6441 | True | link2 |
| Villa Caruso | | SCHEDA | 6451 | False | link2 |
| Palazzo Tornabene | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS 6609 del 28/12/65) | SCHEDA | 6452 | False | link2 |
| Palazzo Esher | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 6257 del 08/05/95) | SCHEDA | 6453 | False | link2 |
| Villa Flaminio | | SCHEDA | 6454 | False | link2 |
| Palazzo Gioeni D'Angiò | Il Palazzo Gioeni si trova sulla via Etnea a Catania ad angolo con la Piazza dell'Università.
Il palazzo venne costruito nel 1743, molto probabilmente su progetto dell'architetto Gian Battista Vaccarini, in stile barocco siciliano. Venne commissionato dal duca Gioeni d'Angiò quale palazzo di famiglia. L'ingresso principale si apre sulla piazza dell'Università ed è contornato da un ricco portale in pietra bianca. Il palazzo venne ristrutturato intorno agli anni sessanta del XX secolo divenendo sede di un grande magazzino. Nel palazzo venne ospitato lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe nel corso del suo soggiorno a Catania durante il suo viaggio in Italia. | SCHEDA | 6455 | True | link2 |
| Villa Josè | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5720 del 23/04/94) | SCHEDA | 6456 | False | link2 |
| Villa Nisulli | | SCHEDA | 6457 | False | link2 |
| Villa Nitta | | SCHEDA | 6458 | False | link2 |
| Villa Recupero | | SCHEDA | 6459 | False | link2 |
| Villa Russo | | SCHEDA | 6460 | False | link2 |
| Museo dello Sbarco | Le Ciminiere, Piazzale Asia 095 533540 Da Mar. a Sab. 9/12.30 Mar. e Gio.15-17
Il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 è il più importante museo della storia della Sicilia in età contemporanea e racconta i fatti storici accaduti dal 10 luglio all’8 settembre del 1943. | SCHEDA | 6461 | True | link2 |
| Villa Acampora | | SCHEDA | 6542 | False | link2 |
| Villa Alcala | | SCHEDA | 6543 | False | link2 |
| Villa Bonajuto | Corso Italia 66. Costruito negli anni 1930/34 su progetto dell'architetto Paolo Lanzerotti. La villa venne in gran parte demolita per far posto a un palazzo moderno; la sospensione dei lavori ha salvato una parte dell’edificio, L’edificio era una tardiva interpretazione dell’architettura liberty di Paolo Lanzerotti.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1521 del 03/07/85) | SCHEDA | 6544 | True | link2 |
| Palazzo Gravina Cruyllas | Piazza S. Francesco.
Il Palazzo Gravina Cruyllas si trova a Catania ed è noto per avere dato i natali a Vincenzo Bellini e per ospitare il museo a lui dedicato; sorge all'angolo tra Piazza San Francesco e Via Vittorio Emanuele II. Fu costruito all'inizio del Settecento sulle rovine di un più antico palazzo dei Gravina Cruyllas, nobile casato dei Principi di Palagonia, demolito dal terremoto del 1693 e dove erano stati ospitati nel corso dei secoli re e viceré.
L'impianto attuale, poggiante in parte sulle mura del Teatro Romano e abbondantemente alterato da superfetazioni edilizie successive, presenta la forma tipica dei palazzi catanesi del tempo. In origine il portone principale prospettava sulla via Vittorio Emanuele ma in seguito ai lavori di livellamento del piano stradale che interessarono Catania a partire dal 1870, l'antico portone fu chiuso da botteghe e quello laterale prospettante sulla piazza San Francesco fu elevato a principale e a tutt'oggi la facciata sulla piazza appare in effetti molto più spoglia rispetto a quella sulla strada. Non si conosce l'architetto, o meglio gli architetti, dell'opera.
Le decorazioni a volute, bugne e grottesche del portale e delle mensole della tribuna soprastante sono riferibili ai primi decenni del settecento, accostabili come sono alle decorazioni di Palazzo San Demetrio ai Quattro Canti o ad altri esempi catanesi, mentre le mostre delle finestre del piano nobile sono riferibili alla maniera di Girolamo Palazzotto o, più probabilmente di Francesco Battaglia: quest'ultimo preferito anche in considerazione della splendida loggia all'interno del cortile, così simile per stile e struttura a quella, certamente successiva, di Palazzo Reburdone, opera certa del Battaglia.
La scalinata principale, che prima dello sbarramento del più antico portale sulla strada appariva in prospettiva con esso (prospettiva che ora, da Piazza San Francesco, privilegia la loggia), adesso appare, un po' illogicamente, laterale, mantenendo solo in parte la monumentalità e la funzionalità originarie. Moltissime sono le modifiche che ha subito l'edificio: oltre al già citato sbarramento del portale su Via Vittorio Emanuele, infatti, una delle tre arcate della loggia è stata tagliata a metà da costruzioni successive, dovute probabilmente dalla trasformazione dei piani abitativi e non; il terzo piano fu aggiunto verso la fine dell'Ottocento e completato solo dopo il 1924 (foto d'archivio dell'IDAU, l'Istituto Dipartimentale di Architettura e Urbanistica di Catania, infatti, mostrano a quella data come parte del palazzo conservasse ancora il livello originario) e ulteriormente modificato da altre aggiunte nel corso del XX secolo soprattutto nella corte interna le cui proporzioni sono state alquanto alterate. Di recente è stato sottoposto a vari lavori di ristrutturazione parziale per adeguare maggiormente il palazzo a sede dei musei Civico Belliniano ed Emilio Greco. | SCHEDA | 7087 | True | link2 |
| Villa Manganelli | Corso Italia 48 Costruito negli anni 1907-1914 su progetto dell'architetto Ernesto Basile e completato Paolo Lanzerotti. La Villa è caratterizzta da torri angolari disposte trasversalmente rispetto al prospetto principale. Il completamento dell’edificio è di Paolo Lanzerotti.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DPRS 722 del 18/08/71) | SCHEDA | 7092 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Maria del Rosario in Nesima | Via Mone Po 33. Costruita alla fine del XIX se. Restauri nel XX se. | SCHEDA | 7103 | True | link2 |
| Museo Civico Belliniano | P.zza S.Francesco, 3 - tel. 095/7150535 Da Lun. a Sab. 9-13
Casa Natale di Vincenzo Bellini.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 364/09 del 06/12/23) | SCHEDA | 7791 | True | link2 |
| Palazzo Mascali | | SCHEDA | 8609 | False | link2 |
| Istituto Tecnico Industriale Archimende | Viale Regina Margherita 22. Costruito nel 1933 su progetto dell''architetto Francesco Fichera. Esempio di architettura fascista. L’istituto venne innestato nel chiostro cappuccino della chiesa di Santa Maria di Gesù: ciò comportò massicci ampliamenti e rifacimenti all’interno del corpo settecentesco che modificarono l'impianto settecento della costruzione settecentesca e deturparono la gran parte degli affreschi del chiostro. | SCHEDA | 8613 | True | link2 |
| Palazzo della Società Elettrica | Piazza Trento 12 Costruito nel 1911 in stile liberty-decò dall'architetto Francesco Fichera | SCHEDA | 8615 | True | link2 |
| Istituto Tecnico De Felice | Piazza Roma 4 . Costruito nel periodo 1926-1929 su progetto dell'architetto Francesco Fichera. Stile tipi del periodo fascita. | SCHEDA | 8617 | True | link2 |
| Palazzo Asmundo di Francicanava | Piazza Asmunto.
Costruito nel XVIII sec. Su progetto attribuito a Giovanni Battista Vaccarini. Presenta ancora intatti gli arredi interni in stile rococò e un Gairdino prensile. | SCHEDA | 8618 | True | link2 |
| Edicole votive nel Centro Storico di Catania | Elenco delle edicole votive nel Centro Storico catanese:
Angeli CustodiVia Abate Ferrara
Angeli CustodiVia Di Giacomo
Angeli CustodiVia Fortino Vecchio 15
Angeli CustodiVia Garibaldi 173/175
Angeli CustodiVia Garibaldi 237-239
Angeli CustodiVia Leontini 4/6
Angeli CustodiVia Naumachia 10-12
Angeli CustodiVia Naumachia 102
Angeli CustodiVia Quartiere Militare 57/59
Angeli CustodiVia S.Cristoforo 9/10
Angeli CustodiVia S.Maria dell'Aiuto 37/39
Angeli CustodiVia Salvo 12/14 (via Consolato della seta)
Angeli CustodiVia Velis 22
Angeli CustodiVia Velis 33
Angeli CustodiVia Velis 56
CivitaCortile vicolo Civita
CivitaPiazzetta tra via Sorace e via Cola Pesce
CivitaVia Billotta 15/17
CivitaVia Bonaiuto 1/3
CivitaVia Carnazza Amari
CivitaVia Concezione 7
CivitaVia Famà 16
CivitaVia Famà 16
CivitaVia Landolina
CivitaVia S.Francesco di Paola - Via Serravalle
CivitaVia S.Tommaso 15
CivitaVia Scrudato 1
CivitaVia Sorace 3
Civitavia Sorrentino
CivitaVia Sorrentino ang. Via Litrico
CivitaVia vecchia Dogana 5/7
CivitaVicolo Civita 3/4
CrociferiVia Tineo
CrociferiVia Tineo
Lumacari-SS. TrinitàCortile S. Pantaleone
Lumacari-SS. TrinitàCortile S. Pantaleone
Lumacari-SS. TrinitàCortile S. Pantaleone 28/29
Lumacari-SS. TrinitàCortile Tavano
Lumacari-SS. TrinitàCortile Via Ardizzone 26
Lumacari-SS. TrinitàOspedale Vecchio, 18/20
Lumacari-SS. TrinitàVia Bellia 37
Lumacari-SS. TrinitàVia Damiano 11/13
Lumacari-SS. TrinitàVia della Palma 48-50
Lumacari-SS. TrinitàVia della Palma, 27/29
Lumacari-SS. TrinitàVia Garano ang. Via Recupero
Lumacari-SS. TrinitàVia Lumacari 86/88
Lumacari-SS. Trinitàvia Lumacari 86/88
Lumacari-SS. TrinitàVia Lumacari, 32/34
Lumacari-SS. TrinitàVia Orfanelli 7/9
Lumacari-SS. TrinitàVia Ospedale Vecchio 11/13
Lumacari-SS. TrinitàVia Plebiscito 432/434
Lumacari-SS. TrinitàVia Pozzo Canale, 29/31
Lumacari-SS. TrinitàVia Quartarone
Lumacari-SS. TrinitàVia Quartarone ang. Via Vittorio Emanuele
Lumacari-SS. TrinitàVia Quartarone, 8/10
Lumacari-SS. TrinitàVia Ragusa 11/13
Lumacari-SS. TrinitàVia Recupero 7/9
Lumacari-SS. TrinitàVia S. Damiano, 50
Lumacari-SS. Trinitàvia S.Barbara 43/45
Lumacari-SS. TrinitàVia Santa Barbara 44
Lumacari-SS. Trinitàvia Teatro Greco
Lumacari-SS. TrinitàVia Teatro Greco 131/133
Lumacari-SS. TrinitàVia Teatro Greco, 71/73
Lumacari-SS. TrinitàVia Verginelle
Lumacari-SS. TrinitàVia Verginelle 5/7
Lumacari-SS. TrinitàVia Verginelle, 1/3
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele 320/322
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele 386
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele 396
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele 444/446
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele, 387/389
Lumacari-SS. TrinitàVia Vittorio Emanuele, 414
Lumacari-SS. TrinitàVicolo Scuderi ang. Via della Palma
MontevergineVia Rotonda 28
MontevergineVia Bambino 3
MontevergineVia Bambino ang. Via Casa Nutrizione
MontevergineVia C.Ardizzone 31
MontevergineVia Casa Nutrizione
MontevergineVia Clementi
MontevergineVia Clementi
MontevergineVia Clementi
MontevergineVia Gesuiti 27/29
MontevergineVia Gesuiti 78
MontevergineVia Idria ang. Via Tindaro
MontevergineVia Marino 3
MontevergineVia Montevergine
MontevergineVia Montevergine
MontevergineVia Plebiscito
MontevergineVia Porticello
MontevergineVia Rotonda 8
MontevergineVia Teatro Greco 8
P.zza DuomoVia Dusmet
P.zza DuomoVia S.Chiara 17
Piazza Teatro MassimoPiazza Scammacca
Piazza Teatro MassimoVia Cestai 2
Piazza Teatro MassimoVia Landolina
Piazza Teatro MassimoVia Landolina (S.Placido)
San CristoforoVia Naumachia 43
San CristoforoVia Naumachia 62/64
San CristoforoPiazza Federico di Svevia
San CristoforoVia Maravigna
San CristoforoVia Naumachia 18 A
San CristoforoVia Naumachia 82/84
San CristoforoVia Plebiscito | SCHEDA | 8619 | True | link2 |
| Palazzo Gagliano | Piazza Mazzini. Uno dei quattro palazzi nobiliari che fa da cornice a Piazza Mazzini (angolo nord-ovest) | SCHEDA | 8621 | True | link2 |
| Parco Gioeni | Il Parco Gioeni è un grande parco ubicato nella parte nord della città di Catania, alla fine della via Etnea in corrispondenza del Tondo Gioeni, e a monte della circonvallazione.
I lavori inziarono nel 1972 e completati a metà degli anni 90 del XX secolo.
Il parco ha una superficie di circa 75.000 metri quadri ed è più esteso del Giardino Bellini. È il più grande parco di Catania ed è realizzato su di un terreno di natura vulcanica. Realizzato su di una collinetta, ha una vegetazione del tipo della macchia mediterranea con essenze autoctone come l'ulivo, la buganvillea, l'oleandro, l'agave e il fico d'india. I vialetti ed i manufatti sono realizzati in pietra lavica dell'Etna. Il parco è attrezzato con aree giochi per i bambini, panchine e vialetti. Nell'area esistono anche dei ruderi dell'antico acquedotto dei Benedettini. | SCHEDA | 8622 | True | link2 |
| Palazzo Peratoner | Piazza Mazzini Uno dei quattro palazzi nobiliari che fa da cornice a Piazza Mazzini (angolo sud-ovest) | SCHEDA | 8623 | True | link2 |
| Palazzo Asmundo di Gisira | Piazza Mazzini. Uno dei quattro palazzi nobiliari che fa da cornice a Piazza Mazzini (angolo sud-est)
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (dds 7403 DEL 03/10/07) | SCHEDA | 8624 | True | link2 |
| Mura di Carlo V | Le Mura di Carlo V erano un complesso murario che venne fatto realizzare a Catania dall'imperatore Carlo V a difesa della città: esse erano costituite da undici bastioni ed avevano sette porte di accesso alla città.
L'incarico della costruzione venne dato all'architetto Antonio Ferramolino all'inizio del XVI secolo ma la costruzione andò avanti con molta lentezza vista la complessità dell'opera. Esse racchiudevano completamente la città del tempo e la difendevano dai pericoli esterni. Ma, prima l'eruzione dell'Etna del 1669 e poi il terremoto del 1693 le rovinarono gravemente, ma la loro scomparsa definitiva si deve al piano di rinnovo urbano del XVIII secolo. Agli inizi del XVIII secolo il Duca di Camastra, che ebbe l'incarico della ricostruzione di Catania, fece allargare un'apertura del 1672, ovvero quella vicina alla piazza del Duomo, facendo realizzare la Porta scenografica che venne intitolata al viceré duca di Uzeda. Sopra questo tratto di mura, contro il parere del duca di Camastra, vennero edificati il seminario arcivescovile ed il Palazzo dei Chierici che si affaccia sulla piazza Duomo di fronte al Palazzo degli Elefanti sede del Municipio. Del sistema fortilizio rimangono ancora cospicue tracce. | SCHEDA | 8625 | True | link2 |
| Palazo delle Poste | Il palazzo delle Poste è opera di Francesco Fichera che realizzò il progetto nel 1919 e avviò la costruzione nel 1922.
Nel 1924, durante i lavori di scavo delle fondazioni, nell’area compresa tra il lato meridionale della villa Bellini, la via S. Euplio e la via Etnea, vennero scoperti: un edificio di età imperiale romana, realizzato in conci di pietra lavica; una necropoli costituita, per lo più, da sepolcri formati da muretti di mattoni coperti da lastre in laterizio; una cisterna e un vano rettangolare posto a fianco dell’edificio di età imperiale | SCHEDA | 8626 | True | link2 |
| Palazzo Cilestri | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 26/03/58) | SCHEDA | 8627 | False | link2 |
| Chiesa di San Nicolò l'Arena | Piazza Dante. Annessa al Monastero Bbenedettino.
La chiesa di San Nicolò, una delle più grandi della Sicilia con i suoi 105 metri di lunghezza e 48 di larghezza, fu costruita su progetto dell'architetto romano Giovanni Battista Contini (1641-1723) a partire dal 1687.
a chiesa è pianta a croce latina è a tre navate, con transetto e cupola all'incrocio dei bracci, con cappelle laterali e sulle absidi del transetto, un coro sopraelevato molto profondo per accogliere gli stalli dei monaci.
Stefano Ittar, subentrato al cognato Francesco Battaglia dopo che la navata destra nel 1755 aveva subito alcuni cedimenti strutturali, innalzò entro il 1780 la grande cupola all'incrocio fra navata e transetto. La cupola è alta all'interno 62 metri e domina l'intera città. Da alcuni anni è in restauro.
Dal lato sinistro del transetto si accede alla sacrestia, opera di Francesco Battaglia, e al Sacrario dei Caduti, ricavato in alcuni locali dietro l'abside maggiore e sotto alcune aule del monastero. Il sacrario ospita le lapidi a ricordo dei caduti della Prima guerra mondiale ed è ornato dagli affreschi di Alessandro Abate, fortemente degradati a causa dell'umidità, mentre la sacrestia, con gli stalli lignei settecenteschi e gli affreschi di Giovan Battista Piparo comunica col chiostro orientale da cui prende luce.
Confiscata dal governo unitario nel 1866, sconsacrata durante l'ultima guerra mondiale e danneggiata dai bombardamenti, successivamente riconsacrata e dal 1989 ritornata ai benedettini, la chiesa è stata oggetto di numerose campagne di restauro e consolidamento, compresi i lavori di restauro della cupola tuttora in corso, ma versa ancora in condizioni di degrado. | SCHEDA | 8628 | True | link2 |
| Villa del Grado Cocuzza | Corso Italia 209/211. Costruita nel 1920 su progetto dell'architetto Palo Lanzerotti in stile Liberty.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDS 7492 del 11/10/07) | SCHEDA | 8629 | True | link2 |
| San Pio X in Nesima Speriore | Piazza San Pio X. Progettata dall'arch. Condorelli, fu costruita nel 1959, nel momento in cui il quartiere di Nesima si espandeva, ed affidata quindi ai Salesiani, che vi realizzarono anche un oratorio e un centro di formazione professionale. Attualmente è officiata dal clero regolare. | SCHEDA | 8630 | True | link2 |
| Chiesa di San Giovanni Bosco | Chiesa officiata dai padri Salesiani ed annessa all'istituto S. Francesco di Sales di Cibali | SCHEDA | 8631 | True | link2 |
| Palazzo di Giustizia | Il Palazzo di Giustizia, la cui realizzazione ebbe inizio nel 1937 e fu inaugurato nel 1953 è opera dell'architetto Francesco Fichera e sorge nella centrale piazza Verga di Catania.
La facciata dell'immobile si riallaccia a motivi architettonici del Settecento catanese, rielaborati in chiave novecentesca. Dinanzi all'ingresso dell'androne si trova una grande statua bronzea della Giustizia, opera dello scultore catanese Mimì Maria Lazzaro.
Il tribunale e i suoi uffici, dal 1844 ospitati in una sezione del Palazzo Tezzano, vi vennero trasferiti dopo l'inaugurazione a partire dal 1953 | SCHEDA | 8650 | True | link2 |
| Palazzo Fassari Pace | Via Vittorio Emanuele, accanto all’ex convento della Trinità, oggi sede del liceo scientifico Boggio Lera. Costruito nel XVIII sec., opera di Francesco Battaglia. Ha subito modifiche nel XIX sec.
La facciata del palazzo ha nel piano nobile otto balconi di stile classico sormontati nell’architrave da un rettangolo simbolico, forse in origine destinato ad essere decorato (solo uno di essi, al centro, ha degli stucchi floreali di stile Liberty), ariosi ma austeri come si addiceva al periodo, di cui solo i tre centrali – in una disposizione originale - sono racchiusi da unica ringhiera, rimanendo tre singoli verso ovest e due verso est: si rammenti che il piano terrano era nel Settecento quel che oggi si classifica per primo. Di notevole impatto scenico è il lunghissimo balcone del secondo piano che può datarsi tra la fine del Settecento o primo Ottocento | SCHEDA | 8657 | True | link2 |
| Loggiato del Palazzo Platamone | Via Landolina 11.
Nel XV secolo i Platamone eressero una vistoso palazzo a Catania, che contendeva a palazzo Biscari la fama di palazzo più lussoso e rappresentativo della città. Il palazzo poco dopo fu donato ai religiosi, e per questo dopo il terremoto del 1693, che distrusse in gran parte il monastero di San Placido, nella ricostruzione di quest'ultimo vennero annesse le testimonianze più antiche del palazzo Platamone.
Oggi non rimane che un loggiato, sormontato da un balcone, custodito nel cortile del Monastero | SCHEDA | 8659 | True | link2 |
| Monumento Funebre "Ipogeo quadrato" | Vico Ipogeo. Lungo circa 15 metri e largo 12. Anch'esso presenta un ingresso ad ovest e dovette in origine essere a due piani. Si presenta costruito ad opus incertum e coperto da una vôlta in mattoni di terracotta. Il Serradifalco [9] ne supponeva un secondo piano, verosimilmente a piramide (data la forma in pianta quasi perfettamente quadrata). All'interno della struttura rimane uno stretto ambiente rettangolare su cui diversi loculi di varie dimensioni si aprono. | SCHEDA | 8660 | True | link2 |
| Monumento Funebre "Mausoleo circolare di Villa Modica" (Ipogeo Modica) | Lungo il viale Regina Margherita, nel giardino dell’edificio posto ai nn. civv. 33-35, si conserva il secondo dei due ipogei romani conservati in elevato appartenenti alla necropoli sottostante la ex proprietà dei PP. Riformati detti di S.Maria di Gesù (v. anche Ipogeo Romano). . Presenta un diametro esterno di poco inferiore agli 8 metri e reca a ovest un'apertura arcuata che da' all'interno. Al di sopra una cornice in terracotta (di cui non rimangono che labili tracce) segnava il confine tra il pianterreno e il piano superiore. L'interno del piano inferiore è un ambiente circolare su cui si affacciano quattro nicchie ad arco ricavate nello spessore murario, mentre la copertura è un'originale vôlta a cono ribassato (quasi "mammelliforme") realizzato da fasce parallele concentriche in pietre di lava. Il secondo piano era invece costituito da un portico aperto verso est, costituito da due mezze colonne. Del secondo piano tuttavia rimane un alzato di circa 50 cm soltanto, quanto basta tuttavia a supporre l'esistenza di un nicchione atto probabilmente a contenere una qualche statua. | SCHEDA | 8668 | True | link2 |
| Chiesa della SS. Trinità | Via Vittorio Emanuele. Annessa al Monastero della SS. Trinità.
I lavori per la realizzazione della chiesa della SS. Trinità furono iniziati nel 1746 e conclusi cinque anni dopo. La facciata si attribuisce a Francesco Battaglia, e si presenta tripartita ad ingresso unico, concava nella sua parte centrale. Preceduto da una scalinata in pietra lavica, il portone d’ingresso è decorato da due figure che sono rivolte verso l'Occhio di Dio posto al centro. Nel secondo ordine si aprono tre finestroni separati da colonne. Il terzo registro è formato invece da due torrette quadrangolari chiuse a cupoletta. Il portale d’ingresso è stato abbassato in seguito alla livellazione delle strade del 1861 e la sala centrale è stata raccordata all’atrio con una doppia rampa di scale. Anche l’ingresso laterale, sulla via Quartarone, è stato chiuso per la stessa ragione, cosi se ne ricavò una nicchia per un altare dedicato al Crocifisso, decorato da notevoli statue in ceramica di fine Settecento. All’interno, sopra l’ingresso, fu ricavata una elegante cantoria dorata e finemente decorata. La pianta ellissoidale riprende il tema borrominiano del San Carlo alle Quattro Fontane, lezione acquisita nella "rinascita catanese". Sul fondo il presbiterio è a pianta rettangolare e la sua presenza crea nell’ambiente un effetto di fusione spaziale tra elementi curvi ed elementi lineari.
Le opere pittoriche ivi custodite sono di notevole pregio artistico. Sugli altari di destra si possono vedere tele del Sozzi (il Battesimo di Gesù, primo altare) e di Sebastiano Conca (la Madonna che appare a S. Giovanni Evangelista nell’isola di Patmos, datata 1756 e collocata sopra il secondo altare). A sinistra ancora una Crocefissione e La Trinità appare a S. Benedetto (datata al 1756) del Sozzi | SCHEDA | 8670 | True | link2 |
| Chiesa di San Domenico | Piazza S. Domenico. XVIII SEC. Anessa all'EX Convento dei Domenicani. La facciata, edificata su due ordini, da sulla piazza San Domenico ed è ubicata alla sommità di un'ampia gradinata contornata da un'artistica cancellata in ferro battuto.
Il portale d'accesso è contornato da due colonne e sull'architrave si trova una statua calcarea del beato Bernardo Scammacca, opera dello scultore Epifanio Licata.
Sulla destra della chiesa vi è l'accesso all'ex convento oggi occupato dalla caserma Agostino Malerba.
La chiesa è ad una sola navata ed ha sei altari laterali. Il secondo da destra è l'altare della Madonna del Rosario ed ha un dipinto su tavola, di grandi dimensioni, attribuito alla scuola di Giotto.
L'altare maggiore è situato nell'abside, sormontata da un'ogiva in cui è inserito un antico coro ligneo. Sull'altare è posta una immagine di Santa Caterina da Siena. Sul primo altare da sinistra vi è una pregevole scultura di Gagini. | SCHEDA | 8671 | True | link2 |
| Villa Miranda | Viale XX Settembre 64. Costrta nel 1909 da Francesco Fichera in stile Liberty.
Il piano terra è appesantito dalle bugne e arricchito dalle preziose cornici dei balconi, lì dove il primo piano presenta le bugne solo nei muri angolari e nelle cornici delle finestre. Sulla trabeazione infine s’innesta una torretta angolare tipica delle architetture di Ernesto Basile.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 6638 del 20/08/93) | SCHEDA | 8672 | True | link2 |
| Casa Museo Giovann Verga | Via S. Anna, 8 - tel. 095/7150598
Al centro di Catania, in una strada nascosta che collega la via V. Emanuele e la via Garibaldi, si può visitare la casa dove Giovanni Verga visse per molti anni e dove mori nel 1922. Il palazzo ottocentesco ereditato dalla madre, divenne monumento nazionale nel 1940 e casa-museo regionale nel 1991
Inserito nell'elenco dei beni architettonici (DA 5540 del 06/04/98) | SCHEDA | 8673 | True | link2 |
| Villa del Duca Trigona di Misterbianco | Viale Regina Margherita angolo piazza Roma. Costruito nel 1909 su progetto dell'architetto Filadelfio Fichera. | SCHEDA | 8674 | True | link2 |
| Ex Clinca Clementi | Viale Regina Margherita. L’edificio venne realizzato su progetto di Carlo Sada, autore del Teatro Massimo Bellini nei primi anni del 900.
la facciata imponente è svuotata da grandi aperture che consentono l’entrata da protagonista della luce, simbolo di salute e di prosperità per il sanatorio, uso originario dell’edificio. Il piano terra è forato dal grande portale centrale circoscritto da sei balconi; nel primo piano si ripete la stessa alternanza di vuoti e pieni con due grandi finestroni che delimitano un balcone a tre luci sormontato da un abbaino di forma circolare. | SCHEDA | 8675 | True | link2 |
| Palazzo Monaco | Viale XX Settembre 39. Costruito verso il 1915 dall'Architetto Luciani Nicolosi (rifacimenti di Paolo Lanzerotti) L'interno resenta interessanti dipinti murari opera di Alessandro Abate e Salvatore Gregorietti. | SCHEDA | 8676 | True | link2 |
| Sito archeologico del sottosuolo di Via Crociferi | Nel sottosuolo di Via Crociferi sono stati trovati vari resti di epoca romana. Tra cui i resti di un edificio che ha le caratteristiche di un criptoportico con pavimento in mosaico a motivi geometrici e una fontana. Tali resti sono fruibili attraverso un percorso sotterraneo accessibile dalla Via Alessi. | SCHEDA | 8677 | True | link2 |
| Villa Romeo delle Torrazze | Viale Regina Margherita 8/10. Costruito alla fine sec. XIX .
L'interno contiene la cosidetta sala del camino nella quale interviene il palermitano Salvatore Gregorietti per le vetrate e le decorazioni in finti mosaici e il pittore catanese Alessandro Abate. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (ddg 10816 DEL 30/11/06) | SCHEDA | 8678 | True | link2 |
| Palazzo Mirone | Corso Italia 147. Costruito nel 1937 su progetto dell'architetto Francesco Fichera in stile Libery-Deco. | SCHEDA | 8679 | True | link2 |
| Palazzo Pancari | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 13/09/60) | SCHEDA | 8680 | False | link2 |
| Piazza Mazzini | La piazza è circondata da un peristillo di 32 colonne proveniente da una basilica romana e si trova risalendo via Garibaldi da piazza Duomo.
L’antica piazza di San Filippo, oggi Mazzini, era destinata a ospitare il mercato e pertanto venne caratterizzata da una sequenza di botteghe affacciate su quattro portici sull’esempio di alcune piazze diffuse nella Sicilia orientale e in colonie spagnole d’oltre mare. Secondo la tradizione storiografica venne realizzata su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia che nel 1768 eseguono una perizia sullo stato di alcune colonne del porticato. Più attendibile l’ipotesi che la piazza sia stata costruita subito dopo il terremoto | SCHEDA | 8681 | True | link2 |
| Porta Fortino Vecchio | Costruita nel 1674 nei pressi dell’attuale via Fortino Vecchio, la strada aperta nell’aprile del 1669 per volontà del Vicerè De Ligne come ingresso ad un piccolo fortino che doveva proteggere la città a sud a seguito della distruzione delle mura meridinali avvenuto con l'eruzione del 1669 | SCHEDA | 8682 | True | link2 |
| Palazzo Vucetich | Largo dei Vespri 12. Realizzato intorno al 1930 dall’ingegnere Alessandro Vucetich, Il prospetto lungo il viale principale è decorato con leggeri rilievi scultorei e movimentato dalla presenza delle bow windows, elementi tratti dal repertorio architettonico dell’Europa centro-settentrionale | SCHEDA | 8683 | True | link2 |
| Palazzo Valle | Via Vittorio Emanuele II. N. 120. Sede della Fondazione Puglisi Cosentino. L'edificio è una delle opere più eleganti dell'architetto Gian Battista Vaccarini che ebbe gran parte nella ricostruzione di Catania dopo il disastroso terremoto del Val di Noto del 1693. Costruito in stile barocco consta di un piano botteghe con annessi mezzanini e quindi del piano nobile residenza del proprietario. La facciata è molto ricca con balconi ad andamento curvilineo.
La parte più importante è il portale d'ingresso sormontato dal ricco timpano che regge la mensola aggettante del ricco balcone centrale del palazzo.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2325 del 29/09/86) | SCHEDA | 8684 | True | link2 |
| Chiesa di San Bambino | Via Plepiscito | SCHEDA | 8685 | False | link2 |
| Cappella Paternò | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 364/09 del 16/09/09) | SCHEDA | 8686 | False | link2 |
| Chiesa di Santa Maria della Mercede | Via Caronda 102. Una chiesa più antica intitolata a S. Maria della Mercede ed officiata dai padri Mercedari esisteva nel Settecento non lontano dall'attuale chiesa. L'apertura del viale Regina Margherita, avvenuta nell'Ottocento, ne causò l'abbattimento. Fu quindi il Card. Dusmet a volerne, nel 1883, l'edificazione nell'attuale sito. | SCHEDA | 8687 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Carmelo alla Barriera | Pizza S. Maria del Carmelo 40. La chiesa, che di recente ha ricevuto lunghi interventi di restauro, sorse alla metà dell'Ottocento e fu destinata alla cura delle anime nel 1883 dal Beato Card. Dusmet. Oggi, ampliata e rinnovata, serve un quartiere fattosi con gli anni sempre più popolato. | SCHEDA | 8688 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Maria della Salute in Picanello | Piazza Madonna della Salute (Quartiere Picanello) Inaugurata nel 1933 | SCHEDA | 8689 | True | link2 |
| Museo della Pietra Lavica (Nino Valenziano Santangelo) | Via Santangelo Fulci n. 55. Tel : 095/7221642. Tutti i giorni su prenotazione.
Noto pure come Museo Nino Valenziano Santangelo, nome del maestro scultore catanese, grazie al quale è stato allestito.
Il museo ospita piu di cento sculture in pietra lavica raffiguranti volti femminili, paesaggi, edifici ed altro ancora. | SCHEDA | 8690 | True | link2 |
| Esedra in Piazza dante | Piazza Dante, davanti al sagrato della chiesa del Monastero dei Benedettini. Progettata da Stefano Ittar nel 1769 intesa a valorizzare il quartiere circostante. Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DM 1089/39 del 10/08/55) | SCHEDA | 8691 | True | link2 |
| Cappella Capitano nel Cimitero | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati dm 1089/39 del 01/09/50) | SCHEDA | 8692 | True | link2 |
| Palazzo Serravalle | Via Vittorio Emanuele II n. 37. Costruito nel XVIII sec. Su progetto di Giovanni Battista Vaccarini. Interessante il portale centrale collegato da mensole alla tribuna sovrastante. | SCHEDA | 8693 | True | link2 |
| Palazzo Bonajuto | Via Bonajuto 7.
All'interno del Palazzo si trova una Cappella di origine bizantina detta del Salvatorello.. | SCHEDA | 8694 | True | link2 |
| Edicola votiva di S. Agata | Via Landolina. Edicola seicentesca dedicata a S. Agata posta nel luogo in cui secondo la tradizione, sorgeva la casa natale della Santa. | SCHEDA | 8695 | True | link2 |
| Fontana dei Delfini | Piazza Vincenzo Bellini
Posta di fronte al Teatro Massimo. Venne qui ricostruita nel 1952. Anticamente sorgeva nel cortile della badia di S. Agata in via Vittorio Emanuele, postavi da Giambattista Vaccarini, autore della chiesa e di quel complesso monastico. Nell'Ottocento venne smontata e i pezzi furono conservati nel labirinto del giardino Bellini. Dei quattro delfini, soltanto due sono originali, gli altri due sono copie, rifatte dallo scultore Salvatore Giordano, autore anche del restaro di quelli dell'epoca. | SCHEDA | 8696 | True | link2 |
| Palazzo Mazza | Via Vittorio Emanuele II n. 140. Caratterizzato da un interessante balcone sostenuto da mensole e mascherone. In questo palazzo visse il poeta Domenico Tempio. | SCHEDA | 8697 | True | link2 |
| Monumento a Garibaldi | Via Etnea biforcazione via Caronda.
Il Monumento è stato costruito nel 1912 ed è opera di Ettore Ferrari | SCHEDA | 8698 | True | link2 |
| Museo del Cinema | Le Ciminiere, Piazzale Asia . 095 4011928. Da Mar. a Dom. 9-12.30 - Mar. e Gio. 15-16.30
Il Museo del Cinema di Catania è uno spazio dedicato alla visione cinematografica | SCHEDA | 8699 | True | link2 |
| Museo Emilio Greco | Da pochi anni è stato aperto a Catania il Museo Emilio Greco che l’artista catanese ha inaugurato poco tempo prima di morire. Le sale, ricavate all’interno del Palazzo Gravina Cruyllas, lo stesso della casa di Bellini, ospitano molti esemplari della sua produzione grafica, compresi in un ampio arco di tempo che va dal 1955 al 1992 | SCHEDA | 8701 | True | link2 |
| Villa Letizia | Corso Italia. Villa costruita nei primi anni del XX sec. In stile Liberty. | SCHEDA | 8703 | True | link2 |
| Fontana del Malavoglia | La Fontana dei Malavoglia è un gruppo scultoreo situato in piazza Giovanni Verga, a Catania.
Con grande scetticismo da parte di molti artisti dell'epoca, Carmelo Mendola, uno scultore autodidatta catanese (1895-1976), prese parte al concorso cittadino bandito il 10 novembre 1956 per la costruzione di un grande monumento a Giovanni Verga, da posizionarsi al centro dell'omonima piazza. Il progetto di Mendola convinse la commissione e vinse il concorso. La realizzazione del complesso scultoreo durò ben 19 anni e si concluse il 25 ottobre 1975, con l'inaugurazione della Fontana nello slargo antistante il palazzo del Grand Hotel Excelsior
Il soggetto dell'opera è la drammatica scena del naufragio della "Provvidenza", la nave dei Malavoglia nell'omonimo e fortunato romanzo di Verga del 1881. La tensione tra i corpi addolorati, ma al tempo stesso in piena azione, è fedele a quanto descritto da Verga nel corrispettivo passo del romanzo | SCHEDA | 8704 | True | link2 |
| Fontana del Ratto di Proserpina | Piazza Giovanni XXIII. Costruita nel 1900 dallo scultore Giulio Moschetti.La Fontana raffigura la dea Proserpina che viene rapita da Plutone su di un cocchio trainato da sirene e cavalli. | SCHEDA | 8705 | True | link2 |
| Monumento a Vincenzo Bellini | Piazza Stesicoro. Monumento a Vincenzo Bellini inaugurato nel 1882. | SCHEDA | 8706 | True | link2 |
| Palazzo Manganelli | Piazza Manganelli.
Costruito nel XVIII sec. Si possono ammirare le decorazioni sul portale, al di spora del quale, tra due angeli vi è il blasone dei principi Manganelli. | SCHEDA | 8707 | True | link2 |
| Quattro Canti | I Quattro Canti sono costituiti dall'incrocio della via Etnea con la via di Sangiuliano.
I quattro palazzi, costruiti nello stesso stile architettonico, hanno gli angoli smussati creando così uno spiazzo a forma ottagonale.
I quattro palazzi sono degli edifici di nobili casati catanesi ed appartengono ai marchesi Paternò Castello di Sangiuliano (sud-est), ai duchi Paternò Castello di Carcaci (nord-est), alla famiglia Massa di San Demetrio (nord-ovest) ed il convento di Santa Nicolella (sud-ovest). | SCHEDA | 8708 | True | link2 |
| Palazzo Paternò Castello di Carcaci | Il Palazzo dei duchi Paternò Castello di Carcaci, occupa l'angolo nord-est dei Quattro Canti tra la via Etnea e la via di Sangiuliano | SCHEDA | 8709 | True | link2 |
| Palazzo Paternò Castello di San Giuliano | Il Palazzo dei Marchesi Paternò Castello di San Giuliano, occupa l'angolo sud-est dei Quattro Canti tra la via Etnea e la via di Sangiuliano | SCHEDA | 8710 | True | link2 |
| Palazzo Asmundo | Traversa di Via Crociferi. Superato l'Arco di S. Benedetto, sulla sinistra si allineano le due chiese di S. Benedetto e di S. Francesco Borgia. La piccola via fra le due chiese è delimita ta, in fondo, da Palazzo Asmundo.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDS 5217 del 20/02/03) | SCHEDA | 8711 | True | link2 |
| Arco di San Benedetto | Elemento caratterizzante l'inizio di Via Crociferi. L'arco congiunge la Badia Grande (che si trova a fianco della chiesa di San Benedetto ) e la Badia Piccola (di fronte). L'arco è stato costruito nel 1704. | SCHEDA | 8712 | True | link2 |
| Monumento a G.B Dusmet | In Piazza S. Francesco il Monumento dedicato al cardinale Dusmet fu costruito nel 1935 operaa dell'Architetto R. leone. Sul blocco cilindrico su cui poggia la stuatua è inciso il motto: "Finchè avremo un panettello lo divideremo con i poveri" | SCHEDA | 8713 | True | link2 |
| Fontana delle Conchiglie | Piazza Cutelli.
Costruita negli anni 50 del XX sec. Su disegno di Domenico Cannizzaro. E' costituita da una vasca circolare dove sono collocate 4 valve sulla base di un obelisco posto al centro. | SCHEDA | 8714 | True | link2 |
| Palazzo Polino Sant'Alfano | Via Vittorio Emanuele II.
Vicino Palazzo Valle, Opera di Carlo Sada, edificato attorno ad un edificio settecentesco nel XIX sec. | SCHEDA | 8715 | True | link2 |
| Palazzo Hernandez | Via San Lorenzo, 4
Costruito nel XVIII sec. Opera di Giovanni Battista Vaccarini. | SCHEDA | 8716 | True | link2 |
| Palazzo Sammartino Pardo | Via Garibaldi, con facciata a ovest di Piazza Duomo. Palazzo costruito nel XVIII secolo in stile Barocco. I Primi due piani del palazzo presentano il tipico telaio architettonico dell'architetura settecentesca catanese, mentre il terzo piano ha subito modifiche stilistiche nel 800. | SCHEDA | 8717 | True | link2 |
| Statua di S. Agata | Piazza dei Martiri. (al termini di via Vittorio Emanuele II)
Nel centro della piazza è posta una colonna proveniente dal Teatro romano che sorregge la statua di S. Lucia. La stua fu posta nella piazza nel 1743 a ricordo dello scampato pericolo della peste. | SCHEDA | 8718 | True | link2 |
| Palazzo Dottore | Via Dottore 5. Nel Centro Storico di Catania vicono a Piazza Duomo.
Palazzo costruito nel XVIII sec. Presenta un ampio cortile interno. | SCHEDA | 8719 | True | link2 |
| Palazzo Bonaccorsi di Casalotto | Via Disangiuliano n. 264.
In forte pendenza presenta un interessante portale settecentesco. | SCHEDA | 8720 | True | link2 |
| Palazzo Misterbianco | Via Osservatorio
Costruito nel XVIII sec. Presenta dei balconi atribuiti a Stefano Ittar | SCHEDA | 8723 | True | link2 |
| Garage Musmeci | Via Conte di Torino/Piazza Bovio
Costruito nel 1919 in stile liberty su progetto di Francesco Fichera | SCHEDA | 8728 | True | link2 |
| Ex Cinema Diana | Via Umberto 11/15.
Costruito nel 1925 in stile liberty su progetto di Paolo Lanzerotti. E' caratterizzato da una facciata con una triplice apertura inserita in un arco.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 480 del 31/03/83) | SCHEDA | 8729 | True | link2 |
| Ex Cinema Olympia | Piazza Stesicoro.
Costruito nei primi anni del 900 in stile liberty su progetto di Francesco Fichera.
Attualmente il locale è trasformato in ristorante. | SCHEDA | 8730 | True | link2 |
| Ex Teatro Sangiorgi | Via Antonio di San Giuliano 231
Costruito nel 1900 in stile Liberty per volere dell'industriale Mario Sangiorgi. All'esterno presenta una facciata a tre ordini con arcate, colonnine tortili, bifore, maschere e motivi floreali.
L'interno è decorato da Salvatore De gregorio. | SCHEDA | 8731 | True | link2 |
| Villa Messina-Pantò | Parco Gioeni/Via Battista Grassi.
Costruita nel 1926 in stile Liberty-Decò su progetto di Francesco Fichera. | SCHEDA | 8732 | True | link2 |
| Villino Pancari | Via dei Villini a Mare 34.
Costruito in stile Liberty nel 1911 su progetto di Paolo Lanzerotti | SCHEDA | 8733 | True | link2 |
| Palazzo Marano-Guffrida | Via Umberto 272.
Costruito nel 1908 in stile liberty da Tommaso Malerba | SCHEDA | 8734 | True | link2 |
| Villa Reina-Miranda | Viale XX settembre/Via Grotte Bianche. Costruita in stile Liberty nel 1908 progettata dall'architetto Fichera. Presenta una torre angolare mergente, con una triplice apertura da entrambi i lati sulla strada. | SCHEDA | 8735 | True | link2 |
| Villa Cigno-Del Grado | Via dei Villini a Mare 34. Costrita in Stile Liberty nel 1911 su progetto di Paolo Lanzerotti. | SCHEDA | 8736 | True | link2 |