| NOMINATIVO | DESCRIZIONE | LINK1 | COD | VAL | LINK2 |
| Abbazia di Terrana | A pochi chilometri da Santo Pietro, nel vicino feudo di Terrana, sorgeva un tempo l'importante Abbazia cistercense di Santa Maria di Terrana di cui oggi rimane parte di una chiesetta, edificata nel XIII secolo, con resti d'affreschi quattrocenteschi.
Sulla facciata si mette in chiara evidenza il bel portale principale con i due mascheroni. All'interno, a fianco dell'abside, una porticina, sormontata da un arco ogivale, permette l'accesso al campanile. | SCHEDA | 8702 | True | link2 |
| Abbeveratoio Crescimanno | | SCHEDA | 5796 | False | link2 |
| Abbeveratoio S. Nicolò | | SCHEDA | 5798 | False | link2 |
| Abbeveratoio Scifazzo | | SCHEDA | 5799 | False | link2 |
| Abbeveratorio del Ciunco | | SCHEDA | 6397 | False | link2 |
| Balchino | Insediamenti e necropoli di eta' preistorica, greca, romana
e tardo antica. | SCHEDA | 3589 | False | link2 |
| Basilica di San Giacomo | Una epigrafe latina posta in fondo alla navata destra ricorda la fondazione della Basilica: "Il conte Ruggero, sconfitti i Saraceni in una favorevole battaglia, venne a Caltagirone ed entrato da trionfatore per la porta della città, a ricordo della vittoria eresse a S. Giacomo questo tempio ed allo stesso affidò la protezione della città. Anno 1090". Più volte ricostruita a causa dei terremoti (fu pesantemente danneggiata anche dai bombardamenti del 1943), arricchita alla fine dell’ottocento di un campanile ornato da quattro statue in terracotta raffiguranti gli evangelisti, la Basilica di San Giacomo si presenta con una elegante facciata barocca e una porta contemporanea in bronzo.
Alcune delle opere all'interno:
Dipinti della volta che raffigurao episodi del veccio e del nuvo testamento di Giuseppe e Vincenzo Vaccaro.
La scultura del "Cristo Morto" nel transetto di sinistra è di Giuseppe Vaccaro
Le d'altare sono di Francesco Vaccaro (eccetto la pala dedicata a S. Egidio che di Giuseppe Vaccaro e quella dedicata a S. Giuliano che è di autore ignoto);
Crocifisso in legno nero del primo cinquecento attribuito a Giovannello de' Matinati;
Visono anche sculture dei Gagini: lo stemma marmoreo della città sopra il portale mediano è di Gian Domenico; il portale delle Reliquie nel transetto sinistro è di Antonuzzo, autore anche dell'arcata in pietra intagliata e policroma nella cappella del Sacramento;
nel presbiterio, tele di Filippo Paladino.
, | SCHEDA | 8751 | True | link2 |
| Basilica di San Giuliano | La Cattedrale è dedicata all’apostolo San Giuliano e fu eretta in epoca normanna fuori le mura del primo centro abitato. In origine il sagrato si apriva in una zona pianeggiante, nella quale si svolgevano i mercati e le fiere annuali particolarmente vantaggiosi per l’amministrazione della chiesa che costruiva e affittava le baracche.
A causa dei danni subiti per il forte terremoto del 1542, il consiglio comunale decise nel 1582 di costruire un’altra chiesa nello stesso sito, affidando i lavori all’architetto Francesco Zagarella. La nuova costruzione non piacque al Senato, che nel 1627 chiamò l’architetto Simone Gullì per la realizzazione di un nuovo progetto. Gran parte della chiesa venne demolita e la facciata principale venne ricostruita verso oriente. Durante il sisma del 1693, l’opera fu gravemente danneggiata e la ricostruzione venne affidata ad un altro architetto, Simone Mancuso, detto "u mastru" che con la collaborazione dell’intagliatore Montes riedificò la cupola e il prospetto principale, demolito nel 1838 perché pericolante e riedificato in stile liberty all’inizio del 1900.
Presenta due ordini architettonici : in quello inferiore si aprono tre portali; in quello superiore una grande finestra centrale decorata da colonne e da un arco, il tutto è coronato da un timpano. La pianta è a croce latina, a tre navate.
Il campanile venne inaugurato nel 1956. E’ ornato da maioliche di produzione locale e da una scultura che raffigura la Madonna Assunta.
All’interno della chiesa sono di particolare pregio : un antico crocifisso in legno nero posto a destra dell’abside nell’altre di San Giuliano, uscito indenne dal terremoto del 1693, la sottostante urna contenente il simulacro della Beata Lucia, il Cristo Morto (opera scultorea lignea contenuta in un’urna anch’essa in legno), che viene portato in processione per le strade cittadine il Venerdì Santo di ogni anno insieme alla statua della Madonna Addolorata. Si possono ammirare inoltre nel primo altare la "Raffigurazione di Sant’Eligio", nel secondo "Santa Febronia", nel terzo "San Giacomo" e nel quarto "La disputa nel Tempio", la "Madonna della Mercede", opera scultorea in marmo bianco, un coro ligneo dei canonici, il trono vescovile arricchito da pietre preziose e rare. Al periodo precedente il terremoto del 1693 risalgono quattro sarcofagi nei quali sono sepolti parroci dell’epoca.
La Cappella del Santissimo Sacramento spicca per la ricchezza di pregiati marmi e stucchi in oro zecchino, è ornata da un altare con ciborio monumentale realizzato nel 1888.
Particolarmente interessante è il battistero, chiuso da una cancellata in ferro battuto del 1844, con fonte battesimale in marmo sul quale si innalza una tela che rappresenta "San Silvestro che battezza l’Imperatore Costantino". | SCHEDA | 607 | True | link2 |
| Boschitello | Insediamento greco e romano. | SCHEDA | 3590 | False | link2 |
| Bosco di Santo Pietro | Sito di Interesse Comunitario (SIC) Vedi Riserva Bosco di Santo Pietro | SCHEDA | 637 | True | link2 |
| C.da Acquadolce | Insediamento greco arcaico. Rinvenimenti fortuiti di
coroplastica. | SCHEDA | 3591 | False | link2 |
| C.da Altobrando | Tracce di insediamento castellucciano e della tarda eta'
del bronzo (Ausonio II), centro indigeno greco ,romano e
tardo antico con relative necropoli. | SCHEDA | 3592 | False | link2 |
| C.da Balchino | Insediamenti e necropoli di eta' preistorica, greca, romana
e tardo antica. | SCHEDA | 3593 | False | link2 |
| C.da Favarella - Piano Bellia - C.da Lupinedda | "Insediamento di eta' preistorica, greca arcaica e classica,
romana repubblicana e prima imperiale; fornace
medievale." | SCHEDA | 3594 | False | link2 |
| C.da Il Salto | Insediamenti e necropoli di eta' preistorica, greca, romana
e tardo antica. | SCHEDA | 3595 | False | link2 |
| C.da Masciona | Chiesa medioevale di San Pietro. | SCHEDA | 3597 | False | link2 |
| C.da Masciona - Piano Monumenta | Insediamento medioevale. | SCHEDA | 3598 | False | link2 |
| C.da Montagna | "Necropoli preistorica della tarda eta' del bronzo
(Pantalica nord); insediamenti di eta' greca e romana." | SCHEDA | 3599 | False | link2 |
| C.da Noce | Insediamento e necropoli di eta' greca. | SCHEDA | 3600 | False | link2 |
| C.da Racineci | Insediamento e necropoli tardo antica (bizantina). | SCHEDA | 2989 | False | link2 |
| C.da Regalsemi | Insediamento medievale (casale). | SCHEDA | 3602 | False | link2 |
| C.da Rocca - Poggio Rocca - Rocca Grasso | "Necropoli preistorica e protostorica; insediamento rurale
di eta' tardoantica." | SCHEDA | 3603 | False | link2 |
| C.da San Basilio | Insediamento e casale di eta' bizantina ed araba. | SCHEDA | 3604 | False | link2 |
| C.da Schifaldi - Madonna del Rifugio | Insediamenti antichi. | SCHEDA | 2990 | False | link2 |
| C.da Spadalucente | Insediamento di eta' preistorica, greca e romana. | SCHEDA | 3606 | False | link2 |
| Casa Amico | | SCHEDA | 8763 | False | link2 |
| Casa dei Ventimiglia | Via Roma.
E' la casa di uno dei più grandi artisti della maiolica calatini, Benedetto Ventimiglia, con una scenografica balconata ed un bel portale finemente decorato in ceramica settecentesca, forse su disegno di Natale Bonaiuto, realizzato dallo stesso Benedetto Ventimiglia | SCHEDA | 8778 | True | link2 |
| Casa Natale Luigi Sturzo | Via Edera incrocio Via S. Sofia | SCHEDA | 8813 | False | link2 |
| Chiesa dei Cappuccini | Via dei Cappuccini 134/B
Costruita alla fine del sec. XVI. la Chiesa annessa all’antico convento dell’Ordine francescano dei minori Cappuccini, è dedicata a S. Maria dell’Odigitria. Fu una tra le chiese di Nell’abside, una grande macchinetta lignea con al centro la tela seicentesca del pittore fiorentino Filippo Paladini, raffigurante la Madonna Odigitria secondo l’iconografia occidentale che vede Maria assisa su una cassa portata a spalla da due monaci basiliani.
La tela sovrasta il tabernacolo, in legno di noce intarsiato e scolpito anch’esso degli inizi del Seicento. La Cappella, a sinistra della navata, dedicata a tutti i Santi, custodisce le numerose reliquie portate a Caltagirone dal Servo di Dio padre Innocenzo Marcinò. Dalla sacrestia si accede ad un salone destinato a Pinacoteca contenente moltii dipinti tra cui
Statua lingea di Santa Sofia proveniente dalla hiesa di Santa Sofia;
"La Pietà" di Gaetano Mangano ;
"S. Spiridione" di Salvatore Spina;
"Cristo Appassionato" dei fratelli Vaccaro;
"gesù in Croce" opera del 600 di autore ignoto. | SCHEDA | 8760 | True | link2 |
| Chiesa dei Padri Crociferi | Via San Giovanni Bosco. Di questa chiesa costruita nel 1802 su progetto di Domenico Marabiti, rimane solo il prospetto. | SCHEDA | 8801 | True | link2 |
| Chiesa dei Santi Pietro e Paolo | Frazione di Santo Pietro | SCHEDA | 3627 | False | link2 |
| Chiesa del Carmine | Via Abate Meli.
Chiesa costruita nel XVIII sec ad un'unica navate e a croce latina. La volta è affrescata da Bernardino Bongiovanni
All'interno dipinti dei fratelli Vaccaro. | SCHEDA | 8803 | False | link2 |
| Chiesa del Gesù ed ex collegio dei Gesuiti | E’ la chiesa annessa all’antico Collegio costruite a partire dal 1571 per ospitare i Padri gesuiti, molto attivi nella città di Caltagirone dove istituirono una prestigiosa sede universitaria. I terremoti del 1693 e del 1908 e gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale, hanno sottoposto la Chiesa a diversi interventi di ricostruzione e riparazione che ha però mantenuto la facciata con il monumentale portale circondato da nicchie in cui sono collocate le statue di santi gesuiti mentre in cima alla facciata sono poste le statue della Madonna, di San Giuseppe e dei santi Pietro e Paolo. All’interno, ricco di opere d’arte, spiccano: la grandiosa macchinetta lignea con la tela raffigurante la circoncisione di Gesù; il ricco altare barocco con colonne tortili dedicato a Sant’Ignazio di Loyola apostolo della controriforma, fondatore nel 1534 della Compagnia di Gesù , con lo scopo di contribuire alla missione evangelizzatrice della chiesa attraverso la predicazione, l’insegnamento e il servizio; l’altare con la tela di F. Paladini con una deposizione dalla croce caratterizzata in senso locale con la raffigurazione di San Giacomo; il quadro di Santa Maria Maggiore, dono alla Città di san Francesco Borgia; il pulpito ligneo per la predicazione di cui i padri gesuiti furono maestri; gli inserti ceramici del pavimento, opera di maestranze locali. Quando nel 1767, Ferdinando I di Borbone cacciò i gesuiti dal Regno delle due Sicilie, la Chiesa e parte del Collegio furono affidati alle monache teresiane che vi promossero il culto di Santa Teresa d’Avila. | SCHEDA | 8812 | True | link2 |
| Chiesa del Purgatorio (S. Maria degli Angeli) | La Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche del Purgatorio, fu eretta nella seconda metà del cinquecento di fronte all’attuale. Rimase danneggiata dal terremoto del 1693 e venne riparata a spese del comune.
Nel 1795 iniziò la costruzione della chiesa attuale, essendo il vecchio edificio ormai pericolante. I lavori della nuova chiesa, interrotti, furono ripresi nel 1829.
La chiesa presenta una pianta ad unica navata decorata da altari marmorei con tele ad olio della seconda metà dell’ottocento. Nel 1850 la zona presbiteriale fu separata dal resto della chiesa da una balaustra in marmo e nel 1860 fu inserita la grande macchinetta marmorea dell’altare maggiore, che comprende anche la tela del Sacrificio Eucaristico.
La facciata presenta un bel portale ed una finestra in pietra locale | SCHEDA | 8772 | True | link2 |
| Chiesa del Rosario o di Santa Rosalia | E’ l’antica chiesa dei padri dell’Ordine domenicano fondato da San Domenico di Guznam (1170-1221), che giunsero a Caltagirone agli inizi del Cinquecento.
La chiesa crollata a seguito del terremoto del 1693 fu ricostruita nel 1801.
L’interno è ad un’unica navata con la volta a botte affrescata dal pittore Isidoro Boscari, vissuto a Caltagirone, raffigurante la gloria di San Domenico: il Santo è in ginocchio innanzi alla SS. Trinità e alla Vergine Maria attorniati da angeli. Tra gli altari laterali, per lo più dedicato a Santi domenicani, spicca quello della Madonna del Rosario con una statua marmorea della Vergine, opera del 1542 di Antonino Gagini, appartenuta alla Confraternita del Rosario della Chiesa di San Giorgio. | SCHEDA | 8769 | True | link2 |
| Chiesa del SS Salvatore | La Chiesa del SS. Salvatore, ricostruita dopo il terremoto del 1693, è legata alla presenza delle benedettine a Caltagirone. Un primo monastero fu eretto presso la chiesa della Madonna della Stella; da qui, nel 1457, le monache si trasferirono nel monastero del SS. Salvatore; nel 1542 fu fondato l’altro monastero dedicato a San Gregorio. La chiesa, vero gioiello di architettura, è a pianta centrale ed è ornata da pregevoli stucchi, dipinti e statue, in particolare dalla splendida Madonna del Monserrato scultura marmorea di Antonello Gagini (1532). I tre altari mamrorei sono degli scultori Giovanni , Ignazio e Carlo Marino. L'antico pavimento in ceramica sono opera del maiolicatore Ignazio Campoccia.
Nella Chiesa nel 1963 furono traslate le spoglie mortali di Don Luigi Sturzo, che in questa chiesa celebrò la sua prima messa nel 1894. Il Mausole di Don Luigo Sturzo è opera dell'architetto Ugo Tarchi. | SCHEDA | 8759 | True | link2 |
| Chiesa del SS. Crocifisso del Soccorso | Sull'antica strada per Gela, sorgeva prima del terremoto del 1693 una chiesa dedicata alla Madonna del Soccorso. Sotto le sue macerie venne trovato un crocifisso dipinti su pietra. Sul luogo del ritrovamento fu costruita nel XVIII sec. Una chiesa progettata dal Bonajuto in cui si venera la scara immagine.
All’interno, l’impianto è a navata unica e si conclude nell’abside dell’altare maggiore, interamente realizzato in marmo. Al centro della composizione è collocata l’importante tela ad olio che raffigura San Filippo Neri. | SCHEDA | 8727 | False | link2 |
| Chiesa della Madonna del Soccorso | Ad ovest della città, sull'antica strada per Gela, sorgeva, prima del terremoto del 1693, una chiesetta dedicata alla Madonna del Soccorso, sotto le sue macerie venne ritrovato un crocifisso dipinto su pietra.
Sul luogo del ritrovamento, alla fine del Settecento, fu costruita una chiesa progettata dal Bonajuto, in cui si venera la sacra immagine.
In seguito il Santuario del SS. Crocifisso s'arricchì di nuove strutture, anche per poter accogliere i numerosi devoti che vi si recano, lungo la strada che porta al Santuario si notano i misteri del Santo Rosario e le stazioni della Via Crucis su pannelli in maiolica. | SCHEDA | 8787 | True | link2 |
| Chiesa della Madonna della Neve | Via S. Pietro. Piccola chiesetta. Contiene la tela "Fuga in Egitto" di Francesco Vaccaro. | SCHEDA | 8757 | True | link2 |
| Chiesa della Madonna della Via | Viale Europa | SCHEDA | 3616 | False | link2 |
| Chiesa della Sacra Famiglia | Costruita nel 1967 su progetto di di Giuseppe Zander. Sul portale è visibile un bassorilievo raffigurante la "Sacra Famiglia" opera dello scultore Piergiorgio Rebesco. L'interno della chiesa contiene un mosaico raffigurante la Madonna. | SCHEDA | 8755 | True | link2 |
| Chiesa di S. Agata | Sullo stesso piazzale dell'ex carcere borbonico (Museo Civico)
La Chiesa di Sant’Agata, eretta nel 1576 per ordine del Vescovo di Siracusa, venne destinata ad oratorio della confraternita omonima dei ceramisti. Nel 1776 fu in parte ristrutturata e il prospetto fu allineato col nuovo Carcere Borbonico. Nel 1833 venne arricchita di stucchi e di un nuovo altare maggiore in marmo.
La pianta è ad un'unica navata con all’interno una decorazione in stucchi che scandisce le pareti e incornicia i diversi altari in marmo
L'attuale facciata, sormontata dalle tre arcate decorate in maiolica della cella campanaria, è dovuta al rifacimento settecentesco del Bonajuto.
Alcune delle opere contenute all'interno:
Pila marmorea per l'acqua benedetta di Giandomenico Gagini;
Tela della "Madonna della Lettera" | SCHEDA | 8750 | True | link2 |
| Chiesa di S. Andrea | Nel XVI sec. Sede della confraternita dei medici, chiusa al culto. Il portale è di Giandomenico Gagini Junor | SCHEDA | 8747 | False | link2 |
| Chiesa di S. Anna | Viale Principe Umberto.
Costruita nel 1961. Presenta uno scenografico portico ad arcate che si sviluppa su tre lati. La chiesa è stata costruita accanto a una piccola chiesetta realizzata nel 1909 in stile neogotica su progetto di Saverio Fragapane | SCHEDA | 8754 | True | link2 |
| Chiesa di S. Domenico | Largo San Domenico.
Attualmente adibita ad auditorium musicale, è stata eretta nell'Ottocento ed è caratterizzata da due campanili gemelli che affiancano il timpano di coronamento | SCHEDA | 609 | True | link2 |
| Chiesa di S. Francesco d'Assisi | Via Roma.
Edificata nel 1236 da uno dei più devoti seguaci di San Francesco, il Beato Riccardo, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 in seguito al quale fu interamente ricostruita in stile barocco. Tuttavia si possono ravvisare qua e là elementi della struttura originaria in stile gotico. La facciata oggi si presenta a due ordini su cui campeggiano sculture riproducente gli elementi della simbologia mariana; al centro la statua dell'Immacolata. Successivamente furono costruiti il campanile e la cupola, rimasta incompiuta. Resti architettonici del XIII secolo sono visibili nella sagrestia, a sinistra dell'abside. Internamente sono custodite numerose tele dei fratelli Vaccaro, una statua lignea di Sant'Antonio del 1677, rivestita in argento, ed un grande pannello in maiolica di Antonio Ragona, raffigurante il presepio con san Francesco. | SCHEDA | 613 | True | link2 |
| Chiesa di S. Giuseppe | Ubicata ai piedi della Scala di Santa Maria del Monte è stata costruita nel XVIII sec. Su progetto di Rosario Gagliardi. Ha la forma di un decagono a circonferenza concentrica con l'alternanza, di cinque lati retti con cinque lati curvi, dove si aprono le cappelle laterali e il presbiterio. Il prospetto presenta due piccoli campanili che lo sorreggono. La loggetta che coronava il prospetto fu abbattuta all'inzio del 9000 perché pericolante.
Opere contenute all'interno:
Statua di S. Giuseppe (1924) di Giuseppe Nicastro,
tele di Giuseppe e Francesco Vaccaro: san Raffaele e Tobia, S. Benedetto, La Madonna di Loreto;
tela della Madonna della Provvidenza (17724) di autore ignoto;
statua lignea di S. Barbara, titolare della preesistente chiesetta del XVI sec. | SCHEDA | 608 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria dei Miracoli | La Chiesa dei Miracoli era inizialmente dedicata a Santa Maria di Valverde. La chiesa venne ricostruita secondo le fattezze in cui oggi ci è pervenuta, a spese del Comune che commissionò anche la tela ad olio della Madonna. L’interno, a navata unica, è arricchito da stucchi e da altari marmorei. L’altare maggiore è in legno dorato. | SCHEDA | 8737 | False | link2 |
| Chiesa di S. Maria del Monte | Si trova in cima alla famosa scalinata di Caltagirone ed era un tempo dedicata a Santa Maria Assunta. Più volte danneggiata e riedificata, la chiesa di Santa Maria del Monte, era la Matrice prima delle erezione della chiesa di San Giuliano.
La chiesa, forse di origini normanne ma ricostruita nel 703 su disegno di Francesco Battaglia e accompagnata da un elegante campanile di Natale Bonaiuto, custodisce sopra l'altare maggiore la tavola della Madonna di Conadomini (sec. XIII). La tavola è dipinta da ambo le facce e rappresenta da un lato la Vergine seduta col bambino in braccio chiusa nel suo manto azzurro trapuntato di stelle d'oro. Dall'altro Cristo legato alla colonna.. In fondo alla navata destra, Madonna col Bambino attribuita a Domenico Gagini (1492); nella navata sinistra, Cristo alla colonna, statua lignea costruita nel 1592 da Paolo Nigro. | SCHEDA | 606 | True | link2 |
| Chiesa di S. Maria della Stella | La Chiesa di Santa Maria La Stella venne distrutta dal terremoto del 1693 e fu ricostruita nel 1800. Il semplice prospetto settecentesco della chiesa domina sul modesto slargo denominato "Corridoio Stella". L’interno presenta ancora l’antico pavimento in ceramica decorata realizzato dai ceramisti locali Di Bartolo. | SCHEDA | 8725 | False | link2 |
| Chiesa di S. Orsola | Accanto alla Scuola di Sant'Orsola. Costruita nel XVIII sec. Chiusa al culto | SCHEDA | 8724 | True | link2 |
| Chiesa di S. Stefano | La Chiesa di Santo Stefano, cui era annesso anche il monastero, venne distrutta dal terremoto del 1693. Fu ricostruita a spese del comune nel 1761 su progetto dell'architetto Francesco Battaglia per essere riaperta al culto nel 1792. Il primo campanile, incompleto della cuspide, è di Antonino di Martino.
Dopo la soppressione del monastero avvenuta nel 1866, la chiesa passò sotto la giurisdizione del comune. L’interno presenta un interessante impianto centrico a croce greca. | SCHEDA | 612 | True | link2 |
| Chiesa di Sacro Cuore | Costruita nel 1801 su progetto dell'architetto Domenico Marabito. L'interno è a tre navate. | SCHEDA | 8795 | True | link2 |
| Chiesa di San Bonaventura e ex Convento dei PP Riformati Francescani | Annessa al Convento dei frati Minori Osservanti Riformati Francescani, la Chiesa di S. Bonaventura, fu edificata nel 1624.
Ricostruita dopo il terremoto del 1693, sul semplice prospetto principale sono posti due pannelli in ceramica di Giuseppe Di Bartolo, raffiguranti S. Francesco d’Assisi e la Madonna della Salute.
L'interno è ricco di opere d'arte e affreschi alcuni di Pietro Paolo Vasta.
Nel presbiterio spiccano: gli affreschi; il paliotto; la custodia del SS. Sacramento, opera lignea scolpita e intarsiata del XVIII secolo sopra la quale un tempo era posta la pala d’altare raffigurante S. Bonaventura, sostituita dopo il suo furto da una tela con il Cristo risorto.
Una tela raffigurante Maria, Gesù, S. Giovanni e Santa Elisabetta è attribuita a F. Narbone.
Interessanti sono anche uno scrigno a sei sportelli attribuito a Fr. Luigi da Mazzarino e un coro in legno intarsiato.
Nelle cappelle laterali sono da segnalare la piccola statua marmorea della Madona col Bambino dal titolo "Madonna della Salute" di Antonello Gagini (1516), e il Crocifisso di Fra’ Umile da Petralia.
Il Convento annesso dei frati Minori Osservanti Riformati Francescani fu trasformato dopo l’unità d’Italia e la confisca dei beni ecclesiastici in carcere.
Lo stesso Convento risulta essere inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDS 5540 del 15/03/05) | SCHEDA | 8765 | True | link2 |
| Chiesa di San Francesco di Paola | Piazza Marconi.
La Chiesa di S. Francesco di Paola viene edificata nel 1593 come completamento dell’opera di rifacimento della chiesetta di Sant’Antonio abate e del convento annesso abitato per alcuni anni dai Padri Domenicani. Il terremoto del 1693 non causò gravissimi danni alla struttura, rimasero in piedi il prospetto gaginesco insieme a quello laterale sinistro dove si può ancora ammirare sopra un portale, ora cornice di un pannello di maiolica raffigurante la traversata miracolosa dello stretto di Messina da parte del Santo di Paola, una nicchia con una figura in pietra del santo che reca la data del 1625. La Chiesa, eretta parrocchia solo nel 1926, ha subito diverse modifiche, anche strutturali, che ne hanno ormai compromesso l’armonia originale, ed ha accolto al suo interno quadri e arredi sacri provenienti da altre chiese nel frattempo chiuse al culto o addirittura demolite.
Alcune delle opera contenute all'interno:
Tele raffiguranti "San Vincenzo de Paoli" e "l"Addolorata" di Francesco Vaccaro,
Tela raffigurante S. Antonio Abate del 1773 di Antonio Balistreri;
pannello in ceramica raffigurante S. Francesco di Paola di Mario Vaccaro; | SCHEDA | 2991 | True | link2 |
| Chiesa di San Giorgio | La Basilica di San Giorgio fu fondata intorno al 1030 dai genovesi che nel XII secolo contribuirono alla liberazione di Caltagirone dai saraceni. Essa fu costruita fuori dal centro abitato, lungo le antiche mura della città come "chiesa fortezza" come si evidenzia dal suo campanile merlato che era torre di difesa. La chiesa, che subì gravi danni dal terremoto del 1542, fu quasi completamente distrutta da quello del 1693. Il campanile venne riedificato secondo l’antico disegno, mentre la chiesa venne ricostruita e poi completata nel 1762 quando si arricchì di stucchi e degli affreschi. Il prospetto è di Giuseppe Vaccaro .
L’opera più preziosa custodita nella chiesa (ma anche tra le più importanti della diocesi), è La Trinità, attribuita al pittore fiammingo Rogier Van der Weyden (1399-1464). Si tratta di un olio su tavola donato nel 1783 alla chiesa di S. Giorgio dalla baronessa di Favarotta Donna Agata Interlandi ed oggi posta nella cappella a sinistra dell’altare in una edicola marmorea realizzata nel 1907. | SCHEDA | 8764 | True | link2 |
| Chiesa di San Giovanni Bosco | | SCHEDA | 3613 | False | link2 |
| Chiesa di San Nicola (Museo Etnologico Siciliano) | Nell'antico quartiere della Matrice il punto più panoramico è il piazzale che si apre a partire dalla via Sant'Agostino, nei pressi della quale si trova la chiesa di San Nicola, esistente già nell'XI secolo, che ha subito nel tempo numerose modifiche e parziali ricostruzioni. Il bel campanile è del Maruviglia. La chiesa ospita il Museo Etnologico Siciliano, una raccolta d'oggetti della civiltà rurale che prevalentemente risalgono al periodo fra Ottocento e Novecento | SCHEDA | 8767 | True | link2 |
| Chiesa di San Pietro | La Chiesa, costruita su progetto dell'architetto Gaetano Aurichella (XIX sec.) ha il prospetto decorato in maiolica policroma dal Maestro Giacomo Arcidiacono,
La porta d’ingresso, opera bronzea di G. Angelico, è ornata da pannelli che riproducono episodi della vita di San Pietro.
Opere contenute all'interno:
affreschi della volta opera del calatino Giuseppe Vaccaro;
L’Ecce Homo, statua in terracotta policroma opera settecentesca dell’artista Angelo Mirasole, detta anche "Statua del Gesù Appassionato";
La Cappella delle Anime Purganti con la tela, forse di Francesco Vaccaro, anticamente utilizzata per velare l’Ecce Homo, in cui si mostra Gesù posto al giudizio di Pilato e, nella parte inferiore del quadro, le anime che implorano pietà;
La cappella di San Vito, con la statua del Santo. | SCHEDA | 8777 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Chiara e Santa Rita | Annessa al Monastero di santa Chiara (al cui posto eì adesso l'edifixio delle Ex Officine Elettriche).
Situata nel centro storico di Caltagirone, la Chiesa di Santa Chiara, secondo la tradizione, fu fatta edificare dalla stessa Santa di Assisi per favorire la presenza in Sicilia dell’appena fondato Ordine moniale delle Clarisse; più verosimilmente, la fondazione del monastero risale alla prima metà del XVI secolo.
Nonostante i terremoti del 1693 e 1698, la chiesa fu rapidamente ricostruita. Oggi si presenta con un movimentato prospetto, ricco di elementi scultorei. Da notare nella chiave dell’arco che sormonta il portale, la scultura di una mano che sorregge un ostensorio: è la mano di Santa Chiara che, miracolosamente, respinse i saraceni che volevano saccheggiare il monastero di San Damiano in Assisi mostrando l’Eucaristia. A pianta lievemente ellittica, l’edificio ha un ricco pavimento maiolicato, realizzato negli anni cinquanta, riprendendo l’antico disegno di Francesco Branciforti, maestro ceramista calatino; in maiolica policroma è pure la balaustra della zona absidale. L’uso monastico della chiesa è testimoniato dalle tribunette provviste di gelosie, le grate oltre le quali le monache attendevano alle celebrazioni liturgiche, e dallo splendido altare settecentesco in legno intagliato, specchi e vetri dipinti, voluto dall’abbadessa suor Fortunata Maria Martorana. Di un certo interesse è anche un Crocifisso ligneo di Giuseppe Vaccaro.
Inserita tra i beni architettonici vincolati (DM 364/09 del 29/12/2010 (??) Ndr: cè un errore nella data indicata nell'elenco regionale dei beni vincolati) | SCHEDA | 611 | True | link2 |
| Chiesa di Santa Lucia | Via S. Pietro. | SCHEDA | 8802 | False | link2 |
| Chiesa di Santa Maria di Gesù | Annessa al convento dei Frati Minori Osservanti, la chiesa di Santa Maria di Gesù venne edificata agli inizi del XVI secolo, come attesta la data riportata sullo splendido portale ogivale che si trova alla sinistra dell’attuale ingresso, e fu parzialmente danneggiata dal terremoto del 1693. La ricostruzione permise la realizzazione di un nuovo prospetto e soprattutto di un nuovo ed elegante campanile la cui sommità, a cuspide piramidale, è rivestita di mattonelle in maiolica policroma.
All’interno dominano gli affreschi delle pareti realizzati da Bernardino Bongiovanni nel Settecento che raffigurano alcuni santi francescani, il soffitto ligneo a cassettoni e diversi altari laterali tra cui quello in cui è posta la Madonna della Catena opera di Antonello Gagini. Si tratta senz’altro di un’opera di straordinaria bellezza in marmo d’alabastro: raffigura la Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino che tiene in mano una colombina; secondo alcuni cronisti, Caravaggio in occasione di un suo passaggio a Caltagirone, di fronte alla bellezza di questa scultura esclamò: "Chi la vuol più bella vada in Paradiso!".
Le sei cappelle della chiesa, con altari in marmo policromo, contengono le seguenti tele:
"S. Diego" di Fra Giovanni Domenico del 1731;
"Natività" di Antonio Balistreri del 1730;
"S. Michele" di Antonio Balistreri
"S. Antonio da Padova" di Giovanni Portalone;
"S. Giacomo" di Giovan Battista Baldanza | SCHEDA | 8762 | True | link2 |
| Chiesetta Medioevale in contrada Chianazza | Contrada Chianazza
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 85 del 03/02/87) | SCHEDA | 8827 | False | link2 |
| Cimitero Monumentale | Sulla via Nicastro, ad appena tre chilometri dal centro abitato, si trova il Cimitero Monumentale, preceduto da un viale alberato.
Detto Cimitero del Paradiso, dal nome della contrada in cui sorse, fu progettato dal celebre architetto Gian Battista Nicastro nel 1866, con pianta a croce bizantina iscritta dentro un muro perimetrale che in parte lascia intravedere l'interno attraverso alcune aperture.
Il progetto non fu mai portato a compimento dal Nicastro che morì nel 1903. Notevoli i loggiati, con arcate ogivali sostenute da snelle colonne, che donano al luogo luminosità e ariosità.
Da ammirare alcune cappelle gentilizie degli inizi del Novecento sia per lo stile architettonico sia per le pregevoli decorazioni in ceramica, alcune delle quali in cattivo stato di conservazione. Dal 1931 è stato dichiarato monumento nazionale. | SCHEDA | 8775 | True | link2 |
| Complesso Case Cotomino | Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDG 7652 del 20/03/06) | SCHEDA | 8829 | False | link2 |
| Complesso Monumentale Frati Minori Conventuali (Sede Vescovile) | Il complesso monastico dei Frati Minori Conventuali, edificato nel XIII secolo, dal 1911 fu sede del Seminario Vescovile grazie alla cessione “ad perpetuam” effettuata dall’allora pro-sindaco di Caltagirone don Luigi Sturzo. Vi si accede attraverso uno splendido chiostro che, negli edifici monastici, trae la sua origine dalla necessità di realizzare uno spazio libero attorno al quale disporre le varie parti del monastero, secondo le esigenze della vita che i religiosi conducevano in comune; una specie di cortile, provvisto di portici per riparare dalle intemperie e di un pozzo, o di una fontana, per le necessarie abluzioni. Quasi completamente ricostruito dopo il rovinoso terremoto del 1693 e duramente colpito dai bombardamenti del 1943, conserva ancora tracce del suo antico passato: i muri perimetrali, che resistettero al terremoto come indica l’anno 1634 scolpito su una finestrella sotto il portico, un lavabo in marmo degli inizi del Seicento, l’arco gotico del Trecento sormontato da una finestra scolpita, sono ancora chiaramente visibili. La Cappellina adiacente l’ingresso, detta del SS. Sacramento ritrovato, fu edificata nella prima metà dell’Ottocento in ricordo del ritrovamento, il 23 dicembre 1807, dietro il portone del Convento, della Pisside contenente il Corpo di Gesù Sacramentato trafugato dalla chiesa di Santa Maria della Stella tre giorni prima: all’interno è possibile ammirare una splendida statua lignea raffigurante Maria SS. Immacolata del XVII secolo. Oggi, l’ex-convento ospita gli appartamenti vescovili, la Biblioteca Pio XI, gli uffici diocesani e l’antica Cappella del Seminario Vescovile, luogo privilegiato per la formazione dei seminaristi, realizzata agli inizi del Novecento in stile neogotico. L’abside è splendidamente affrescata con Cristo e gli Angeli, mentre marmi policromi, vetrate istoriate raffiguranti l’Immacolata e Santi patroni modelli per i seminaristi, affreschi di angeli a mezzobusto con cartigli su cui sono scritte le virtù necessarie per divenire buoni sacerdoti ornano l’elegante navata. A fianco del complesso monastico la Chiesa di San Francesco d’Assisi, meglio conosciuta come Chiesa dell’Immacolata per il culto corale che da secoli i Calatini rendono alla Vergine Maria, con la sua splendida facciata barocca del XVIII secolo. | SCHEDA | 3610 | True | link2 |
| Corte Capitanale | L'edificio per le Corti di Giustizia, detta Corte Capitaniale, è opera iniziata nel 1601 da Antonuzzo Gagini continuata dal figlio Giandomenico Junior. Altre decorazioni furono eseguite dal figlio di Giandomenico, Francesco, alcuni anni più tardi.
Nella seconda metà dell'800, la Corte Capitaniale, venne troncata di una parte al fine di ampliare la via Vittorio Emanuele, ed allungata dalla parte opposta dove, per tale scopo, fu abbattuto il campanile della chiesa del Crocifisso. Tale operazione fu eseguita da Giambattista Nicastro, che modificò anche la forma degli interni. La struttura è attualmnte di proprietà del Comune ed è utilizzata per mostre ed iniziative culturali | SCHEDA | 614 | True | link2 |
| Edicola in Via Ronco de Francisci | Costruita nel XVIII sec. A forma di finestra barocca decorata con i colori tipici della ceramica calatina, il giallo, il manganese, il blu cobalto. | SCHEDA | 8816 | True | link2 |
| Ex Carcere Borbonico (Musei Civici e Pinacoteca) | Oltrepassato il ponte DI San Francesco, ci si trova in pieno centro storico; subito, sulla sinistra, si staglia la massiccia mole dell'ex Carcere Borbonico, costruito nel 1782 dall'architetto Natale Bonajuto per volere del re Ferdinando, Nel 1899 fu destinato a Monte di Pietà, oggi sede del Museo Civico Luigi Sturzo. L'edificio ha un elegante androne e custodisce una preziosa porta bronzea del XVI secolo. Il Museo comprende una sezione archeologica, una pinacoteca ed una raccolta storica d'oggetti ed opere di vario genere appartenenti ad epoche diverse. Vi si possono ammirare, fra gli altri beni, lo storico fercolo di San Giacomo, pergamene medievali e moderne, una pisside in argento del 1588 ed una pregevole balestra medievale riccamente intagliata | SCHEDA | 3614 | True | link2 |
| Ex Educandato San Luigi | Via Santa Maria di Gesù, 90.
Costruito nel 1861 su progetto di Giuseppe Bartolo. Conserva una scultura di Salvatore Grita. La struttura è oggi sede della Biblioteca comunale e dell'Archivio di Stato | SCHEDA | 8768 | True | link2 |
| Ex Istituto Salesiano di Sant'Agostino | Via S. Agostino, si raggiunge salendo la piccola scalinata che si trova davanti la chiesa di S. Maria del Monte.
L'Istituto di S. Agostino è opera dell'arcitetto Vincenzo di Gregorio. | SCHEDA | 8788 | True | link2 |
| Ex Monte delle Prestanze | Piazza Umberto I.
Monte delle Prestanze (Monte di Pietà), progettato nella seconda metà del Settecento dal Bonajuto ed oggi sede del Banco di Sicilia, caratterizzato al piano inferiore da esili colonne corinzie su alti plinti che marcano il susseguirsi delle eleganti aperture | SCHEDA | 618 | True | link2 |
| Ex Officine Elettriche | Via San Giovanni Bosco
Sull'area dove sorgeva il monastero di Santa Chiara, la cui chiesa di trova attaccata, fu costruito nel 1907 ed ultimato nel 1908 l'edificio delle Officine Elettriche.
Il progetto è di Ernesto Basile su incarico dell'allora Sindaco Don Luigi Sturzo. E' di proprietà comunale e sede della Palestra | SCHEDA | 610 | True | link2 |
| Ex Ospedale delle Donne | Viale Regina Elena,10
Ex Ospedale delle Donne ospita attualmente il Museo d'Arte Contempporanea. Presenta un prospetto rinascimentale, disegnato dal Nicastro, decorato da medaglioni di terracotta in rilievo realizzati intorno alla metà dell'Ottocento dallo scultore Giuseppe Failla. | SCHEDA | 8806 | True | link2 |
| Fattoria Garra | Contrada San Marco
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 2415 del 30/05/89) | SCHEDA | 8828 | False | link2 |
| Fontana Camillo Camilliani | Posta all'interno della Villa comunale Vittorio Emanuele. E' ubiicata nella parte inferiore della villa è una delle vasche della Fontana della Flora dello scultore ed architetto fiorentino Camillo Camilliani del XVI secolo. | SCHEDA | 3611 | True | link2 |
| Fontanoni dell'Acquanova | Nel 1608 si inaugurò il primo acquedotto cittadino detto dell'Acquanuova, incominciato fin dal 1522. Fu un lavoro assai costoso ed ardito, che richiese, per potersi avere l'abbondante acqua dei Simini nella parte bona dell'abitato, una galleria di più chilometri scavata…sotto la direzione degli ingegneri idraulici messinesi, Giuseppe Lombardo e Domenico Bisazza. L'anzidetta acqua doveva pure alimentare quella grandiosa fontana commessa all'architetto e scultore fiorentino Camillo Camilliani, che per varie vicende rimase incompleta ed ora nei suoi elementi superstiti è collocata nella parte bassa del Giardino pubblico. Al posto della fontana furono costruiti lavatoi e beveratoi e due eleganti piloni con cannelle, decorati di sculture da Giandomenico Gagini".
Uno dei Fontanoni danneggiato nell'ultima guerra fu sottoposto ad un primo restauro. | SCHEDA | 6501 | True | link2 |
| Galleria Luigi Sturzo (ex palazzo Senatorio) | Il primitivo edificio era la sede del Senato Calatino la cui costruzione fu iniziata nel 1483 e completata nell'anno seguente. Non si conosce l'autore, ma al suo abbellimento, nella seconda metà del '500, contribuirono con un nuovo portale Giandomenico Gagini (1569) e con sculture ornamentali inserite nel prospetto il figlio Antonuzzo (1583).
A seguito delle successive trasformazioni e degli avvenimenti naturali catastrofici, rimangono solo pochi ma significativi frammenti, conservati al Museo Civico al Carcere borbonico.
Nel 1584 gli argentieri palermitani Agostino e Giuseppe Sarzana fornirono la porta bronzea dell'Arca dei "Privilegi" della Città oggi esposta anch'essa al Museo Civico al Carcere borbonico.
Nel 1589 il napoletano Scipione Di Guido vi intagliava un sontuoso tetto a cassettoni.
Il terremoto del 1693 danneggiò notevolmente l'edificio che andò lentamente in rovina finchè nel 1823 fu trasformato dall'architetto caltagironese Salvatore Marino, in Teatro.
L'opera del Marino è attualmente individuabile nella facciata, ad esclusione delle modifiche della scalinata d'ingresso e dell'apertura di due porte laterali fiancheggianti la prima, eseguite nel 1950.
Rimasto incompleto il progetto del Marino, si pensò di affidarne il completamento all'architetto Di Stefano di Catania, ma anche il progetto di quest'ultimo non fu realizzato.
Nel 1863 l'architetto Giuseppe Di Bartolo di Palermo sistemò architettonicamente i prospetti laterali del Teatro, così come oggi sono visibili. Nel primo ventennio del '900 l'architetto Salvatore Fragapane realizzò il bel prospetto posteriore. Negli anni '50 l'edificio venne completamente modificato all'interno dando luogo alla cosiddetta Galleria Luigi Sturzo.
L'edificio è di proprietà del Comune, nel passato è stato utilizzato anche come Teatro Comunale, attualmente le destinazioni d'uso comprendono: una Galleria con spazi espositivi, un Ufficio turistico comunale, un bar.
Nella parete che si alza sul porticato è sato collocato un pannello di 82 mq di ceramica, opera di Pino Romano. Al centro lo stemma, sempre in mosaico di Caltagirone e, attorno, gli emblemi delle nove province siciliane. | SCHEDA | 8797 | True | link2 |
| Macello Pubblico | Il pubblico macello fu eretto dopo il 1866 fuori porta S. Giorgio sul sito della cosiddetta Fontana dei Greci.
Si tratta di un edificio ad ampia corte con peristilio su colonne monolitiche ancora di eleganza neoclassica così come era nella tradizione segnata dal Bonaiuto.
Autore del progetto fu il famoso architetto Caltagironese Gianbattista Nicastro.
Ridotto a rudere, è di proprietà comunale. | SCHEDA | 8756 | True | link2 |
| Masseria Cutuminello | Insediamento e necropoli tardo antica (bizantina) con
sepolcri a fossa scavati nella roccia dal IV sec. in poi. | SCHEDA | 2992 | False | link2 |
| Mercato del Tempio | Fortificazione e resti di una chiesa medioevale. | SCHEDA | 3617 | False | link2 |
| Monte San Giorgio | Necropoli greca di eta' arcaica (VI sec. a. C.). | SCHEDA | 3620 | False | link2 |
| Monte San Nicola | Insediamento di eta' preistorica con frammenti fittili della
prima eta' del bronzo. | SCHEDA | 3621 | False | link2 |
| Monumento a Gualtiero | Via Roma, vicino la chiesa di S. francesco d'Assisi. Opera moderna di Giacomo Baragli. | SCHEDA | 3607 | True | link2 |
| Monumento a Luigi Sturzo | Piazza Marconi. Il monumento è opera dello scultore Alessandro Romano | SCHEDA | 6375 | True | link2 |
| Monumento ai caduti | Di fronte al Museo della ceramica. Costruito nel 1930 opera in bronzo di Antonino Ugo da Re Vittorio Emanuele II, in visita ufficiale della città. | SCHEDA | 8774 | True | link2 |
| Mulino Bizzinisi | | SCHEDA | 6450 | False | link2 |
| Mulino Buongiovanni | | SCHEDA | 6500 | False | link2 |
| Mulino Terrana | | SCHEDA | 6399 | False | link2 |
| Municipio (Palazzo Interlandi Bellaprima) | In Piazza Municipio si può osservare il Palazzo dei principi Interlandi Bellaprima o Palazzo dell'Aquila, oggi sede del Municipio. Il prospetto nel 1872 fu ridisegnato in linee neoclassiche ed arricchito da uno splendido scalone dell'architetto Giambattista Nicastro. Girando attorno al palazzo se ne può ammirare il retro in stile liberty | SCHEDA | 8794 | True | link2 |
| Museo d'Arte Moderna e Contemporanea | Viale Regina Elena,10 Tel 0933418010
Orario apertura:
da lunedì a sabato: 9.30 - 13,30
domenica 9.30 - 12.30
martedì, venerdì, sabato e domenica 16.00 - 19.00
mercoledì: chiuso
ingresso: gratuito
E' ospitata presso l'ex Ospedale delle Donne in via Luigi Sturzo.
Istituita nel 1996, che ospita una collezione permanente di opere dello scultore Ballarò ed un'esposizione antologica di opere d'artisti contemporanei, acquisite dalle Rassegne Nazionali della Ceramica a partire dagli anni ottanta, con una particolare attenzione alla produzione ceramica, con l'intento di creare un legame di continuità con questa secolare tradizione. La Galleria possiede una ricca biblioteca specialistica ed un archivio documentario e fotografico. | SCHEDA | 8784 | True | link2 |
| Museo della Ceramica | Via Roma Tel. 093358418
Il Museo della ceramica di Caltagirone raccoglie reperti di ceramiche realizzati in Sicilia a partire dalla preistoria.
Il Museo espone una vasta raccolta di ceramiche, circa 2.500 reperti, che forniscono al visitatore un'ampia visione della storia dell'arte ceramica dal IV millennio a.C. all'età contemporanea[1]. È secondo solo al Museo di Faenza per quanto riguarda la documentazione dell'arte ceramica.
Il Museo s'articola in sette sezioni:
Sala didattica: offre una panoramica della produzione ceramica dalla preistoria ai nostri giorni. Di rilievo un cratere del V secolo a.C., decorato a figure rosse, che raffigura la bottega di un vasaio al lavoro sotto protezione della dea Atena che fu ritrovato all'interno di una fornace attiva a Caltagirone in età greca.
Ceramica preistorica, protostorica, greca, siceliota e bizantina. La sala espone molti manufatti dell'eneolitico provenienti da Sant'Ippolito, quali il vaso mistiforme e la fiaschetta, dalle contrade Angelo, Moschitta, Balchino e da località al di là del Salso. Inoltre è visibile la grande tomba del V secolo a. C. rinvenuta in via Escuriales ed il chiusino tombale in calcare con sfingi attergate e scena di danza funebre in rilievo, trovato nella necropoli di Monte San Mauro, del VI secolo a.C.. Vi sono esposte inoltre ceramiche greche a figure nere e rosse, terrecotte ellenistiche e vetri romani della collezione Russo-Perez.
Patio riservato ai modellini di forni medievali. Sono visibili le riproduzioni in scala di due delle quattro fornaci medievali rinvenute nel 1960 ad Agrigento ( modellini del prof. Antonino Ragona). La prima fornace è del periodo arabo, la seconda d'epoca angioino- aragonese.
Ceramica medievale. Nella sala sono esposte ceramiche siculo-arabe dal X al XV secolo. Fra le più antiche quelle ben documentate rinvenute ad Ortigia, nell'area del Tempio d'Apollo, dove si trovavano fornaci per la produzione ceramica in età medievale. Da notare: una ciotola del X secolo, con invetriatura piombifera e decorazione dipinta in giallo, verde e bruno; ciotole in protomaiolica decorate in bruno e verde o in policromia del XIII secolo, ed un terzo gruppo decorato in bruno del XIV secolo; e poi brocche, anfore e boccali. Le brocchette sono dotate di un particolare filtro all'attacco del collo, forse per le impurità dell'acqua dei pozzi. Nei reperti a partire dal XV secolo l'invetriatura del rivestimento delle ceramiche diviene più brillante e corposa, assumendo le caratteristiche dello smalto. Da questo secolo vengono definite maioliche. Di tale periodo sono ciotole decorate in monocromia in blu con motivi fitomorfi, piatti decorati in blu e lustro con motivi floreali.
Ceramica rinascimentale. Sono esposte maioliche per la mensa o per la conservazione dei cibi e decorate in blu, blu e verde o blu e giallo, prevalentemente di produzione di Caltagirone; coppe e ciotole con motivi vegetali e floreali e numerose maioliche del XVII secolo.
San Giacomo, santo patrono della cittàCeramica barocca. Si trovano anfore da sacrestia e acquasantiere con applicazioni plastiche, del XVII secolo con soggetti vegetali, animali e piccole figure di santi.
Grande sala con panoramica di tutta la maiolica siciliana dal XVII al XIX secolo. Nelle vetrine pregevoli vasi, albarelli, bombole che raffigurano angeli, santi, stemmi e profili femminili. Pregevoli lucerne antropomorfe e maioliche con decorazioni in smalto blu turchino. Inoltre pavimenti maiolicati, grandi vasi ornamentali in maiolica e mattonelle segnaporta smaltate. Ed originali scaldamani in maiolica del XVII secolo a forma di pesce o di tartaruga. Infine, ceramiche d'autore, fra cui le terrecotte settecentesche di Giacomo Bongiovanni (1772-1859): la Natività, la Bottega del Ciabattino, lo Zampognaro e i Suonatori Ciechi. Il presepe di Giuseppe Vaccaro Bongiovanni ed il gruppo in terracotta raffigurante una lite fra nuora e suocera. Completano l'esposizione altri gruppi figurati di Giuseppe Vaccaro e di Giuseppe Failla, in particolare l'opera raffigurante San Giacomo Maggiore Apostolo.
Il Museo della Ceramica fornisce anche un servizio didattico di approfondimento, con l'uso di apparecchi audiovisivi e multimediali. | SCHEDA | 8781 | True | link2 |
| Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane | Via S.M. di Gesù, Cel. 335 5795935 - Fax 0933 41813
Orario apertura:
da lunedì al sabato: 9.30 - 13,30
domenica 9.30 - 12.30
lunedì, venerdì, sabato e domenica 16.00 - 19.00
Martedì: chiuso
ingresso: gratuito
Il Museo espone dipinti, disegni progettuali, incisioni, foto d’epoca, libri, maioliche e terrecotte per raccontare la vita di villeggiatura delle famiglie aristocratiche siciliane e in particolare caltagironesi. Il Museo si propone anche come polo espositivo, centro di raccolta e documentazione elaboratorio, attraverso un’attività di corsi, seminari e aggiornamenti relativi alla salvaguardia e alla fruizione del vasto patrimonio di ambienti e giardini storici della Sicilia. | SCHEDA | 8785 | True | link2 |
| Museo Internazionale del Presepe "Collezione Luigi Colaleo" | Largo S. Luigi, 2. Tel. 0933 53754 - Fax 0933 41813
Orario apertura:
da lunedì a sabato:
9.30 _13,30 ; 16.00 - 19.00
Domenica: 9.30 - 12.30
giovedì: chiuso
ingresso: gratuito
Il Museo è collocato presso l’ex Biblioteca Comunale, opera di Ernesto Basile (un tempo Scuola Elementare San Luigi).
Scopo del Museo è quello di mantenere viva e presente la tradizione presepistica, di fare emergere le peculiarità, materiche e simboliche, delle tradizioni internazionali e di comunicare al visitatore il gusto, la passione e la ricerca che spingono il collezionista a raccogliere e condividere.
La notevole ricchezza e varietà della Collezione Colaleo permette di esporre, in materia tematica, i presepi, cambiando periodicamente l’offerta museale e rinnovando atmosfere e suggestioni.
Nella prima fase di attività del Museo vengono esposte le sezioni di Napoli, con presepi antichi, tra cui alcuni eccezionali pezzi del XVIII secolo, come i rarissimi pastori di Giuseppe Sammartino, e di Caltagirone, con presepi antichi dell’ambito di celebri figurinai dell’Ottocento: Giuseppe Vaccaro Bongiovanni, Francesco Bonanno e Padre Benedetto Papale. | SCHEDA | 8783 | True | link2 |
| Museo Naturalistico | Frazione di Santo Pietro
Martedì, Giovedi e Sabato: 9.30 - 13,30
Domenica 9.30 - 13.00 e 17.00 - 19.00
(da Aprile a Ottobre)
ingresso: gratuito
Il Museo si prefigge di fare conoscere il Comprensorio Calatino ed in particolare le sue manifestazioni naturalistiche più interessanti. I materiali esposti, prevalentemente siciliani e del comprensorio, sono ordinati in chiave didattica; gli spazi espositivi sono pertanto ricchi di immagini, schemi e cartografie. Alcuni pannelli e armadi sono strutturati in modo interattivo, il visitatore diventa un elemento attivo potendo attenzionare quegli aspetti e quei materiali che più lo interessano attraverso la luce. I materiali biologici presentati sono stati trovati in natura, morti o in fase di avanzata distruzione, sono stati recuperati e utilizzati ai fini didattici ed educativi. | SCHEDA | 8782 | True | link2 |
| Museo tecnologico dei laterizi (ex Fornace Hoffman) | Via Stazione Isolamento
Tel 093341831 - Tel 093357747 | SCHEDA | 8780 | True | link2 |
| Palazzo Aprile di Cimia | Via Luigi Sturzo.
Ricostruito dopo il terremoto del 1693 Presenta un grandioso portale e un elegante scalone. | SCHEDA | 8761 | True | link2 |
| Palazzo Comitini | Piazza Municipio.Imponente edificio dall'elegante prospetto | SCHEDA | 8800 | False | link2 |
| Palazzo della Magnolia | Via Luigi Sturzo N. 74.. Costrito nei primi anni del XX.
Il prospetto è interamente ricoperto di terracotta con motivi floreali che danno il nome di "Palazzo della magnolia",
Il palazzo è rivestito da mattoni rettangolari modulari lisci, nel piano terra e mattoni semplici e mattoni policromi sparsi nei due piani superiori.
Inserito nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 7114 del 26/07/94) | SCHEDA | 8773 | True | link2 |
| Palazzo delle Poste | Via Vittorio Emanuele
Costruito in stile liberty nei primi anni del XX sec. Su progetto dell'architetto Savrio Fragapane nell'area precedentemente occupata dalla chiesa di S. Anna.
E' costituito da due corpi lateali, leggermente avanzati, con i piastrini e la cornice traforata, corpi compatti e saldi, strutture simili a torre che contengono e chiudono la costruzione. Il doppio ordine segna una separazione degli stili: il portico neorinascimentale e le finestre bifore neogotiche, la qualità lineare e la dominante rettiline insieme ad una decorazione liberty stilizzata (i capitelli, l'intestazione, i motivi floreali), realizzata da Giuseppe Nicastro sui disegni del progettista | SCHEDA | 8792 | True | link2 |
| Palazzo delle Quattro Stagioni | Via Vittorio Emanuele. Palazzo in stile liberty costruito nei primi anni del XX sec. su progetto dei Saverio Fragapane. | SCHEDA | 3615 | True | link2 |
| Palazzo Gravina - Pace (ex casa Bonanno) | Piazza Municipio.
Ex casa Bonanno, baroni del Polino. Il palazzo nel suo nucleo più antico, è sicuramente databile agli anni precedenti il terremoto del 1693; di questa fase conserva un lungo balcone ad angolo su ventisei mensoloni in pietra scolpita, risalenti al XVII sec.
Altri sette mensoloni furono aggiunti in epoca successiva nella parte del prospetto che si affaccia sulla piazza del Municipio.
L'opera di intaglio dei mensoloni si attribuisce a Giandomenico Gagini ed al figlio Antonuzzo.
Vi sono rappresentati figure di sfingi, sirene, mostri ed altri animali fantastici, così come era tradizione in tutti i decori messi in opera per edifici analoghi, sviluppatisi ulteriormente nella ricostruzione dei centri della Val di Noto dopo il terremoto del 1693 (vedi opere d'arte varie).
Il palazzo è di proprietà della famiglia Pace-Gravina. | SCHEDA | 616 | True | link2 |
| Palazzo Gravina di Ramacca | E' di costruzione post-terremoto 1693 almeno nella scalinata settecentesca, con ricca articolazione delle rampe e provvista di balaustre a traforo con vistosi parapetti. | SCHEDA | 615 | True | link2 |
| Palazzo Grifeo dei Principi di Partanna | Palazzo Grifeo (accanto via Grifeo), a poca distanza dal Palazzo delle Poste e di fronte al presepe monumentale..
Si tratta di un edificio pregevole in stile liberty, il cui restauro è stato quasi ultimato durante il Natale 2006.
Edificato nel 1908 e chiamato inizialmente Palazzo Primavera per le sue decorazioni esterne, questo edificio e il precedente che ne occupava lo stesso spazio, erano proprietà della Famiglia Caldarera, Marchesi di Camemi: tutto passò in mano Grifeo con il matrimonio di Agata Caldarera con Leopoldo Grifeo | SCHEDA | 8796 | True | link2 |
| Palazzo Longobardi | Via Sturzo. | SCHEDA | 8807 | False | link2 |
| Palazzo Maggiore di Santa Barbara | Via S. Bonaventura.
Costruito nel XVIII sec. Presenta un atrio ornato da una fontana con statua dell'Immacolata. | SCHEDA | 8786 | True | link2 |
| Palazzo Palmieri | Via Vittorio Emanuele | SCHEDA | 3609 | False | link2 |
| Palazzo Perremuto (Crescimanno) | Piazza Umberto.
Palazzo Perremuto, in passato appartenuto ai duchi Crescimanno d'Albafiorita, sontuosa dimora settecentesca ricca di opere d'arte. Il palazzo ospitò nel 1838 il re Ferdinando II e la regina Maria Teresa. In un salone ha conservato a lungo il letto dove Ferdinando II e Maria Teresa dormirono.
Oggi "Il Letto di Ferdinando di Borbone" è di proprietà comunale e trovasi esposto presso Villa Patti. | SCHEDA | 8799 | True | link2 |
| Palazzo Reburdone | E' databile alla seconda metà del sec.XVIII almeno per quanto riguarda lo scalone, per il quale si è fatta attribuzione all'arch.Francesco Battaglia che dal 1776 è stato architetto di Enrico Guttadauro Principe di Reburdone, per i lavori concernenti il palazzo della stessa casata a Catania. Ampi resti sulla Via Abate Meli e sulla Scala di S. Maria del Monte, attestano la sua fase precedente monumentale.
Sede della Mostra Permanente della Ceramica Moderna. | SCHEDA | 624 | True | link2 |
| Palazzo Rosabia (Libertini di San Marco) | Via Emanuele Taranto. Il Palazzo Rosabia appartenuto nel passato ai Libertini di San Marco, prospetta in Piazza Umberto I | SCHEDA | 8798 | True | link2 |
| Palazzo Sant'Elia | Costruito nel XVIII sec. attribuito all'architetto Natale Bonaiuto. In stile barocco un lato è visibile dal ponte di S. Francesco, in quanto l'ultimo piano sovrasta il livello del ponte stesso. | SCHEDA | 617 | True | link2 |
| Palazzo Secusio | Via S. Bonaventura.
Restaurato dopo il terremoto del 1693. <presenta ancora un portale gaginesco del 500. | SCHEDA | 8793 | False | link2 |
| Palazzo Spadaro | Via S. Bonaventura. Il Palazzo Spadaro (già Maggiore di Santa Barbara) è stato restaurato dopo il terremoto del 1693
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DDG 7024 del 09/10/01) | SCHEDA | 8791 | True | link2 |
| Palazzo Taranto | Via S. Bonaventura.
Restaurato dopo il terremoto del 1693. | SCHEDA | 8790 | True | link2 |
| Piano dell'Angelo | Insediamento e necropoli della prima eta' del Bronzo
(castellucciano) con sepolcri a grotticella artificiale. | SCHEDA | 3623 | False | link2 |
| Piano Noce | Insediamento e necropoli di eta' greca. | SCHEDA | 3624 | False | link2 |
| Poggio Castelluccio | Insediamento di eta' preistorica. Necropoli preistorica. | SCHEDA | 3625 | False | link2 |
| Poggio D'Antona | Insediamento di stile castellucciano (prima eta' del
Bronzo) con resti di lavorazione della selce, strumenti
finiti, frammenti fittili. | SCHEDA | 3626 | False | link2 |
| Poggio di Cresti | Insediamento romano. | SCHEDA | 2994 | False | link2 |
| Poggio Diano | Insediamento romano. | SCHEDA | 2995 | False | link2 |
| Ponte S. Francesco | Decorato con bellissime ceramiche in rilievo, costruito nel 1626 da Orazio Torriani per collegare due delle tre colline su cui sorge la città fu ultimato nel 1626 dall'architetto Bonaventra Certo. Presenta 5 arcate di cui una sola aperta. | SCHEDA | 621 | True | link2 |
| Riserva Naturale Bosco di Santo Pietro | Riserva Naturale Orientata. | SCHEDA | 694 | True | link2 |
| San Bartolomeo - Paradiso | Piccolo insediamento castelucciano. Si rinvengono
strumenti di selce e frammenti ceramici. | SCHEDA | 3631 | False | link2 |
| San Marco | Insediamento di eta' ellenistico romana. | SCHEDA | 3632 | False | link2 |
| Santuario della Madonna del Ponte | In seguito all’apparizione della Beata Vergine ad una fanciulla nei pressi di un piccolo pinte, venne eretta, nel 1573, la prima chiesetta di Santa Maria del Ponte. L’edificio, risparmiato dal terremoto del 1693, venne travolto da un’alluvione nel 1714.
La chiesa che si può ammirare è frutto di numerose ricostruzioni, a partire da quella del 1720 sino a giungere ai restauri del 1985.
All’interno del Santuario si conserva ancora l’antica fonte dell’apparizione dalla quale è possibile attingere acqua, la settecentesca macchinetta processionale, ed un dipinto di Antonino Ragona che raffigura il miracoloso avvenimento e il luogo in cui esso avvenne | SCHEDA | 8766 | True | link2 |
| Scalinata di Santa Maria del Monte | La Scalinata di Santa Maria del Monte venne costruita nel 1606 per collegare la parte antica della città a quella nuova città costruita nella parte alta.
La scalinata, lunga oltre 130 metri, è fiancheggiata da edifici balconati ed è diventata l'emblema della città ed una delle sue meraviglie.
Era stata originariamente costruita a sbalzi . Nel 1844 vennero unificate le varie rampe, su progetto dell'architetto Salvatore Marino. Nacquero così i centoquarantadue gradini della scalinata di Santa Maria del Monte, che dal 1954 è interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dai ceramisti locali.
La scala dei centoquarantadue gradini viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della città), da migliaia di lumini a fiammella viva | SCHEDA | 622 | True | link2 |
| Scuola di Ceramica | Fondata nel 1918 da Don Luigi Sturzo, allora Sindaco della città su progetto di Luigi Galvano | SCHEDA | 8805 | False | link2 |
| Scuola Elementare San Luigi ( Museo Internazionale del Presepe) | La Scuola elementare S.Luigi, poi sede della Biblioteca Comunale sino al recente restauro, situata tra Via Roma, Via Santa Maria di Gesù e Viale Principessa Maria, è situata in un luogo che fa da collegamento tra la vecchia città e la nuova.
Autore è l'Architetto Palermitano Ernesto Basile che venne incaricato del progetto nel 1915.
Il primo contratto amministrativo della costruzione dell'edificio risale però al 1923 e direttore dei lavori risulta l'ingegnere capo dell'Ufficio Comunale Gian Battista Di Bernardo.
Oggi l'edificio si presenta mutato solo nella destinazione d'uso, infatti ospita il Museo Internazionale del Presepe: "Collezione Luigi Colaleo" che espone, in permanenza e a rotazione, presepi di tutto il mondo.
E' di proprietà comunale. | SCHEDA | 8789 | True | link2 |
| Sito archeologico di Monte Balchino (Altobrando) | "Villaggio castellucciano e indigeno ellenizzato (in eta' arcaica) con relative necropoli (frammenti ceramici dello stile di San Cono - Piano Notaro);insediamento fortificato
di eta' romana." | SCHEDA | 3618 | True | link2 |
| Sito archeologico di Monte San Mauro | Monte San Mauro è un sito archeologico a sud ovest della città.
Il sito comprende cinque colli disposti a ventaglio sulle vallate dei fiumi Signore e Maroglio su cui si insediò un centro abitato dell'età del bronzo. Il centro indigeno venne occupato tra la fine del VII secolo a.C. da coloni greci che si dedicavano all'agricoltura e al commercio.
Sul colle n.3 è stata ipotizzata la presenza dell'acropoli: vi si trova un ampio edificio, scoperto nel 1904 da Paolo Orsi. Si presenta diviso in due da un terrazzamento, costruito con blocchi e sfaldature irregolari di pietra locale, connessi da pietrame e terra. L'edificio esisteva già nel IX secolo a.C. e fu in seguito riutilizzato in epoca arcaica: si tratta probabilmente di una residenza principesca sicula, in seguito riutilizzata dai coloni greci. Gli scavi di Umberto Spigo, ripresi nel 1983, hanno riportato in luce due ambienti sul lato corto occidentale, uno dei quali sopraelevato su tre gradini, che dovevano costituire un magazzino pubblico: vi sono stati ritrovati contenitori per derrate alimentari, numerose anfore per il trasporto di merci da tutto il mar Mediterraneo, pesi da telaio e macine in pietra lavica. Nei pressi erano stati rinvenuti inoltre i frammenti di una tavola in bronzo contenente il testo di una legge sull'omicidio[1]
Paolo Orsi individuò lungo il ciglio settentrionale e nord-occidentale del colle un sistema difensivo costituito da tratti di mura intervallati dalla roccia naturale, Sulla cima del colle sono state anche rinvenute strutture ellittiche pertinenti ad abitazioni indigene (una datata tra la seconda metà dell'VIII e la prima metà del VII secolo a.C.).
Sulle pendici del colle 3 è stato in seguito rinvenuto un nucleo abitativo della prima metà del VI secolo a.C., di cui si ipotizza la distruzione in occasione della spedizione antisiracusana del tiranno di Gela Ippocrate (tra il 498 e il 482 a.C.). Le abitazioni presentano un vano di ingresso più ampio, aperto verso sud, sul quale si affacciano tre vani minori affiancati, secondo modalità che si ritrovano anche in altri siti della Sicilia greca, come Naxos e Megara Iblea. È possibile che i vani minori avessero anche un piano superiore, data la presenza in alcuni casi di consistenti strati di crollo. All'interno di queste case è stata rinvenuta una grande quantità di ceramica, dai grandi contenitori per l'immagazzinamento di sementi, ai crateri attici.
Ai piedi del colle 3 fu scavata tra il 1903 e il 1904 una necropoli di 58 tombe: sono presenti sepolture in dolio o in anfora o con tombe a cassa, foderate da lastre in pietra, o a fossa semplice, a volte coperte con lastre disposte "a cappuccina". La necropoli è datata al VII-VI secolo a.C.
Ai piedi dei colli 1 e 2 è stata individuata una necropoli utilizzata tra il VII e il IV secolo a.C.
Sui colli 1 e 2 è stato rinvenuto un nucleo di terrecotte architettoniche dipinte pertinenti alla decorazione di un sacello arcaico, che trovano confronti con materiali di Gela, di Siracusa, di Selinunte e di Olimpia in Grecia. A circa 200 m dal sito del sacello Paolo Orsi aveva rinvenuto un deposito votivo con statuette femminili.
Sito inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati ( Decreto n. 96 del 26/01/80) | SCHEDA | 8837 | True | link2 |
| Sito archeologico di Piano Casazze | Necropoli preistoriche di età castelluciana (XIX - XV sec. a.C)
Arrviati allo svincolo Sud di Caltagirone edimboccata la strada che porta a Raddusa, dopo circa 4 km ecco; una ripida discesa a tornanti, un rettilineo e sulla destra una stradella non asfaltata segnata come S.P. 92, che ci porta in una profonda valle che ha sulla sinistra la massa rocciosa di Monte Frasca e sulla destra quella di Monte Balchino, più conosciuto come Altobrando, la cui sommità è costituita da un pianoro allungato in direzione Est-Ovest per circa un km e largo da 100 a 200 m, da cui si gode una visuale amplissima | SCHEDA | 3628 | True | link2 |
| Sito archeologico di Sant'Ippolito | Insediamenti di eta' preistorica e greca.
Al fondo della ripida discesa di via Sfere, che collega l'abitato di Caltagirone alla strada a scorrimento veloce Catania-Gela, a poche centinaia di metri dallo svincolo detto di Caltagirone Nord, si erge la mole rocciosa di una collinetta brulla, dai fianchi fortemente scoscesi per i tagli aperti da una cava di gesso funzionante fino a non molti anni fa, segnata sulle carte col nome di Colle del Bersaglio o di S. Ippolito. | SCHEDA | 3633 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Montagna | Lungo la strada a scorrimento veloce, tra gli svincoli Nord e Sud di Caltagirone, si apre una distesa variegata di terreni calcarei, a terrazze irregolari, solcati da valloni e valloncelli.
I calcari, ovunque appaiano, sono bucherellati da ampie aperture regolari, rettangolari, che immettono in piccole grotticelle a pianta circolaree volta curva, con un diametro di circa due metri. Le grotticelle, oltre 2000, sono state interamente scavate dall'uomo in un periodo che va dal XIX al IX sec. a.C. | SCHEDA | 3608 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Moschitta | Insediamento preistorico. Villaggio castellucciano. | SCHEDA | 3619 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Paradiso | Insediamento della prima eta' del Bronzo (castellucciano).
Rinvenuti frammenti ceramici e strumenti litici ed in osso. | SCHEDA | 3601 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Piano Egoli | Insediamento greco di eta' classica con preesistenze arcaiche. | SCHEDA | 3622 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Pille | Insediamento preistorico. Area di frammenti fittili di eta' neolitica (stile di Diana). | SCHEDA | 2993 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Poggio Favarella - Piano Bellia | Contrada Poggio Favarella - Piano Bellia. Resti complesso rurale di età romana
Inserito nell'elenco dei beni archeologici vincolati ( Decreto n. 8152 del 09/11/98) | SCHEDA | 5727 | True | link2 |
| Sito archeologico in contrada Portosalvo | resti di insediamenti romani | SCHEDA | 3605 | True | link2 |
| Sito archeologico incontrada Ponte Maddalena | Insediamento di eta' romana. Presenze di tombe romane e resti di un'accampamento romano sulla sponda destra del fiume Margi. Presenza di cocciame di eta' romana
databile dal I al IV sc. D. C:. | SCHEDA | 3596 | True | link2 |
| Teatrino | Il Teatrino venne costruito nel 1792, nella ripresa dei lavori della strada Carolina sul pendio di un poggio, su progetto di Natale Bonaiuto.
"L'opera del Bonaiuto presenta slanciate arcate terminali e movimentate rampe che si intrecciano nei vari ripiani della parte basamentale fra sedili e gradinate, intercalati da formelli e pannelli in maiolica locale policroma. Per tali decorazioni il Bonaiuto si giovò dell'opera dei ceramisti locali Ignazio Campoccia ed Angelo Mirasole, quest'ultimo nativo di Aragona nell'Agrigentino".
Nel 1850 Giambattista Filippo Basile sistemava a giardino inglese tutto il poggio del Teatrino che, nel 1862 crollò per imperizia durante un intervento di restauro nella parte terminale che venne ricostruita nelle forme originarie, anche se adattata al nuovo uso nella metà del XX secolo.
Contrariamente al Tondo Vecchio che guarda verso la Valle di Ponente, il Teatrino guarda verso la Valle di Levante.
Attualmente funge da ingresso al Museo Regionale della Ceramica. | SCHEDA | 623 | True | link2 |
| Teatro Politeama | Costruito nel primo ventennio del '900. In stile liberty, progettato da Saverio Fragapane. Venne inserito nel Piano Regolatore presentato dal Sindaco Don L. Sturzo nel 1907, in relazione con il monumentale ingresso del Giardino Pubblico con il quale costituisce quasi un unicum funzionale e stilistico.
E' di proprietà comunale e funziona come cinema. | SCHEDA | 619 | True | link2 |
| Tondo Vecchio | Via Roma.
Fu costruito nella seconda metà del Settecento da Francesco. Battaglia a forma di Esedra, quale elemento decorativo del nuovo tracciato viario, progettato per collegare la città all'altopiano di Santa Maria di Gesù | SCHEDA | 620 | True | link2 |
| Torre del Boschigliolo | | SCHEDA | 8818 | False | link2 |
| Torre di San gregorio (Ex Monastero di San Gregorio) | Accanto alla Scuola di Ceramica.
Del complesso monastico di San Gregorio Magno, composto dalla chiesa e dal monastero, oggi si può ammirare la torre campanaria in pietra arenaria, che fu costruita nel 1738 dall’architetto calatino Don Nicolò Commendatore. E’ a base quadrata e si sviluppa per circa 30 metri in altezza, secondo sei ordini. I primi cinque accolgono una finestra ad arco per lato, mentre l’ultimo ordino accoglie due finestre coronate da un cornicione continuo che in corrispondenza di esse si articola come eseguendo un disegno ad arco.
Della chiesa si hanno poche notizie dopo il bombardamento del 1943. Ne sono rimasti pochi ruderi e gli altari rimasti vennero collocati in altre chiese. | SCHEDA | 8804 | True | link2 |
| Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela | Sito di Interesse Comunitario (SIC) | SCHEDA | 260 | False | link2 |
| Torre Noce | Torre del XV secolo. Probabilmente è quello che resta del castello Noce, verso il 1700 i proprietari del tempo, baroni Chiarandà di Friddani, aggiunsero alla torre un edifizio attiguo per loro abitazione. | SCHEDA | 6489 | True | link2 |
| Villa Comunale (Vittorio Emanuele) | La Villa Vittorio Emanuele a Caltagirone, si trova alle spalle del Museo della Ceramica.
Vi si può accedere dal Teatrino, mediante due rampe di scale, da via Roma, dove si trova l'ingresso principale a fianco del Teatro Politeama, e dal viale principessa Maria José.
Il giardino, su modello dei parchi inglesi, è opera dell'architetto G. B. Filippo Basile. La realizzazione di una villa comunale sull'area della cosiddetta "silva di San Francesco", parzialmente occupata da una collinetta, iniziò nel 1846.
La progettazione dell'ingresso in stile liberty, caratterizzato da un'insolita cancellata - tra fasci di canne palustri dove s'indovinano piccoli pesci, uccelli acquatici e rettili - alternata a pilastri, è opera dell'architetto Saverio Fragapane.
All'interno, lungo i viali, si trovano vasi in terracotta realizzati dalla bottega Vaccaro- Bongiovanni, maioliche di Giuseppe Di Bartolo e terrecotte ornamentali di Gioacchino Ali e del Vella.
Nel piazzale centrale è in grande evidenza il palco musicale in stile moresco con rivestimento in maiolica policroma.
Nella parte inferiore si può ammirare una delle vasche della Fontana della Flora dello scultore ed architetto fiorentino Camillo Camilliani del XVI secolo.
Se si opta per l'ingresso di viale principessa Maria José si scende per una duplice scalinata alla base della quale si possono ammirare due pannelli maiolicati di Gianni Ballarò e, racchiusa in una nicchia, una bella statua di Cerereopera del plasticatore Nicolò Barrano, in tema con la decorazione dei pannelli, che rappresenta quasi un inno alla natura.
Di fronte all'ingresso si può ammirare una gradevole balaustra in ceramica, realizzata nei primi decenni del Novecento, che circonda il giardinello antistante la ex caserma dei Carabinieri, oggi sede del Museo della Fotografia e di esposizioni temporanee.
Inserita tra i beni architettonici vincolati (DM 364/09 del 17/04/29) | SCHEDA | 8776 | True | link2 |
| Villa Crescimanno D'Albafiorita | | SCHEDA | 8817 | False | link2 |
| Villa Cusmano | Via S. Foti 23
Costruita nei primi del 900. presenta decorazioni in terracotta della fabbrica Vella.
Inserita tra i beni architettonici vincolati (DA 2255 del 13/09/85) | SCHEDA | 8808 | True | link2 |
| Villa D'Antona | Via Madonna della Via. | SCHEDA | 8839 | False | link2 |
| Villa Divisa | Via Santa Maria di Gesù | SCHEDA | 3629 | False | link2 |
| Villa Escuriales | | SCHEDA | 8809 | False | link2 |
| Villa Favitta | Progettata in stile liberty dall'architetto Saverio Fragapane.
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 6515 del 16/05/95) | SCHEDA | 8824 | True | link2 |
| Villa Giusino | Gia Villa Remigia. Il Giardino fu ridisegnato dall'architetto Montemagno | SCHEDA | 8821 | True | link2 |
| Villa Gravina | | SCHEDA | 8819 | False | link2 |
| Villa Gravina di Montevago | In Stile liberty con torre-belvedere. | SCHEDA | 6487 | False | link2 |
| Villa Interlandi | | SCHEDA | 6486 | False | link2 |
| Villa Jacona della Motta | Presenta un elegante scalone d'ingresso a doppia rampa | SCHEDA | 8811 | False | link2 |
| Villa Libertini di San Marco | | SCHEDA | 8814 | False | link2 |
| Villa Libertini Spadaro | Costruita nel XVIII sec. Via Santa Maria di Gesù | SCHEDA | 6485 | False | link2 |
| Villa Marotta | | SCHEDA | 5899 | False | link2 |
| Villa Minniti | Contrada Balatazzi Via Delle Industrie
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 1129 del 13/05/86) | SCHEDA | 8826 | True | link2 |
| Villa Patti. | Via Santa Maria di Gesù .
L’antico edificio di Villa Patti fu rinnovato dall’architetto Gian Battista Nicastro nella seconda metà dell’Ottocento con unafacciata in stile neogotico veneziano, dallo straordinario effetto scenografico.
Il Parco di Villa Patti, si lega al paesaggio agrario circostante utilizzando soluzioni originali, proprie del giardino all’inglese, con alcune componenti vegetali originarie, mediterranee e esotiche, tipiche del giardino siciliano che possono riportarsi al precedente periodo settecentesco.
Villa Patti ospta attualmente il Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane
Inserita nell'elenco dei beni architettonici vincolati (DA 5035 del del 04/01/00) | SCHEDA | 8779 | True | link2 |
| Villa Portazza | | SCHEDA | 8810 | False | link2 |
| Villa Remigna | | SCHEDA | 8820 | False | link2 |
| Villa Speciale - Scebba | Via Santa Maria di Gesù | SCHEDA | 8815 | False | link2 |
| Villa Tasca | Villa Tasca si trova a 5 Km da Caltagirone, in contrada Fontana Pietra. La villa fu edificata nel 1700 e fu proprietà della famiglia Sturzo. Da tre generazioni appartiene alla famiglia Tasca-Ciancio. Attualmente è sede di un agriturismo | SCHEDA | 6482 | True | link2 |
| Villa Vaccaro | | SCHEDA | 8822 | False | link2 |
| Zona Acquanova | Necropoli Indigeno ellenizzata. | SCHEDA | 3634 | False | link2 |